Aggressioni a medici e infermieri, in arrivo 300 bodycam nei pronto soccorso lombardi

Una bodycam indossata da un operatore
Una bodycam indossata da un operatore Una bodycam indossata da un operatore

La Regione stanzia 400mila euro per il biennio 2026-2027: al bando hanno partecipato 19 tra Asst e Irccs. L'assessore La Russa parla di un sostegno concreto contro un fenomeno preoccupante

Un bando da 400mila euro

Trecento bodycam nei pronto soccorso e nei reparti più a rischio degli ospedali lombardi, per prevenire e contrastare le aggressioni al personale medico e sanitario. Le finanzia Regione Lombardia, con 400mila euro complessivi per il biennio 2026-2027, attraverso il bando proposto dall'assessore alla Sicurezza e Protezione civile Romano La Russa.

Il bando si è chiuso il 30 settembre e vi hanno partecipato 19 tra Aziende socio-sanitarie territoriali e Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico. La misura era stata approvata dalla Giunta regionale a metà giugno.

«Quanto di più vigliacco si possa immaginare»

L'assessore usa parole dure: «Le aggressioni a medici, infermieri e personale sociosanitario sono quanto di più vigliacco si possa immaginare. Durante la pandemia li chiamavamo ‘angeli’, ma alcuni hanno la memoria corta. Troppo spesso gli ospedali, e i pronto soccorso in modo particolare, diventano delle vere e proprie ‘trincee’ dove chi ogni giorno lavora con abnegazione e altruismo per salvare vite, si trova costretto a doversi difendere».

Deterrenza e prova in caso di violenza

Le bodycam sono visibili sui camici di medici e infermieri. Hanno prima di tutto una funzione di deterrente e, se l'aggressione avviene comunque, registrano ciò che accade, permettendo di ricostruire i fatti in un secondo momento.

«Con questa importante misura, che prevede lo stanziamento di 400.000 euro per il biennio 2026-2027, Regione Lombardia interviene concretamente per contrastare questo fenomeno preoccupante», aggiunge La Russa. «Le bodycam, visibili sui camici di medici e infermieri, svolgono innanzitutto una funzione di deterrente rispetto ad aggressioni ed episodi di violenza. Inoltre, se avviene l’aggressione, registrano e documentano ciò che accade, permettendo in un secondo momento di provare ciò che è accaduto per garantire sicurezza sul posto di lavoro».

Dalle ambulanze ai reparti

In Lombardia le telecamere indossabili non sono una novità assoluta: negli anni scorsi erano già state distribuite, su base volontaria, agli operatori delle ambulanze del soccorso sanitario. Ora l'attenzione si sposta dentro gli ospedali, a partire dai pronto soccorso, i luoghi dove la tensione tra pazienti, familiari e personale è più alta. Proprio per questo i nuovi dispositivi saranno destinati ai pronto soccorso e ai reparti considerati più a rischio.

Infermieri e medici restano le categorie più colpite dalle violenze, verbali e fisiche, nei luoghi di cura: un fenomeno su cui sindacati e ordini professionali chiedono da tempo misure di protezione.

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Una bodycam indossata da un operatore
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