Serpente saettone, il rettile non velenoso che conquista anche le aree urbane

Un esemplare di Serpente Saettone
Un esemplare di Serpente Saettone Foto di Walter Ferrari

È un animale schivo che suscita spesso curiosità e falsi allarmi, con avvistamenti in aumento tra aree verdi, siepi e parchi cittadini, dove può comparire anche a pochi passi dalle abitazioni, diventando un simbolo della convivenza tra biodiversità e territorio antropizzato

Il Saettone (Zamenis longissimus) è un serpente non velenoso della famiglia dei colubridi, parente stretto del Biacco. È chiamato anche colubro di Esculapio, perché è ritenuto il serpente caro al dio della medicina; la sua immagine è ritratta sul simbolo dei medici e dei farmacisti, avvolto intorno a un bastone.

Caratteristiche fisiche e dimensioni

Questo rettile può raggiungere i 2 metri di lunghezza, ma un adulto è solitamente tra i 130-150 cm. Il colore è bruno verdastro, con due semilune giallognole poco evidenti nella parte posteriore della testa; la superficie ventrale è gialla o biancastra. La testa è lunga, affusolata e poco distinta dal collo, con occhi di medie dimensioni a pupilla rotonda.

Dimorfismo e aspetto dei giovani

Esiste un dimorfismo sessuale nelle dimensioni: il maschio è più grande e lungo, circa 800 g, mentre la femmina circa 600 g. I saettoni giovani hanno un aspetto più macchiettato ed è visibile una striscia scura dietro ciascun occhio.

Un esemplare di Serpente Saettone
Un esemplare di Serpente Saettone Foto di Walter Ferrari

Comportamento e abitudini

Non è aggressivo e morde occasionalmente solo se viene catturato, senza mantenere la presa. È prevalentemente diurno, anche se nei mesi più caldi compare al crepuscolo. È termofilo, ama esporsi al sole per scaldarsi ma nelle ore più calde si sposta in zone più fresche.

Alimentazione e predatori

Si nutre di piccoli vertebrati come roditori, lucertole, passeracei, predando anche uova e nidiacei. Non è velenoso, ma è un abile costrittore che soffoca le prede tra le spire. È predato da diversi mammiferi (mustelidi, volpi, cinghiali, ricci) e da varie specie di rapaci.

Riproduzione e ciclo vitale

Trascorre il letargo da ottobre a marzo in anfratti, muri, tane nel terreno o cavità di tronchi. È un abile arrampicatore, sia di alberi che di edifici. Tollera la presenza umana e si trova spesso vicino a paesi, parchi e giardini urbani.

Riproduzione e sviluppo

La maturità sessuale si raggiunge nei maschi a circa 75 cm e nelle femmine a circa 85 cm. L’accoppiamento avviene tra maggio e giugno e può essere preceduto da combattimenti tra maschi rivali; il corteggiamento consiste in una danza a forma di “S” con le code intrecciate. La femmina depone da 5 a 10 uova in detriti vegetali o cavità di tronchi. La schiusa avviene tra fine agosto e inizio settembre; i piccoli sono lunghi 15-20 cm e subito indipendenti.

Foto di Walter Ferrari
Foto di Walter Ferrari

Habitat e diffusione

L’età massima è di circa 15 anni. L’habitat ideale è costituito da boschi di caducifoglie, aree rurali con siepi e vegetazione arbustiva, ma anche zone rocciose e aree antropizzate. È presente dal livello del mare fino a circa 1200 metri di altitudine. È diffuso in tutta Italia, dal Nord alla Sicilia.

Distribuzione geografica

In Europa è presente in diversi Paesi tra cui Francia, Spagna, Germania, Polonia, Bulgaria, Romania, Svizzera, oltre alla regione anatolica (Turchia) e caucasica (Georgia, Azerbaigian) e nel nord-ovest dell’Iran.

Importanza ecologica e osservazioni personali

È una specie protetta e utile all’ecosistema per il controllo dei roditori. L’autore ha documentato avvistamenti in provincia di Bergamo, Lodi e Milano.

Testo e foto di Walter Ferrari

Foto di Walter Ferrari
Foto di Walter Ferrari