Sanità, per il 58% degli italiani conta più il tempo della fiducia: si sceglie chi dà prima l’appuntamento
- /
- 30 settembre 2026 Wellness Dall'Italia
Un sondaggio di Cerba HealthCare Italia su mille persone fotografa come si sceglie un centro medico. Giovani a caccia di velocità e servizi digitali, over 65 fedeli a fiducia e vicinanza
Meglio aspettare meno, anche a costo di rinunciare al medico o alla struttura di cui ci si fida di più. È la scelta del 57,9% degli italiani quando deve prenotare una visita, un esame diagnostico o delle analisi. Lo dice un sondaggio di Cerba HealthCare Italia su un campione di 1.000 persone, rappresentativo della popolazione per sesso, età e regione.
La rapidità batte tutto
Il tempo è il primo criterio anche nella scelta iniziale del centro medico: lo indica il 38,7% degli intervistati. Seguono la vicinanza e la comodità della struttura (23,1%), la fiducia nel centro o nei professionisti (19,2%) e il prezzo (19%). E a parità di prestazione e costo, il 40,3% lascerebbe un centro già conosciuto per uno nuovo, pur di avere l’appuntamento prima.
«La rapidità con cui si riesce ad accedere a una prestazione sanitaria non è più soltanto un elemento organizzativo: i dati ci dicono che è diventata parte integrante del valore che il paziente attribuisce al servizio», commenta Marco Daturi, Cmo di Cerba HealthCare Italia. «Ma sarebbe sbagliato fermarsi a questo dato. La ricerca mostra con grande chiarezza che non esiste un paziente tipo e che le aspettative cambiano profondamente nelle diverse fasi della vita».
Giovani e anziani, due mondi
La distanza tra generazioni è netta. Tra gli under 35 la rapidità è il primo criterio per il 58,9% e il prezzo pesa per il 30,2%, mentre nessuno mette la fiducia al primo posto. Tra gli over 65 tutto si capovolge: vicinanza (42,5%) e fiducia (41,2%) raccolgono insieme oltre otto indicazioni su dieci, mentre rapidità e prezzo scendono al 5,9% e al 10,4%. Uomini e donne, invece, la pensano più o meno allo stesso modo.
Anche il digitale divide. Per il 51% degli italiani poter prenotare online, scegliere giorno e orario e consultare i referti su internet conta molto o abbastanza. Tra gli under 35 la quota arriva al 100%, mentre il 72,9% degli over 65 dice che questi servizi incidono poco o per niente.
La fiducia resta decisiva
Il rapporto umano non sparisce. Il 97,3% degli intervistati tiene conto, almeno qualche volta, del consiglio del medico di famiglia o dello specialista. E il 59,1% è disposto ad allontanarsi da casa per raggiungere un centro considerato affidabile. Dopo una buona esperienza il 43,2% torna nella stessa struttura e un altro 15,9% lo fa se ritrova lo stesso medico. Tra chi mette la fiducia al primo posto, la fedeltà sale al 95,3%. Tra chi privilegia la velocità, invece, il 64,1% cambierebbe anche dopo essersi trovato bene.
«Essere scelti una volta non significa avere conquistato un paziente per sempre», conclude Daturi. «La tecnologia e l’efficienza possono facilitare enormemente il rapporto con la sanità, ma non sostituiscono il valore della relazione con la struttura e con i professionisti».
#Sanità #CentriMedici #ListeDiAttesa #CerbaHealthCare #Sondaggio #PrenotazioniOnline #Pazienti #Anziani #Giovani #Salute
Annunci gratuiti
Lavora con noi
Telegram News
Pubblicità
Redazione