Infermieri, la FNOPI sostiene le Regioni: per la sanità servono 6,8 miliardi in più nel 2027

La Federazione degli ordini delle professioni infermieristiche appoggia le richieste della Conferenza delle Regioni in vista della Legge di Bilancio. Mangiacavalli: investire sul capitale professionale degli infermieri

Le richieste delle Regioni

Più personale, professioni sanitarie valorizzate, sostegno alla non autosufficienza e copertura dei costi dell'assistenza territoriale e sociosanitaria. Sono le priorità indicate dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome in vista della prossima Legge di Bilancio. Il documento delle Regioni quantifica in oltre 6,8 miliardi di euro il fabbisogno aggiuntivo per il 2027.

La FNOPI, la Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche, sostiene questa posizione e la richiesta di aumentare il finanziamento dei servizi sanitari e sociosanitari, considerata indispensabile per la sostenibilità della sanità pubblica e la tutela del diritto alla salute.

Un fondo che non basta

Secondo le Regioni, la crescita del Fondo sanitario nazionale prevista a legislazione vigente è in gran parte assorbita da spese già vincolate e non basta a rispondere ai nuovi bisogni: l'invecchiamento della popolazione, la diffusione delle malattie croniche, l'aumento dei costi dei servizi e la necessità di sostenere innovazione e personale.

Per la FNOPI queste richieste sono necessarie per rendere davvero esigibili i livelli essenziali di assistenza, ridurre le disuguaglianze tra territori e garantire risposte adeguate e tempestive. Il documento delle Regioni richiama anche interventi specifici per il riconoscimento economico e professionale degli infermieri e per trattenerli nel Servizio sanitario nazionale.

Le parole di Mattarella, Schillaci e Fedriga

La Federazione ricorda le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Festival delle Regioni, che ha definito il Servizio sanitario nazionale «uno dei grandi patrimoni della Repubblica». Il ministro della Salute Orazio Schillaci ha affermato che «dobbiamo rispettare l'universalità del SSN. La sanità deve essere una cosa che unisce e non che divide».

Il presidente della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga ha invitato le istituzioni a costruire una «pax sul diritto alla salute», sottraendo il dibattito sanitario alla contrapposizione politica.

Il capitale degli infermieri

«Gli infermieri sono il presidio più diffuso e vicino ai cittadini, negli ospedali, sul territorio, nelle strutture sociosanitarie e nelle comunità. Per questo la sostenibilità del SSN non può prescindere da un investimento concreto sul capitale professionale rappresentato dagli infermieri e da tutte le professioni sanitarie. Le risorse richieste dalle Regioni devono tradursi in una reale capacità di rafforzare l'assistenza territoriale, la presa in carico della cronicità, la risposta alla non autosufficienza e la sicurezza delle cure», afferma la presidente Barbara Mangiacavalli.

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