«Reversione», il saggio di Andrea Pensotti sui tumori che regrediscono e sulla ricerca che prova a capirli

La copertina di «Reversione» di Andrea Pensotti
La copertina di «Reversione» di Andrea Pensotti La copertina di «Reversione» di Andrea Pensotti

Pubblicato da HarperCollins con i contributi di Silvio Garattini, Alessandro Giuliani, Mariano Bizzarri e Sergio Angeletti, ripercorre due secoli di osservazioni e studi sulla reversione tumorale.

Un fenomeno raro osservato da due secoli

Da quasi duecento anni la medicina registra un fenomeno raro e difficile da spiegare: tumori maligni che regrediscono da soli. A lungo questi casi sono stati archiviati come semplici anomalie statistiche. Oggi la ricerca prova a capire quale meccanismo biologico si nasconda dietro queste guarigioni inattese.

È il tema di «Reversione. La scoperta scientifica che sta cambiando la nostra visione del tumore», il saggio del ricercatore Andrea Pensotti pubblicato da HarperCollins (336 pagine, 18 euro) e in libreria dal 17 aprile.

Il cancro come crisi di comunicazione tra cellule

La tesi del libro è che il tumore non sia soltanto una «macchina genetica rotta» da distruggere, ma anche una crisi di comunicazione tra le cellule e l'ambiente che le circonda. In determinate condizioni, sostiene l'autore, questo dialogo può essere ristabilito.

«La ricerca ha dimostrato che le cellule tumorali, se esposte a un microambiente sano come quello embrionale, possono ricevere segnali che le riprogrammano, riportandole verso comportamenti normali», spiega Pensotti. Non si tratta di correggere il DNA mutato, ma di rimettere in contatto la cellula con il suo ecosistema.

Dalle prime osservazioni ai trial clinici

Il libro ripercorre più di un secolo di esperimenti: dalle osservazioni cliniche dell'Ottocento alle ricerche premiate con il Nobel, come quelle di Shin'ya Yamanaka sulla riprogrammazione cellulare e di Victor Ambros e Gary Ruvkun sui microRNA. Racconta poi i risultati ottenuti nella leucemia promielocitica acuta e i primi trial compassionevoli su pazienti terminali.

Il saggio va oltre l'oncologia classica e abbraccia la biologia dei sistemi: l'identità di un organismo vivente, spiega l'autore, non dipende solo dai singoli geni ma dalla rete delle loro relazioni.

Le firme di Garattini e degli altri esperti

Al volume hanno contribuito il professor Silvio Garattini dell'Istituto Mario Negri, Alessandro Giuliani dell'Istituto superiore di sanità, Mariano Bizzarri della Sapienza e il giornalista medico Sergio Angeletti. Garattini lo presenta così: «Un libro che mancava. Un’analisi dettagliata ed obiettiva che deve circolare nelle biblioteche delle università e dei centri di ricerca sui tumori.»

L'autore non promette scorciatoie. Il messaggio del libro è piuttosto una speranza fondata sui dati: il destino biologico, sostiene Pensotti, non è scritto una volta per tutte.

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La copertina di «Reversione» di Andrea Pensotti
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