Sud Milano, il WWF denuncia la moria dei nuovi alberi: «Servono più cura, irrigazioni e una gestione adeguata al clima»

Alberi e verde urbano nel Sud Est Milano
Alberi e verde urbano nel Sud Est Milano Il WWF Sud Milano richiama l'attenzione sulla moria delle nuove alberature e sulla necessità di una gestione adeguata alle attuali condizioni climatiche.

La nota firmata da Giorgio Bianchini e Riccardo Mancioli richiama Comuni e privati alle proprie responsabilità. Segnalati casi a San Donato Milanese, San Giuliano Milanese, Peschiera Borromeo e Melegnano.

Il WWF: i vecchi modelli di gestione non sono più sufficienti

Le nuove piantumazioni rappresentano uno degli strumenti più importanti per contrastare le isole di calore e migliorare la qualità ambientale delle città. Ma mettere a dimora nuovi alberi non basta: senza irrigazioni adeguate e una manutenzione programmata, soprattutto durante estati sempre più calde, il rischio è quello di assistere alla morte delle giovani piante pochi mesi dopo l'intervento.

A richiamare l'attenzione sul problema è il WWF Sud Milano con una nota firmata scritta da Giorgio Bianchini e Riccardo Mancioli, che esprime preoccupazione e disappunto per la gestione delle nuove alberature in diversi Comuni del territorio.

Secondo il WWF, il cambiamento delle condizioni climatiche impone un ripensamento delle modalità con cui viene gestito il verde urbano. Le nuove piante, soprattutto nei primi anni dalla messa a dimora, hanno infatti bisogno di cure e irrigazioni regolari per superare i lunghi periodi caratterizzati da temperature elevate e scarsità di precipitazioni.

Nella nota viene evidenziato come non sia «più possibile adottare modelli di gestione ormai superati, pensati per un contesto climatico profondamente diverso da quello attuale e da quello che, con ogni probabilità, ci attende nei prossimi anni».

Il WWF parla di una situazione che tende a ripetersi: alberi messi a dimora e successivamente morti per una programmazione insufficiente delle irrigazioni, con esemplari secchi che in alcuni casi rimangono per lungo tempo nei parchi, lungo i viali e nei giardini.

La richiesta alle amministrazioni e ai privati

L'associazione ambientalista chiede un maggiore impegno sia alle amministrazioni pubbliche sia ai soggetti privati. Tra le indicazioni avanzate c'è quella di destinare maggiori risorse alla manutenzione e, quando le condizioni climatiche lo richiedono, iniziare le irrigazioni già nel mese di maggio, garantendo frequenza, puntualità e continuità.

Attenzione anche alle operazioni di sfalcio. Il WWF sottolinea infatti la necessità di utilizzare con maggiore cautela i decespugliatori, perché eventuali danneggiamenti alla corteccia possono compromettere seriamente la sopravvivenza delle giovani piante.

Un altro elemento sollevato riguarda gli alberi cresciuti spontaneamente. L'associazione si dice perplessa di fronte all'abbattimento di esemplari che, proprio perché sviluppatisi naturalmente, possono risultare particolarmente resistenti e non comportano costi di piantumazione.

I casi segnalati nel Sud Milano

La nota non riguarda un singolo Comune, ma diverse realtà del Sud Milano. Tra gli esempi citati figurano San Donato Milanese, con il filare di alberi morti in via Maritano nei pressi dei laboratori Eni, e San Giuliano Milanese, dove vengono segnalati alberi morti al Parco Nord e lungo la via Emilia.

A Peschiera Borromeo il WWF indica il filare di via Bruno Buozzi, nella zona dell'Idroscalo, e parte del bosco Nando Orfei di via Carducci.

Infine viene richiamato il recente intervento a Melegnano, dove in Piazza delle Associazioni sono stati abbattuti tigli di 50-60 anni, indicati nella nota come in buone condizioni vegetative, e sostituiti con giovani alberi. Secondo il WWF, i nuovi esemplari starebbero già mostrando una forte sofferenza dovuta al caldo e avranno bisogno di molto tempo prima di poter garantire ombra e benefici paragonabili a quelli degli alberi rimossi.

La richiesta avanzata dal WWF Sud Milano è quindi quella di aprire una riflessione più ampia sulle politiche del verde urbano: non soltanto aumentare il numero delle piantumazioni, ma assicurarsi che gli alberi messi a dimora abbiano le condizioni necessarie per crescere e diventare realmente parte del patrimonio verde delle città.