Non autosufficienza, Aisla: «Piano anziani, un passaggio atteso. Ora l’appropriatezza deve diventare concreta»
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- 30 settembre 2026 Wellness Dall'Italia
L’associazione per la Sla era al tavolo del Cipa con la viceministra Bellucci. Il Piano 2025-2027 è alle battute finali: prossimo passo l’adozione, poi la programmazione regionale
Il primo Piano nazionale dedicato all’assistenza e alla cura della fragilità e della non autosufficienza negli anziani è alle battute finali. Aisla, l’Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica, ha partecipato martedì 29 settembre all’incontro del Cipa, il Comitato interministeriale per le politiche in favore della popolazione anziana, presieduto dalla viceministra del Lavoro Maria Teresa Bellucci. Sul tavolo il Piano 2025-2027, dopo l’intesa raggiunta il 10 settembre in Conferenza unificata.
Un percorso condiviso
Il prossimo passo è l’adozione da parte del Cipa, poi toccherà alle Regioni programmare. Il documento è stato costruito insieme a parti sociali ed enti del Terzo settore, e diverse osservazioni emerse lungo la strada sono state accolte.
«È un risultato importante, atteso da tempo, e vogliamo riconoscere il valore del percorso compiuto», dichiara Pina Esposito, segretario nazionale di Aisla. «Aver ascoltato e valorizzato il contributo delle organizzazioni che rappresentano persone e famiglie significa costruire politiche più vicine ai bisogni reali. È un metodo che auspichiamo possa accompagnare anche la fase di attuazione.»
Il nodo dell’appropriatezza
Il Piano poggia sulla valutazione multidimensionale unificata, sulla presa in carico integrata, sul piano assistenziale individualizzato e sulla domiciliarità. Per Aisla il punto delicato riguarda i casi ad alta complessità, come la Sla: la valutazione deve cogliere non solo la non autosufficienza, ma anche l’intensità del bisogno, la sua rapida evoluzione e le necessità della famiglia. Solo così il piano personale può tradursi in interventi adeguati, tempestivi e continui.
C’è poi il passaggio tra il sistema della disabilità e quello per gli anziani: cambiano gli strumenti delle due riforme, ma il bisogno della persona resta lo stesso. E restare a casa richiede una rete che tenga insieme servizi sociali e sanitari, specialisti, sostegno ai caregiver e, quando serve, tecnologie e assistenza a distanza.
Il prossimo passo
La partita si gioca ora sull’articolo 27 del decreto legislativo 29/2024, che dovrà definire lo strumento nazionale di valutazione, le priorità d’accesso ai Punti unici di accesso e il funzionamento delle unità di valutazione.
«Attenderemo ora l’adozione e la pubblicazione del Piano per leggerne compiutamente il testo e seguirne l’attuazione nei territori», conclude Esposito. «Il valore di questo percorso si misurerà nella capacità di trasformare principi condivisi in risposte realmente accessibili e appropriate.»
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Redazione