Infermieri, in Lombardia ne mancano 19mila: COINA e Nursing Up chiedono assunzioni e stipendi europei
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- 23 ottobre 2026 Salute Dall'Italia
Il sindacato COINA critica la corsa all'assistente infermiere e al reclutamento all'estero. Nursing Up chiede alla legge di Bilancio 2027 almeno 800 milioni per un fondo perequativo.
Il caso Lombardia
In Lombardia mancano circa 19mila infermieri e nel 2025 si sono contate 1.605 dimissioni anticipate. Sono i numeri citati dal COINA, il sindacato delle professioni sanitarie, che richiama un ordine del giorno presentato in Consiglio regionale il 3 giugno e i dati della Corte dei Conti.
Per il sindacato le Regioni stanno rispondendo con soluzioni tampone. La Lombardia si è espressa a favore della nuova figura dell'assistente infermiere, prevista dall'ultimo contratto; la Liguria ha avviato un percorso con l'Università di Genova e gli IRCCS; il Veneto, attraverso l'Ulss 1 Dolomiti, cerca infermieri in Argentina e nel sud del Brasile.
COINA: «Non si può continuare a rincorrere le carenze»
«Non si può continuare a rincorrere le carenze con soluzioni tampone, senza affrontarne le cause. Se i professionisti lasciano il sistema sanitario per retribuzioni insufficienti, carichi di lavoro eccessivi e prospettive di carriera limitate, introdurre nuove figure o reclutare all'estero non risolve il problema alla radice», dichiara il segretario nazionale Marco Ceccarelli.
Sull'assistente infermiere il sindacato è netto: le almeno 500 ore di formazione in più rispetto all'Oss non lo trasformano in un infermiere laureato. Il COINA ricorda anche che, secondo la Corte dei Conti, a fine 2025 solo 66 delle 1.715 Case della Comunità programmate garantivano tutti i servizi obbligatori, e chiede piani di assunzione pluriennali, incentivi a restare e il riconoscimento contrattuale dei futuri laureati magistrali clinici.
Nursing Up: 800 milioni per il fondo perequativo
Sul fronte economico interviene Nursing Up, che rilancia le richieste al governo per la legge di Bilancio 2027: almeno 500 milioni aggiuntivi e strutturali per l'indennità di specificità degli infermieri e delle altre professioni sanitarie non mediche, più almeno 800 milioni come dotazione iniziale di un fondo perequativo nazionale. L'obiettivo è avvicinare gli stipendi degli infermieri italiani alla media europea.
«Sono due interventi distinti e complementari. Gli 800 milioni del Fondo devono aggiungersi ai 500 milioni per le indennità, senza assorbirli né sostituirli», spiega il presidente Antonio De Palma.
Il reclutamento all'estero non basta
Anche Nursing Up non chiude la porta agli infermieri stranieri, ma chiede di non farne l'unica risposta. «Non contestiamo l’arrivo di infermieri stranieri. Contestiamo che si continui a cercare personale senza creare condizioni economiche e professionali adeguate per chi opera nella nostra sanità», conclude De Palma.
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Redazione