Walter Ferrari ci guida alla scoperta del falco pecchiaiolo, il rapace migratore che solca i cieli lombardi
Dall’Oasi del Carengione al Parco del Ticino, l’affascinante falco pecchiaiolo torna a popolare i nostri cieli prima della lunga migrazione verso l’Africa. Un rapace elegante e schivo, minacciato dal bracconaggio e dai cambiamenti climatici.
Il falco pecchiaiolo
In questo periodo di fine estate alcuni uccelli già avvertono la necessità di migrare verso zone più calde; il Falco Pecchiaiolo è uno di questi.
Il Pecchiaiolo occidentale (Pernis apivorus) è una specie di rapace diurno appartenente alla famiglia degli Accipitridi, presente in Europa solamente in estate. Nel nostro Paese è presente nel Nord Italia, specialmente lungo le Alpi e gli Appennini, mentre manca nella parte meridionale e insulare.
Personalmente ho potuto avvistare tre soggetti nell’Oasi Carengione di Peschiera Borromeo, probabilmente 2 adulti e un giovane, che volteggiavano nell’aria per poi posarsi su un ramo. Ne ho fotografati in volo anche nel Parco del Ticino e a Montisola nel Lago d’Iseo.
Somiglianze e differenze con la poiana
Lungo 50-55 cm, ha un’apertura alare di 110-130 cm e un peso compreso tra 700 e 1100 g. Il colore di fondo del piumaggio del corpo è uniforme e varia tra crema, marrone chiaro e marrone scuro. La femmina è solo leggermente più grande del maschio.
Habitat e migrazione verso l’Africa
Periodo riproduttivo e costruzione del nido
Il pecchiaiolo costruisce generalmente un nuovo nido, ma può anche riutilizzare un nido di Corvide o di Poiana aggiungendo rami freschi al rivestimento. Il nido viene di solito costruito su un albero, su un ramo laterale a 10-20 m d’altezza dal terreno; è realizzato essenzialmente dalla femmina che completa questo lavoro in 10-15 giorni.
Uova, incubazione e crescita dei pulcini
A partire dal 18° giorno, i piccoli sono in grado di estrarre da soli le larve dai favi portati dai genitori. Dopo 35-40 giorni i giovani si involano, ma rimangono in vicinanza del nido, dove i genitori li nutrono fino a 55 giorni di età. Diventano indipendenti verso i 75-85 giorni; raggiungono la maturità sessuale attorno ai 3 anni e possono campare fino a 17 anni.
Minacce, bracconaggio e conservazione
Il Pecchiaiolo subisce la pressione venatoria, in particolare durante le migrazioni. La concentrazione di centinaia di rapaci sullo stretto di Messina, durante la migrazione primaverile, ha determinato nel passato il nascere di una forma di caccia tradizionale al Pecchiaiolo.
Con l’introduzione del divieto di caccia nei primi anni ’70, tale caccia è diventata una forma di bracconaggio, contrastata dal Corpo Forestale dello Stato con un servizio di antibracconaggio denominato “Operazione Adorno” (Adorno è il nome in dialetto calabrese dell’animale).
È inoltre minacciato dal degrado dell’habitat e dalla diminuzione del numero delle sue prede, a causa dell’uso di pesticidi e dei cambiamenti climatici. Il Pecchiaiolo compare sui francobolli di vari Paesi.
Testo e foto: Walter Ferrari
Annunci gratuiti
Lavora con noi
Telegram News
Pubblicità
Redazione