25 aprile 2026, FIAP accusa: «Insulti nazisti e aggressioni nelle piazze, così si tradisce la Liberazione»

La Federazione delle associazioni partigiane denuncia quanto accaduto a Milano e in altre città: contestata la Brigata Ebraica, aggrediti sostenitori dell’Ucraina e scontro aperto con l’ANPI

Le tensioni nelle piazze del 25 aprile
La FIAP – Federazione Italiana Associazioni Partigiane interviene con un comunicato durissimo sui fatti avvenuti durante le celebrazioni del 25 aprile 2026. A Milano, lo spezzone della Brigata Ebraica è stato bloccato per oltre due ore da contestatori, tra insulti e slogan come «fuori i sionisti», «viva Hitler» e «siete saponette mancate», prima di essere scortato fuori dal corteo.
Episodi analoghi si sono verificati anche altrove: a Roma e Bologna cittadini con bandiere ucraine sono stati aggrediti con spray urticante. Tra i feriti anche Matteo Hallissey, costretto alle cure mediche.

La solidarietà alle comunità ebraiche
La FIAP esprime piena solidarietà all’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e denuncia un’escalation di antisemitismo. Viene richiamato l’allarme lanciato dai rappresentanti delle comunità ebraiche, con livelli di odio che non si registravano da decenni. La Federazione chiama le istituzioni a intervenire, coinvolgendo anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, affinché la libertà di manifestare non degeneri in discriminazione.

Scontro con l’ANPI sulle responsabilità
Nel comunicato emerge un duro confronto con l’ANPI. La FIAP respinge le dichiarazioni del presidente nazionale che avrebbe attribuito alla Brigata Ebraica la responsabilità dello stallo del corteo. Una posizione definita inaccettabile, perché rischia di colpevolizzare chi ha subito le contestazioni.

Il nodo delle bandiere e della memoria storica
La Federazione insiste su un punto: il 25 aprile non può diventare una «piazza a inviti». Tutte le componenti che hanno contribuito alla Liberazione devono poter partecipare. Viene ricordato il ruolo della Brigata Ebraica e degli Alleati, sottolineando come attaccarne i simboli significhi cancellare una parte della storia della Resistenza italiana.

Antisemitismo e attualità internazionale
Nel documento si parla apertamente di «antisemitismo travestito da antisionismo» quando la critica politica si trasforma in odio verso le persone. Parallelamente, viene richiamata la guerra in Ucraina, con un parallelo tra la Resistenza italiana e quella ucraina, indicata come «la Resistenza di oggi», bersaglio anche nelle piazze italiane.

Ripartire dalle piazze unitarie
Nonostante le tensioni, la FIAP sottolinea che la maggior parte delle celebrazioni si è svolta in modo unitario e partecipato. È da quelle piazze, inclusive e intergenerazionali, che bisogna ripartire per difendere il significato autentico della Liberazione.

Una linea netta per il futuro
La Federazione ribadisce la volontà di continuare a essere presente nelle celebrazioni del 25 aprile, ma senza accettare esclusioni o derive ideologiche. Il messaggio finale è chiaro: la Liberazione non può essere divisa né trasformata in terreno di scontro.