Cure gratis al SSN per gli stranieri invalidi: la Lombardia condannata a rimborsare

Accolte le istanze di ASGI, Emergency, APN e Naga. I giudici di Milano applicano la sentenza della Consulta: "Esclusione discriminatoria per nazionalità e disabilità". Ora scatta l'obbligo di restituzione dei 2.000 euro annuali.

Milano, 22 luglio 2026

Una doppia discriminazione, basata sulla nazionalità e sulla disabilità, che penalizzava i soggetti più fragili da oltre vent'anni è stata finalmente cancellata. Dopo la sentenza n. 97/2026 della Corte costituzionale, che ha dichiarato illegittima questa disparità di trattamento, la Corte d'Appello di Milano e il Tribunale di Milano, con due decisioni depositate il 17 luglio 2026, hanno dato concreta attuazione a quel principio imponendo a Regione Lombardia di iscrivere gratuitamente al Servizio sanitario nazionale (SSN) la specifica categoria di cittadini stranieri interessata e di restituire le somme indebitamente versate in passato.

Il caso nasce da un paradosso burocratico che di fatto puniva chi si ammalava o diventava invalido. Fino ad oggi, molti cittadini extra UE, una volta ottenuta la pensione di inabilità, si vedevano convertire il proprio permesso di soggiorno in «permesso per residenza elettiva». Questo cambio di status, tuttavia, veniva utilizzato dalle ASST lombarde per negare l'iscrizione gratuita al SSN, costringendo queste persone a sostenere personalmente il costo dell'iscrizione e delle prestazioni sanitarie.

Accogliendo i ricorsi promossi dalle associazioni ASGI, APN, EMERGENCY e NAGA, insieme a singoli cittadini, la Corte d'Appello di Milano e il Tribunale di Milano hanno applicato i principi fissati dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 97/2026, secondo cui il diritto all'iscrizione gratuita al Servizio sanitario nazionale non può essere perso per il solo fatto di essere diventati invalidi e di aver conseguentemente convertito il proprio permesso di soggiorno in residenza elettiva.

La Corte d'Appello di Milano ha definito la pratica adottata fino ad oggi in Lombardia una discriminazione sia per nazionalità sia per disabilità, poiché escludeva dall'assistenza sanitaria gratuita una parte di cittadini stranieri proprio a causa della loro condizione di invalidità. In applicazione di questo principio, ha ordinato a Regione Lombardia di adeguare immediatamente le proprie procedure affinché tutte le ASST garantiscano l'iscrizione gratuita al SSN agli aventi diritto.

Parallelamente, il Tribunale di Milano ha riconosciuto anche il diritto alla restituzione delle somme già versate per l'iscrizione al Servizio sanitario nazionale. Dal gennaio 2024 il contributo richiesto era stato fissato in 2.000 euro l'anno, mentre negli anni precedenti era comunque previsto un pagamento, seppure di importo inferiore.

«Esprimiamo piena soddisfazione per questi primi, fondamentali sviluppi della sentenza n. 97/2026», commentano le associazioni firmatarie. «Si pone fine a una situazione di grave ingiustizia che vedeva escluse dal SSN gratuito proprio le persone in condizioni di maggior bisogno».

Le organizzazioni invitano ora Regione Lombardia ad adempiere tempestivamente a quanto disposto dai giudici, predisponendo una procedura rapida per i rimborsi ai cittadini che ne hanno diritto. L'appello, tuttavia, non si ferma ai confini regionali: ASGI, EMERGENCY, APN e NAGA chiedono anche alle altre Regioni di adeguarsi ai principi affermati dalla Corte costituzionale, evitando ulteriori contenziosi e garantendo su tutto il territorio nazionale il diritto all'assistenza sanitaria per questa specifica categoria di cittadini.

Che cos'è la residenza elettiva?

La residenza elettiva è una particolare tipologia di permesso di soggiorno riservata ai cittadini extracomunitari che scelgono di vivere stabilmente in Italia senza svolgere un'attività lavorativa. Per ottenerla è necessario dimostrare di disporre di risorse economiche sufficienti e continuative, tali da garantire il proprio mantenimento senza fare affidamento su un impiego o sull'assistenza pubblica. In genere questo permesso viene richiesto da pensionati, persone che vivono di rendite o di altri redditi stabili. Nel caso esaminato dalla Corte costituzionale e successivamente applicato dalla Corte d'Appello e dal Tribunale di Milano, la vicenda riguarda cittadini extra UE che, dopo aver ottenuto una pensione di inabilità, hanno convertito il precedente permesso di soggiorno in un permesso per residenza elettiva. È proprio questa conversione che, fino alla recente pronuncia dei giudici, comportava la perdita dell'iscrizione gratuita al Servizio sanitario nazionale.