A Legnano ballottaggio: Radice avanti con il 43%, Almici al 40%. Crollo della Lega nel suo feudo -9%, FdI +14%; Pd primo partito

Il sindaco uscente del centrosinistra va al secondo turno con tre punti di vantaggio. Toia ago della bilancia con il 10,83%. Si rivota il 7 e 8 giugno

A Legnano non si decide al primo turno. Con 38 sezioni su 49 scrutinate alle 22:54 di lunedì 25 maggio, il ballottaggio è matematicamente certo: Lorenzo Radice, sindaco uscente del centrosinistra, e Mario Almici, candidato del centrodestra, si ritroveranno di fronte domenica 7 e lunedì 8 giugno per decretare chi guiderà la città del Carroccio nei prossimi cinque anni.

I numeri parziali

Con lo spoglio ancora in corso, Radice è in testa con 8.096 voti e il 43,00% delle preferenze. Almici segue a distanza ravvicinata con 7.544 voti e il 40,07%. Terza Carolina Toia, candidata della lista che porta il suo nome, con 3.274 voti e il 10,83% — un risultato tutt'altro che trascurabile, che la rende l'ago della bilancia in vista del secondo turno. Chiude Federico Amadei con 1.229 voti e il 6,53%. Il totale dei candidati sindaco è di 18.826 voti, quello delle liste di 17.412.

La coalizione di Radice lista per lista

Nel campo del sindaco uscente, il Partito Democratico è il primo partito con 3.832 voti (22,01%). Seguono la lista civica "Insieme per Legnano – Legnano Popolare" con 1.999 voti (11,48%), "Fare Centro" con 707 voti (4,06%) e "Ri Legnano" con 668 voti (3,84%). Il totale delle liste di Radice si ferma a 7.206 voti, pari al 41,39%.

Il centrodestra di Almici

Sul fronte del centrodestra, Fratelli d'Italia è il partito più votato con 3.885 voti (22,31%), davanti a Forza Italia-PPE con 1.423 voti (8,17%), Lega con 1.106 voti (6,35% contro il 15.52% del 2020) e la lista civica "Legnano Ideale" con 769 voti (4,42%).

La Toia fa la differenza

Il 10,83% di Carolina Toia — ex candidata del centrodestra nel 2020, poi capogruppo della Lega in consiglio comunale e ora in corsa in solitaria con il suo "Patto per Legnano" — è il dato politico più rilevante della serata. Il suo elettorato è di area centrodestra: se dovesse confluire su Almici al secondo turno, le percentuali si ribalterebbero. Molto dipenderà da eventuali apparentamenti nelle prossime settimane.

Radice cerca il bis

Lorenzo Radice, legnanese classe 1981, padre di tre figli, era stato eletto nel 2020 al ballottaggio dopo un primo turno in svantaggio. Ha guidato la città negli ultimi cinque anni e mezzo e si presenta agli elettori chiedendo un secondo mandato con una coalizione larga. «Siamo cresciuti del 12% rispetto alle scorse amministrative. Siamo pronti a governare il cambiamento» aveva commentato a caldo nella serata.

Almici punta al sorpasso

Mario Almici, già assessore al Bilancio nella vicina Parabiago sotto la guida di Raffaele Cucchi, era stato scelto dal centrodestra per tentare il sorpasso. I numeri del primo turno gli danno una chance concreta: tre punti di distacco da recuperare in due settimane sono un obiettivo tutt'altro che impossibile, soprattutto con il potenziale contributo dei voti Toia.

L'affluenza

A Legnano ha votato il 51,51% degli aventi diritto, su un totale di oltre 42.000 iscritti alle liste: un dato in netto calo rispetto al 61,52% del 2020, ma comunque il più alto tra i Comuni milanesi al voto in questa tornata. Il 7 e 8 giugno si decide tutto.