Infermieri, corsa alle lauree magistrali cliniche: oltre 3.300 candidati per 759 posti
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- 29 settembre 2026 Wellness Dall'Italia
Nursing Up chiede ruoli e contratti adeguati per i nuovi specialisti. Il presidente Antonio De Palma: «Gli infermieri sono pronti, ora deve esserlo il sistema».
Oltre 3.300 candidati per 759 posti. È il bilancio delle domande per i nuovi corsi di laurea magistrale infermieristica a indirizzo clinico, secondo i dati pubblicati dalle segreterie dei 13 atenei che li hanno attivati. In media più di quattro aspiranti per ogni posto.
Circa il 60% delle domande riguarda le Cure intensive e l’emergenza, il 30% le Cure primarie e l’Infermieristica di famiglia e comunità. Il terzo indirizzo è dedicato alle Cure neonatali e pediatriche. Numeri che per il sindacato Nursing Up raccontano una professione pronta a investire su se stessa. Ma adesso, avverte, deve essere pronto anche il sistema.
«Ora servono ruoli e contratti»
«Non possiamo chiedere agli infermieri di investire ancora su se stessi per poi non costruire le condizioni necessarie a mettere a frutto quelle competenze», afferma Antonio De Palma, presidente nazionale di Nursing Up. «La formazione avanzata deve avere una destinazione professionale e contrattuale certa e dignitosa. Se crescono competenze e responsabilità, devono crescere anche ruolo, autonomia e riconoscimento».
Il confronto con l’Europa
Una ricerca pubblicata sul Journal of Advanced Nursing, su 35 Paesi, rileva che la pratica infermieristica avanzata era già presente in 20 di questi. Nei Paesi Bassi, secondo l’Oms Europa, la figura del Nurse Practitioner esiste dal 1997: può prescrivere farmaci e svolgere alcune procedure prima riservate ai medici, e dal 2018 la sua autonomia è riconosciuta per legge. Oggi sono oltre 5.000.
Una meta-analisi su 22 studi e 7.764 partecipanti, pubblicata sull’International Journal of Nursing Studies, associa il lavoro degli infermieri con competenze avanzate a costi più bassi, meno ricoveri ripetuti e pazienti più soddisfatti. Nell’analisi degli autori i costi diretti risultano in media inferiori del 12,04% e quelli di ricovero del 35,53%.
«Questa non è quindi una battaglia per un titolo», prosegue De Palma. «Tutto questo non significa sottrarre spazi ad altre professioni. Significa superare un’organizzazione che da noi continua a essere eccessivamente medico-centrica».
Le richieste del sindacato
Nursing Up chiede di aprire davvero gli spazi dell’Elevata qualificazione ai laureati di primo livello e di costruire nell’area della dirigenza un percorso coerente per le nuove figure magistrali cliniche. Senza graduatorie tra professionisti e senza cancellare titoli già acquisiti. «Non possiamo creare lauree magistrali cliniche e poi gettare tutto nello stesso calderone», conclude il presidente.
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Redazione