PMRR, solo nove i comuni del Sud Est Milano che hanno risposto al bando che mette a disposizione 39 milioni di euro

Dieci i comuni del Sud Est Milano che non hanno fatto richiesta:
Dieci i comuni del Sud Est Milano che non hanno fatto richiesta: Carpiano, Cerro al Lambro, Colturano, Melegnano, Opera, Peschiera Borromeo, San Donato Milanese, San Giuliano Milanese, San Zenone al Lambro, Segrate, Settala.

Dalla mobilità sostenibile alla transizione ecologica, passando per l'inclusione sociale. Altri dicei comuni del territorio non hanno avanzato proposte a Città metropolitana di Milano

Il 10 aprile è scaduto il termine per presentare le proposte al Piano Metropolitano di Ripresa e Resilienza (PMRR) della Città metropolitana di Milano: 39 milioni di euro a disposizione per i Comuni dell'hinterland, divisi in cinque missioni tematiche. Nel Sud Est Milano, la risposta è arrivata, ma solo da una parte del territorio. Nove comuni su diciannove hanno avanzato una richiesta di intervento. Gli altri, per ora, stanno a guardare.

Chi ha alzato la mano

A leggere la mappa pubblicata dalla Città metropolitana — dove i pallini colorati segnalano le candidature pervenute — il quadro del Sud Est si delinea abbastanza nettamente. Le proposte arrivano soprattutto dalla fascia est e da qualche comune più interno, mentre la parte centrale e meridionale dell'area — da San Giuliano Milanese a Melegnano, da Carpiano a Cerro al Lambro — è rimasta ferma.

La missione più gettonata nel Sud Est è la M3B, quella dedicata alla mobilità alternativa, rappresentata dai pallini di colore rosso scuro. Hanno scelto questa direzione tre comuni: Mediglia, Vizzolo Predabissi e Locate di Triulzi. Si tratta di realtà di medie e piccole dimensioni, in un'area dove i collegamenti con Milano dipendono ancora in gran parte dall'auto privata. Una scelta che racconta un bisogno reale: muoversi fuori dal mezzo proprio, con alternative concrete.

Accanto a loro, altri due comuni hanno puntato sulla missione M3A, la rete ciclabile e i servizi di mobilità dolce: sono Tribiano e Dresano, entrambi piccoli centri della zona est, dove la dimensione contenuta del territorio si presta a ragionare in chiave di mobilità leggera e connessioni ciclopedonali.

Transizione ecologica: tre comuni ci credono

Tre comuni del Sud Est hanno invece scelto la missione M2, quella dedicata alla transizione ecologica: Pioltello, Pantigliate e Paullo. Si tratta di realtà diverse tra loro per dimensione e collocazione geografica, ma accomunate dalla scelta di investire su ambiente, energia e sostenibilità. Pioltello, il più grande del gruppo, è un Comune con oltre 36.000 abitanti che da anni si confronta con temi di riqualificazione ambientale e urbana. Pantigliate e Paullo, più piccoli, si trovano in un'area di frangia dove il rapporto tra urbanizzato e verde agricolo è ancora significativo.

Inclusione e coesione: Rodano guarda al sociale

Un comune solo ha scelto di investire sul versante M5, quello dell'inclusione e della coesione sociale: è Rodano, piccolo centro di circa 4.500 abitanti. Una candidatura che vale come segnale: il welfare di prossimità, i servizi alle persone, la coesione nelle comunità piccole sono temi che non si esauriscono nei grandi Comuni. E Rodano lo dice chiaramente presentando la propria istanza.

Chi è rimasto fuori

Ma la mappa dice anche altro. E quello che non c'è, in certi casi, è altrettanto significativo. Tra i comuni che non hanno presentato domanda figurano realtà tutt'altro che piccole: Segrate (circa 38.000 residenti), Peschiera Borromeo (circa 22.000 abitanti), San Donato Milanese (oltre 32.000) e San Giuliano Milanese (circa 36.000). Assenti anche Melegnano, Opera, Settala, Colturano, Carpiano, Cerro al Lambro e San Zenone al Lambro.

Le ragioni possono essere diverse: alcuni Comuni dispongono di risorse proprie o sono già inseriti in altri circuiti di finanziamento. 

Fare squadra: quando i comuni si uniscono per il PMRR La mappa delle aggregazioni (Scarica il Pdf) mostra come il bando abbia spinto alcune municipalità a presentare progetti condivisi, superando i confini amministrativi

Il PMRR ha fatto qualcosa che non sempre riesce facile nell'hinterland milanese: ha convinto alcuni comuni a mettersi intorno a un tavolo e presentare insieme una proposta. La mappa delle aggregazioni della Città metropolitana mostra che anche nel Sud Est Milano il modello del progetto condiviso ha attecchito, con gruppi di municipalità che hanno scelto di unire forze e risorse invece di correre da soli. Un segnale che il bando — pensato esplicitamente per favorire questa forma di collaborazione — ha centrato almeno in parte il suo obiettivo, trasformando la competizione tra enti in una logica di rete territoriale.

Un bando storico, una risposta parziale

Il PMRR è definito dalla stessa Città metropolitana come un'operazione senza precedenti: per la prima volta l'ente impegna risorse proprie — 39 milioni di euro — a beneficio dei Comuni del territorio. Il vicesindaco Francesco Vassallo ha parlato di «gioco di squadra» e di un «obiettivo raggiunto» guardando alla partecipazione complessiva: in tutto il territorio metropolitano sono arrivate 71 proposte, per un valore totale di 75 milioni di euro, con altri 8 milioni di cofinanziamento privato o comunale.

Entro il 15 maggio un gruppo interdirezionale della Città metropolitana selezionerà i progetti da finanziare con decreto sindacale. Per il Sud Est Milano, significa che nove Comuni sono in corsa. E nove no.

Scarica le mappe complete

mappepmrr.pdf