Milano, smartphone spenti e perline in mano: a Milano un pomeriggio di gioco per riscoprire il tempo tra genitori e figli
Fondazione Carolina ed Epoch di Fantasia hanno riunito le famiglie con un’unica regola, niente cellulari. Un’indagine su 1.300 adolescenti: uno su quattro si sfoga con l’intelligenza artificiale
Un pomeriggio intero con una sola regola: cellulari spenti e in fondo alla borsa. A Milano Fondazione Carolina ed Epoch di Fantasia hanno invitato bambini e genitori a mettere da parte gli schermi per giocare insieme, nella stessa stanza, guardandosi negli occhi. Un’idea semplice, che parte da una convinzione: il tempo di qualità in famiglia non è uno svago, ma una necessità per la crescita dei più piccoli.
Perché staccare dagli schermi
Tra notifiche e dispositivi sempre accesi, l’attenzione di adulti e bambini è continuamente spezzettata. Quando la tecnologia viene messa da parte per un po’, genitori e figli possono sperimentare una connessione vera. È nel fare qualcosa insieme che si allenano comunicazione, ascolto, collaborazione e comprensione dell’altro.
Senza demonizzare internet, gli organizzatori sottolineano che il gioco condiviso con mamma e papà rafforza il legame e riduce il rischio che i ragazzi, crescendo, si affidino più agli schermi che alle persone, soprattutto in una fase delicata come l’adolescenza.
L’indagine sui chatbot emotivi
A confermare il bisogno di relazioni in carne e ossa è l’indagine «Cuori e algoritmi», condotta dal centro studi di Fondazione Carolina su 1.300 adolescenti di tutta Italia. Il tema è l’uso dei chatbot emotivi, le intelligenze artificiali che simulano interesse, comprensione e perfino intimità. Il 25% dei ragazzi dice di usare l’IA per sfogarsi senza paura di essere giudicato. Oltre la metà cerca ascolto e apprezzamento, più di due su tre vogliono risposte gentili e un terzo parla apertamente di amico o partner digitale.
«Nonostante siano sempre più connessi, in realtà tanti ragazzi vivono una solitudine profonda, si sentono scollegati - o addirittura giudicati - dal mondo degli adulti, e finiscono così per cercare rifugio online», spiega Ivano Zoppi, segretario generale di Fondazione Carolina. «Per questo diventa fondamentale promuovere iniziative che mettano al centro i rapporti interpersonali, meglio ancora se vissuti di persona e non attraverso uno schermo».
Il gioco che fa crescere
Durante il pomeriggio le famiglie, affiancate dall’équipe della Fondazione, si sono cimentate con le perline Aquabeads, che si uniscono con un po’ d’acqua. Un’attività manuale che aiuta i bambini a sviluppare la motricità fine, la coordinazione tra occhio e mano, la creatività e l’immaginazione. E che, soprattutto, ha regalato a genitori e figli un’occasione per stare davvero insieme.
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Redazione