Manovra, la Ugl Salute appoggia le Regioni: diciotto miliardi per la sanità pubblica e stop ai tetti sul personale

Gianluca Giuliano, segretario nazionale Ugl Salute
Gianluca Giuliano, segretario nazionale Ugl Salute Gianluca Giuliano, segretario nazionale della Ugl Salute

Il segretario nazionale Gianluca Giuliano giudica realistica la richiesta avanzata al Governo per il triennio. Priorità a stipendi europei per medici e infermieri, per fermare la fuga all’estero e verso il privato

Diciotto miliardi di euro in tre anni per mettere in sicurezza il Servizio sanitario nazionale. È la cifra che le Regioni hanno indicato al Governo in vista della prossima legge di bilancio, e che trova l’appoggio della Ugl Salute. Il segretario nazionale del sindacato, Gianluca Giuliano, la considera una richiesta realistica e da non rimandare oltre.

Un appello da ascoltare

«Accogliamo con favore le richieste avanzate dalle Regioni per la prossima Manovra economica, che stima in 18 miliardi di euro nell'arco del triennio il fabbisogno necessario a mettere in sicurezza il nostro Servizio Sanitario Nazionale. Si tratta di un appello realistico e non più rinviabile se vogliamo davvero salvare la sanità pubblica e garantire il diritto alla salute di tutti i cittadini», dichiara Giuliano, commentando le indicazioni arrivate dalle amministrazioni regionali.

Il nodo del personale

Per il sindacato il cuore della questione sono le persone che fanno funzionare ogni giorno ospedali e servizi. La Ugl Salute chiede di azzerare definitivamente i tetti di spesa sul personale e di destinare risorse certe all’adeguamento degli stipendi di medici, infermieri e di tutti gli operatori sanitari.

«Negli ultimi anni il capitale umano della nostra sanità è stato penalizzato da vincoli anacronistici e carichi di lavoro insostenibili», prosegue Giuliano. «Restituire attrattività alle professioni sanitarie e garantire stipendi in linea con i parametri europei è l'unico modo per fermare la fuga di professionisti all'estero o verso il settore privato».

Dietro la cifra indicata dalle Regioni, spiega la Ugl Salute, ci sono i vincoli sul personale e i carichi di lavoro che negli ultimi anni hanno reso meno attraenti le professioni sanitarie, spingendo molti medici e infermieri a cercare lavoro all’estero o nel privato. Una questione che riguarda tutti i sistemi sanitari regionali, Lombardia compresa.

La palla passa al Governo

Ora tocca all’esecutivo trovare le coperture. Il sindacato si dice fiducioso e rilancia il legame tra la qualità delle cure e le condizioni di chi lavora nelle corsie.

«Siamo fiduciosi che le istanze emerse dal confronto con le Regioni trovino copertura finanziaria», aggiunge il sindacalista. «Come UGL Salute ribadiamo che la tutela della salute pubblica e la dignità dei lavoratori devono camminare di pari passo: servono scelte coraggiose per rilanciare la sanità pubblica e rendere giustizia a chi la manda avanti ogni giorno».

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Gianluca Giuliano, segretario nazionale Ugl Salute
Gianluca Giuliano, segretario nazionale Ugl Salute Gianluca Giuliano, segretario nazionale della Ugl Salute