Tumore al pancreas, Regione Lombardia cerca un percorso per garantire l'accesso al daraxonrasib
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- 05 novembre 2026 Salute Dalla Regione
Il caso riguarda una paziente seguita dall'ASST di Lecco. Zamperini ringrazia l'assessore Bertolaso per l'attenzione e chiede una soluzione rapida
Regione Lombardia sta lavorando per individuare un percorso che consenta a una paziente affetta da tumore al pancreas, in cura presso l'ASST di Lecco, di accedere al farmaco di cui necessita. Le strutture regionali stanno verificando le procedure necessarie, valutando anche la possibilità di presentare un'istanza di autorizzazione straordinaria attraverso la struttura sanitaria che ha in cura la paziente, sulla base del parere dello specialista. L'obiettivo è individuare una soluzione per questo caso e un percorso che possa essere valutato anche per altri pazienti nelle medesime condizioni.
"Accolgo con soddisfazione questa notizia e ringrazio l'Assessore Regionale al Welfare Guido Bertolaso per l'attenzione dimostrata verso una vicenda così delicata e per la volontà di trovare una soluzione che possa aiutare anche altre persone nelle stesse condizioni. – commenta il Consigliere Regionale FDI Giacomo Zamperini - La priorità è dare una risposta alla paziente e alla sua famiglia nel minor tempo possibile, rispettando tutte le valutazioni cliniche e le procedure previste per garantire la sicurezza delle cure".
Zamperini ha inoltre portato la questione all'attenzione del Consiglio regionale attraverso un'interrogazione dedicata al daraxonrasib, farmaco sviluppato per il trattamento dell'adenocarcinoma pancreatico metastatico, nata anche dalla vicenda di una giovane madre di Olginate. Nell'atto aveva chiesto a Regione Lombardia di attivarsi, in raccordo con AIFA, i centri oncologici e l'azienda produttrice, per verificare tutte le possibilità di accesso anticipato alla terapia, comprese le sperimentazioni cliniche e i programmi di uso compassionevole.
"Trovo particolarmente importante – sottolinea Zamperini – che Regione Lombardia stia valutando un percorso utilizzabile anche per altri pazienti, sempre sulla base del parere degli specialisti e delle autorizzazioni necessarie. Di fronte a malattie così gravi, fare tutto il possibile per ridurre i tempi di accesso alle terapie può fare una grande differenza. L'auspicio è che le verifiche in corso possano portare presto a una risposta positiva".
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Redazione