Sanità privata, UGL Salute sul contratto: «Il tempo è finito, la pazienza anche. Pronti alla mobilitazione»
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- 27 ottobre 2026 Salute Dall'Italia
Il segretario nazionale Gianluca Giuliano denuncia lo stallo del tavolo per il rinnovo e chiama in causa Aiop, Aris e istituzioni. Il sindacato è pronto a scendere in piazza
Un contratto fermo, un tavolo che non parte
Per i lavoratori della sanità privata la pazienza è finita. A dirlo senza giri di parole è Gianluca Giuliano, segretario nazionale della UGL Salute, che torna a denunciare il lungo stallo sul rinnovo del contratto. Il nodo è l'apertura stessa del tavolo della trattativa, che secondo il sindacato resta bloccata.
«Il tempo è scaduto e la pazienza dei lavoratori della sanità privata si è ormai esaurita. Non è più tollerabile che migliaia di professionisti continuino a garantire quotidianamente la qualità dell’assistenza e della cura ai cittadini senza veder riconosciuto il giusto adeguamento contrattuale», dichiara Giuliano.
Le responsabilità di datori di lavoro e istituzioni
Il segretario parla di un punto di non ritorno e chiama in causa le associazioni datoriali, Aiop, l'Associazione italiana ospedalità privata, e Aris, l'Associazione religiosa istituti socio-sanitari, ma anche le istituzioni che hanno competenza sul settore.
«Ci troviamo di fronte a una situazione inaccettabile», prosegue. «Siamo a un punto di non ritorno: ognuno deve assumersi chiaramente le proprie responsabilità, a partire dalle parti datoriali Aiop e Aris fino ad arrivare alle Istituzioni preposte. Chi gestisce e governa il settore della sanità privata accreditata non può continuare a scaricare le criticità amministrative ed economiche sulle spalle dei dipendenti».
Pronti a scendere in piazza
Il sindacato annuncia nuove iniziative. «Come UGL Salute non rimarremo a guardare mentre vengono calpestati la dignità e i diritti di chi lavora con dedizione al servizio della collettività», avverte Giuliano.
«Dopo diversi incontri nei mesi passati che non hanno portato ai risultati sperati, siamo pronti nuovamente a mettere in campo tutte le azioni necessarie e a scendere in piazza per manifestare e far sentire forte la nostra voce, finché non si giungerà a una soluzione concreta e soddisfacente per tutti gli operatori del settore».
Chi lavora nella sanità privata accreditata
La vertenza riguarda il personale delle strutture private accreditate, che lavorano per conto del Servizio sanitario nazionale e garantiscono ricoveri, esami e prestazioni a milioni di cittadini. Infermieri, tecnici, operatori sociosanitari e personale amministrativo che, ricorda il sindacato, assicurano ogni giorno la continuità dell'assistenza.
Il rinnovo del contratto è al centro anche del confronto con le imprese del settore: l'Associazione imprese sanitarie indipendenti, AISI, ha ricordato in questi giorni che il 23 ottobre è stata annunciata una nuova mobilitazione nazionale.
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Redazione