Milano, Rozza (Pd): «Fratelli d'Italia paga al Pat un affitto dimezzato rispetto agli altri inquilini»
La consigliera regionale dem denuncia il canone della sede del partito in corso Buenos Aires: «Chi governa dovrebbe contribuire per primo al risanamento dell'ente»
La consigliera regionale del Partito Democratico Carmela Rozza punta il dito contro il canone di locazione pagato da Fratelli d'Italia per la propria sede all'interno di un immobile di proprietà del Pat, sostenendo che sia significativamente inferiore rispetto a quello corrisposto dagli altri inquilini dello stesso stabile.
Secondo quanto riferito dalla consigliera dem, Fratelli d'Italia occupa un appartamento di 96 metri quadrati in corso Buenos Aires 15, a pochi passi da Porta Venezia, per un canone annuo di 10.525,79 euro, pari a circa 109 euro al metro quadrato all'anno. Il contratto di locazione, stipulato nel 2018 attraverso una trattativa privata, ha una durata di sei anni più sei e resterà in vigore fino al 2030.
«Un canone davvero privilegiato quello pagato da Fratelli d'Italia, se confrontato con quello degli altri inquilini del Pat che, dopo il conferimento del patrimonio immobiliare a Invimit, realizzato per risanare l'ente in gravissima crisi finanziaria, si sono visti aumentare l'affitto al rinnovo del contratto. Nello stabile di corso Buenos Aires 15 il canone vale 215 euro al metro quadrato l'anno che, moltiplicato per 96 metri quadrati, fa 20.640 euro l'anno, il doppio di quanto sborsa Fratelli d'Italia», afferma Rozza.
Il richiamo al risanamento del Pat
La consigliera regionale collega la vicenda alle scelte adottate dalla maggioranza che governa la Regione Lombardia, sostenendo che gli aumenti degli affitti abbiano inciso su numerose famiglie residenti negli immobili dell'ente.
«Fratelli d'Italia fa parte del Governo regionale che ha scelto di aumentare gli affitti degli alloggi di proprietà del Pat. Una scelta legittima, che però ha richiesto un sacrificio a tante famiglie. Ricordo che il patrimonio del Pat appartiene a Milano e deve essere valorizzato. Questo significa che chi può deve pagare di più. Chi governa Regione e Paese e ha chiesto un tale impegno ai cittadini avrebbe il dovere di collaborare per primo al risanamento del Pat, aumentando volontariamente il proprio affitto oppure lasciando l'immobile ad altri», conclude Rozza.
La consigliera regionale ha diffuso i dati nella giornata di giovedì 9 luglio, rilanciando il dibattito sulla gestione del patrimonio immobiliare del Pat e sui criteri adottati per la determinazione dei canoni di locazione.
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Redazione