«A Peschiera Borromeo hanno sostituito il sindaco senza fare le elezioni: buon lavoro, architetto Gervasini»
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- 31 ottobre 2026
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Pubblichiamo la lettera di Silvio Chiapella, ex assessore all'urbanistica di Peschiera Borromeo, dopo il Consiglio comunale di giovedì 29 ottobre
La politica a Peschiera è morta
Il Consiglio comunale dell'altra sera ha certificato una cosa sola: la politica a Peschiera Borromeo è morta. I comitati di San Bovio hanno messo in fila una serie di passaggi molto discutibili nell'iter del data center e hanno chiesto in modo esplicito non mitigazioni o parametri da sistemare, ma che il data center lì non si faccia. E la maggioranza non ha saputo dire nulla.
Il presidente del Consiglio dietro lo Statuto
Il presidente del Consiglio, Moreno Mazzola, sollecitato più volte a dare la parola ai cittadini, si è trincerato dietro gli articoli dello Statuto. Eppure il Consiglio è sovrano: bastava mettere ai voti la possibilità di un confronto aperto. Poi niente streaming e la forza pubblica in aula, come se i cittadini non sapessero discutere civilmente: una mancanza di rispetto. Mazzola, che è anche segretario del Pd, si è comportato da burocrate, mostrando un'inconsistenza politica totale. Viene il dubbio se sia interessato all'ascolto dei cittadini o meno.
Una maggioranza senza posizione
Non è solo. Il consigliere Di Palma ha chiesto più volte alla maggioranza se fosse d'accordo o no sul data center. Nessuno ha risposto. Anzi, la replica è stata «eravate d'accordo anche voi». Ma i ruoli sono diversi: chi governa oggi ha firmato e avallato questo percorso. La vicesindaca Bianchi, la capogruppo del Pd Mara Chiarentin e l'assessore Baratelli, latitante e difesa dal sindaco mentre il suo partito prendeva le distanze, hanno dimostrato di non saper reggere un ruolo politico. È facile parlare di Pro Pal, di poesie e di cibo di strada. Il difficile è prendere posizione quando il problema ce l'hai in casa. Se sei d'accordo difendi il sindaco, se non lo sei lo dici. Non ti nascondi dietro la burocrazia.
Il commissario ad acta e le figuracce in aula
Male anche il consigliere Antonio Buono, che ha chiesto al centrodestra perché avesse cambiato idea. Mario Orfei, capogruppo di Forza Italia, ha risposto in modo ineccepibile: «Solo gli stupidi non cambiano idea». Quando capisci che non è un insediamento leggero ma uno stupro urbanistico, fai di tutto per fermarlo. E la favola del commissario ad acta non regge: si sarebbe occupato solo di quella delibera, avrebbe chiesto consulenze terze e, nel frattempo, la legge regionale avrebbe potuto bloccare tutto. Poi la consigliera Antonella Parisotto, con la consueta leggerezza ed eleganza, ha attaccato l'opposizione per costruirsi un alibi, lei che quell'iter l'ha visto nascere al fianco della sindaca Molinari.
L'unico vero intervento politico
L'unico vero intervento politico l'ha fatto il consigliere di Avs Christian Blundo: ha spiegato perché la Baratelli non ha firmato e ha detto che la pazienza è finita, smarcandosi in modo netto, credo irreversibile, dalla maggioranza.
Il nuovo sindaco è l'architetto Gervasini
Resta il sindaco, completamente solo. Nessuno ha detto nulla quando ha scelto di non ricorrere al commissario ad acta, nessuno quando ha dato mandato all'architetto Gervasini. Nemmeno il Pd, che in passato ha fatto dimettere un sindaco per molto meno. Si va avanti con il solo parere di uno studio legato a chi realizza questi impianti?
Il nuovo sindaco di Peschiera è l'architetto Gervasini: basta rivedere la conferenza stampa in cui gestiva domande e risposte senza che sindaco e presidente del Consiglio aprissero bocca. Lo stesso che in Consiglio, con i comitati in sala, non si è presentato. A Peschiera Borromeo hanno sostituito il sindaco senza fare le elezioni: buon lavoro, architetto Gervasini.
E caro sindaco, se ha ricevuto pressioni, come ha detto in pubblico l'8 ottobre, non lo si racconta in assemblea: si va in Procura e si denuncia. Un'istituzione si rivolge a un'altra istituzione.
O Microsoft o a casa
Ora le strade sono due. Se credete in questo progetto, andate avanti. Se pensate che sia uno stupro urbanistico, chiamate Microsoft e trovate un accordo conveniente per entrambi. Se non ne siete capaci, chiedete scusa e andate a casa.
Silvio Chiapella
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Redazione