Sanità, per il 58% degli italiani conta più il tempo della fiducia: si sceglie chi dà prima l’appuntamento

Marco Daturi, Cmo di Cerba HealthCare Italia
Marco Daturi, Cmo di Cerba HealthCare Italia Marco Daturi, chief marketing officer di Cerba HealthCare Italia

Un sondaggio di Cerba HealthCare Italia su mille persone fotografa come si sceglie un centro medico. Giovani a caccia di velocità e servizi digitali, over 65 fedeli a fiducia e vicinanza

Meglio aspettare meno, anche a costo di rinunciare al medico o alla struttura di cui ci si fida di più. È la scelta del 57,9% degli italiani quando deve prenotare una visita, un esame diagnostico o delle analisi. Lo dice un sondaggio di Cerba HealthCare Italia su un campione di 1.000 persone, rappresentativo della popolazione per sesso, età e regione.

La rapidità batte tutto

Il tempo è il primo criterio anche nella scelta iniziale del centro medico: lo indica il 38,7% degli intervistati. Seguono la vicinanza e la comodità della struttura (23,1%), la fiducia nel centro o nei professionisti (19,2%) e il prezzo (19%). E a parità di prestazione e costo, il 40,3% lascerebbe un centro già conosciuto per uno nuovo, pur di avere l’appuntamento prima.

«La rapidità con cui si riesce ad accedere a una prestazione sanitaria non è più soltanto un elemento organizzativo: i dati ci dicono che è diventata parte integrante del valore che il paziente attribuisce al servizio», commenta Marco Daturi, Cmo di Cerba HealthCare Italia. «Ma sarebbe sbagliato fermarsi a questo dato. La ricerca mostra con grande chiarezza che non esiste un paziente tipo e che le aspettative cambiano profondamente nelle diverse fasi della vita».

Giovani e anziani, due mondi

La distanza tra generazioni è netta. Tra gli under 35 la rapidità è il primo criterio per il 58,9% e il prezzo pesa per il 30,2%, mentre nessuno mette la fiducia al primo posto. Tra gli over 65 tutto si capovolge: vicinanza (42,5%) e fiducia (41,2%) raccolgono insieme oltre otto indicazioni su dieci, mentre rapidità e prezzo scendono al 5,9% e al 10,4%. Uomini e donne, invece, la pensano più o meno allo stesso modo.

Anche il digitale divide. Per il 51% degli italiani poter prenotare online, scegliere giorno e orario e consultare i referti su internet conta molto o abbastanza. Tra gli under 35 la quota arriva al 100%, mentre il 72,9% degli over 65 dice che questi servizi incidono poco o per niente.

La fiducia resta decisiva

Il rapporto umano non sparisce. Il 97,3% degli intervistati tiene conto, almeno qualche volta, del consiglio del medico di famiglia o dello specialista. E il 59,1% è disposto ad allontanarsi da casa per raggiungere un centro considerato affidabile. Dopo una buona esperienza il 43,2% torna nella stessa struttura e un altro 15,9% lo fa se ritrova lo stesso medico. Tra chi mette la fiducia al primo posto, la fedeltà sale al 95,3%. Tra chi privilegia la velocità, invece, il 64,1% cambierebbe anche dopo essersi trovato bene.

«Essere scelti una volta non significa avere conquistato un paziente per sempre», conclude Daturi. «La tecnologia e l’efficienza possono facilitare enormemente il rapporto con la sanità, ma non sostituiscono il valore della relazione con la struttura e con i professionisti».

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Marco Daturi, Cmo di Cerba HealthCare Italia
Marco Daturi, Cmo di Cerba HealthCare Italia Marco Daturi, chief marketing officer di Cerba HealthCare Italia