Pedemontana, critiche da Palazzo Isimbardi, Griguolo (Azione): «La Milano-Meda non regge, e noi non siamo stati nemmeno invitati»; al Pirellone il M5S esulta

Avv. Marco Griguolo, Consigliere delegato alle infrastrutture di Città Metropolitana di Milano
Avv. Marco Griguolo, Consigliere delegato alle infrastrutture di Città Metropolitana di Milano

La Città Metropolitana di Milano chiede di essere coinvolta sul potenziamento della tratta Lentate-Bovisio. Il M5S sullo stralcio della tratta D: «Regione Lombardia si arrende all'evidenza»

C'è chi teme il caos sul traffico della Milano-Meda e chiede di sedersi al tavolo. E c'è chi festeggia la cancellazione della tratta D come una vittoria attesa da anni. La Pedemontana torna al centro della scena politica con due prese di posizione nette arrivate nella stessa giornata, il 21 aprile, da fronti diversi ma con un denominatore comune: la Regione Lombardia deve fare i conti con chi vive e amministra i territori attraversati dall'autostrada.

L'allarme della Città Metropolitana

Il primo a farsi sentire è Marco Griguolo, consigliere delegato alla Viabilità della Città Metropolitana di Milano. Il tema è il potenziamento del tratto compreso tra Lentate sul Seveso e Bovisio Masciago: un'opera che, sulla carta, serve a fluidificare il traffico sulla Pedemontana, ma che secondo Griguolo rischia di scaricare il problema altrove, e in particolare sulla Milano-Meda.

«Siamo di fronte a un intervento infrastrutturale di grande rilievo — dichiara il consigliere — ma non è accettabile che venga realizzato senza una valutazione attenta e condivisa dei contraccolpi sulla viabilità esistente. La Milano-Meda è già prossima alla saturazione in diversi orari e i comuni della fascia nord-ovest milanese non possono diventare la valvola di sfogo di un progetto che, se non gestito con intelligenza, potrebbe peggiorare la qualità della vita di migliaia di cittadini e imprese».

Parole dure, ma c'è un passaggio che brucia ancora di più: Griguolo rivela che lo scorso dicembre la quinta commissione regionale si è riunita proprio per discutere di Pedemontana, e la Città Metropolitana non è stata invitata. «Auspichiamo di essere convocati il prima possibile», dice. Un invito che suona come un avvertimento: ignorare chi gestisce la rete viaria metropolitana non è una scelta neutrale.

La Città Metropolitana ha già avviato un'interlocuzione con la Regione per chiedere una valutazione dettagliata degli impatti indiretti e per ottenere un tavolo di confronto che coinvolga direttamente anche la Società Pedemontana. Il messaggio è chiaro: nessun potenziamento senza che Milano metropolitana abbia voce in capitolo.

Il M5S esulta per la tratta D: «Avevamo ragione»

Mentre la Città Metropolitana alza la voce sul futuro, il Movimento 5 Stelle guarda al passato recente con soddisfazione. La notizia è quella dell'eliminazione della tratta D dalla pianificazione urbanistica regionale, annunciata il giorno prima dalla giunta lombarda: ventuno comuni tra Milano, Monza Brianza e Bergamo vengono liberati dai vincoli legati a un tracciato che non si farà più.

Per la consigliera regionale M5S Paola Pizzighini, si tratta di una resa senza condizioni. «La decisione della Giunta regionale di eliminare dalla programmazione urbanistica la Pedemontana nei comuni interessati dalla tratta D rappresenta la certificazione dell'impossibilità di realizzare l'opera — afferma —. Tra ricorsi pendenti, costi insostenibili, territori in rivolta e un impatto ambientale spropositato, Regione Lombardia si arrende. La tratta D, breve o lunga che sia, non verrà mai realizzata».

Pizzighini non risparmia una stilettata sullo spreco di risorse pubbliche accumulate in anni di progettazioni, ricorsi e riprogettazioni. E già guarda avanti, chiedendo alla Regione di avere «il coraggio di intervenire anche sul tracciato della B2 e della tratta C», realizzando «opere realmente utili per la Brianza, a partire da compensazioni ambientali degne di questo nome e prevedendo la gratuità per i cittadini che le utilizzeranno».

Sulla stessa lunghezza d'onda Marco Fumagalli, ex consigliere regionale e oggi referente del Gruppo Territoriale della Brianza per il M5S: «Sarebbe opportuno che chi, in tutti questi anni, ha sostenuto Pedemontana ammetta l'errore. Come M5S, da quando siamo in Regione dal 2013, abbiamo presentato una moltitudine di atti in Consiglio regionale per evidenziare le criticità del progetto e insistere sulla tutela dell'ambiente. Lo stralcio della tratta D è la conferma, ancora una volta, che eravamo nel giusto».

Due fronti, una sola certezza: il dossier è aperto

La giornata del 21 aprile racconta bene lo stato di salute del progetto Pedemontana: un'infrastruttura che avanza su alcuni tratti e arretra su altri, tra polemiche istituzionali e battaglie politiche che non accennano a placarsi. Da un lato c'è chi teme che il potenziamento della tratta nord scarichi nuovi problemi su una viabilità già al limite. Dall'altro c'è chi festeggia la cancellazione della tratta D come la fine di un'illusione costosa e dannosa.

Quel che è certo è che la Regione Lombardia dovrà rispondere a entrambi. E farlo presto, perché i territori non hanno più voglia di aspettare.