Al Niguarda una protesi nel torace ridà il respiro a una dodicenne: un mese dopo era al concerto della sua band

L'Ospedale Niguarda di Milano
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Nata con una grave malformazione, aveva perso il polmone destro nelle prime ore di vita. Una rara complicanza le schiacciava le vie aeree: un'équipe multidisciplinare l'ha operata con protesi adattate al suo caso

Una malformazione fin dalla nascita

Respirare era diventato sempre più difficile, al punto che salire pochi gradini richiedeva una sosta. Oggi, grazie a un intervento molto complesso e al lavoro di squadra degli specialisti dell'Ospedale Niguarda di Milano, una ragazza di 12 anni ha ritrovato una buona qualità di vita. «E, a un mese dall’operazione», racconta il dottor Francesco Macchini, direttore della Chirurgia pediatrica, «è riuscita persino ad andare al concerto della sua band americana preferita».

La sua storia comincia proprio al Niguarda, dove è nata 12 anni fa. Le difficoltà respiratorie comparse subito dopo il parto hanno portato i medici a individuare una grave malformazione congenita che interessava tutto il polmone destro. Il peggioramento delle condizioni ha reso necessario rimuoverlo completamente nelle prime ore di vita: una scelta impegnativa ma indispensabile per salvarla.

Quando gli organi si spostano

Negli anni la bambina è cresciuta conducendo una vita compatibile con la sua condizione. Poi sono comparsi nuovi problemi: si affaticava facilmente, aveva infezioni frequenti e faceva fatica anche nelle attività più semplici.

Gli accertamenti hanno individuato una complicanza rara, la sindrome post-pneumonectomia. Dopo l'asportazione di un polmone, soprattutto il destro, gli organi del torace possono spostarsi verso lo spazio rimasto vuoto. Nel suo caso il polmone sinistro aveva occupato parte di quello spazio, mentre cuore, trachea e bronco si erano dislocati, comprimendo e deformando l'unica via aerea che portava aria al polmone rimasto.

Un intervento raro

Per affrontare il caso, chirurghi, radiologi e altri specialisti hanno lavorato insieme in un percorso multidisciplinare, con il supporto dell'esperienza del Kites Center, il centro dell'ospedale dedicato alle patologie congenite dell'apparato digerente e delle vie aeree nei bambini. In letteratura, secondo gli specialisti, si contano una cinquantina di casi simili in tutto il mondo.

L'obiettivo era riportare in asse gli organi del torace e liberare il bronco. Nello spazio lasciato libero dal polmone destro sono state inserite protesi adattate alla paziente: in particolare una protesi mammaria, perché non esistono dispositivi pensati per questa complicanza. Decisivo il contributo del chirurgo plastico, insieme a chirurghi toracici e anestesisti.

Il ritorno alla normalità

L'intervento è riuscito e la ragazza è stata dimessa dopo pochi giorni. A un mese dall'operazione era tornata a salire le scale di casa e i controlli hanno confermato un decorso regolare e stabile.

«La soddisfazione più grande», conclude Macchini, «è stata riuscire a dimetterla dopo pochi giorni e vedere che, a un mese dall’intervento, aveva ripreso a fare le scale ed era andata al concerto. I controlli stanno dando risultati positivi e vedere la felicità della ragazza e dei suoi genitori è la soddisfazione più grande per noi».

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