Peschiera Borromeo, il degrado ignorato esplode in violenza: due anni di minacce al Carrefour fino al tentato omicidio
Dietro l’apparente tranquillità della provincia milanese emerge un clima fatto di intimidazioni, aggressioni, spaccio e paura. Mercoledì 20 maggio l’episodio più grave: una jeep rubata usata per tentare di uccidere un dipendente del supermercato
Per anni sarebbe sembrata una delle tante storie di degrado urbano che si consumano lentamente, quasi invisibili, ai margini della quotidianità della provincia milanese. Piccoli episodi, tensioni continue, persone moleste che stazionano davanti ai negozi, minacce, furti, intimidazioni. Una situazione che, secondo il racconto dei lavoratori del Carrefour di via Papa Giovanni XXIII a Peschiera Borromeo, andava avanti da almeno due anni e che mercoledì 20 maggio sarebbe esplosa nel modo più violento possibile.
Intorno alle ore 20, un pluripregiudicato classe 1970 residente in città avrebbe tentato di investire un dipendente del supermercato utilizzando un suv fuoristrada rubato pochi giorni prima a Melzo e con targhe contraffatte. Il mezzo ha sfondato una delle vetrine del market, trasformando per alcuni minuti un tranquillo supermercato di quartiere in uno scenario da cronaca metropolitana.
La provincia tranquilla che nasconde tensioni profonde
Quello che colpisce di più, però, non è soltanto la violenza dell’episodio. A impressionare è soprattutto il contesto nel quale sarebbe maturato. Una realtà che, almeno all’apparenza, continua a presentarsi come la classica provincia operosa alle porte di Milano: famiglie, lavoratori, attività commerciali, ritmi apparentemente ordinati. Ma sotto questa superficie, secondo quanto raccontato dai dipendenti e dalla titolare del punto vendita, da tempo si starebbe consolidando una situazione di degrado criminale fatta di gruppi problematici, aggressività crescente e assenza di reali anticorpi sociali e istituzionali.
La sensazione che emerge dalle testimonianze raccolte è quella di una lenta normalizzazione della paura. Prima le minacce verbali. Poi gli episodi di taccheggio. Le persone ubriache dentro il supermercato. Le intimidazioni al personale. Fino ai tentativi di spacciare droga direttamente ai dipendenti del negozio. «Ultimamente avevano persino tentato di spacciare droga ai dipendenti del negozio. Da quel momento abbiamo deciso di vietargli l’ingresso e probabilmente questa scelta ha dato fastidio».
Un’escalation mai realmente fermata
Secondo quanto raccontato dalla titolare, gli episodi sarebbero stati segnalati più volte nel corso degli anni. Denunce, richieste di intervento, segnalazioni continue. Ma il quadro, invece di migliorare, sarebbe progressivamente degenerato. Fino alla notte del tentato omicidio.
Il bersaglio dell’assalto sarebbe stato un dipendente cinquantenne di origini siciliane, già vittima in passato di aggressioni e intimidazioni. Alla base dell’odio nei suoi confronti ci sarebbe anche una querela presentata dopo precedenti episodi. Un lavoratore descritto come una persona seria, presente e profondamente legata al proprio lavoro. «Sono anni che lavora notte e giorno, è una persona che si mette sempre in prima linea per difendere il negozio e i colleghi», racconta la titolare.
Via Papa Giovanni trasformata in una scena da film criminale
Dopo avere tentato più volte di investire il dipendente, il pregiudicato si sarebbe dato alla fuga lasciandosi alle spalle una scena impressionante. La strada sarebbe rimasta invasa da vetri infranti, pezzi del suv p e frammenti della carrozzeria sparsi lungo tutta via Papa Giovanni XXIII. Una devastazione che ha sconvolto residenti e clienti del supermercato.
Solo la presenza di alcune confezioni d’acqua davanti alle casse avrebbe evitato conseguenze ancora peggiori, limitando l’effetto dell’impatto contro la vetrina. Per diversi minuti la zona si sarebbe trasformata in uno scenario irreale, tra urla, paura e persone sotto shock.
La fuga del sospettato si sarebbe conclusa nelle campagne verso via Vincenzo Monti, dove il mezzo è uscito di strada. Successivamente l’uomo avrebbe tentato di scappare a piedi, opponendo resistenza agli agenti intervenuti prima di essere arrestato.
«Ci sentiamo soli»
Durissimo lo sfogo della titolare del supermercato, che parla apertamente di abbandono. «Noi denunciamo continuamente, segnaliamo tutto, ma ci sentiamo soli», racconta.
Una frase che sintetizza bene il senso di frustrazione che emerge da tutta la vicenda. La donna spiega di sentirsi responsabile della sicurezza dei circa quindici dipendenti impiegati tra il punto vendita di Peschiera Borromeo e quello di Binasco. Persone che ogni giorno entrano al lavoro pensando di svolgere una normale attività commerciale e che invece si ritrovano a convivere con aggressioni, minacce e paura.
«Io sono qui notte e giorno per loro. Non posso permettere che rischino la vita mentre lavorano».
Il tema sicurezza e il futuro del supermercato
Ora la titolare intende aprire un confronto con la dirigenza del marchio, con cui esiste un contratto di gestione di ramo d’azienda, per cercare soluzioni condivise sul fronte sicurezza. Una questione che arriva in un momento delicato per Carrefour Italia, recentemente acquisita dal gruppo italiano NewPrinces, ex Newlat Food, guidato dall’imprenditore Angelo Mastrolia, operazione che dovrebbe riportare progressivamente nei supermercati lo storico marchio GS.
Ma oltre alle questioni aziendali, resta soprattutto una domanda aperta sul territorio: come sia stato possibile arrivare a un episodio di questa gravità senza che una situazione descritta da anni come fuori controllo riuscisse a trovare risposte efficaci prima che si sfiorasse la tragedia.
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Redazione