Melegnano, Imu delle suore domenicane: accordo da 63.700 euro dopo dieci anni di cause
La Giunta chiude con una transazione il contenzioso sugli immobili dell'Istituto del Santissimo Rosario: pagamento in 24 rate, sanzioni cancellate.
Dopo dieci annualità di Imu contestate e una serie di sentenze in primo e secondo grado, il Comune di Melegnano e l'Istituto Suore Domenicane del Santissimo Rosario chiudono la partita con un accordo. Il 2 ottobre 2026 la Giunta ha autorizzato la transazione: l'istituto verserà 63.702,50 euro per gli anni dal 2012 al 2021, a rate.
La lite sugli edifici scolastici
Tutto nasce dagli avvisi di accertamento che il Comune aveva notificato all'istituto per ciascun anno dal 2012 al 2021. L'ufficio Tributi contestava il mancato pagamento dell'imposta sugli immobili usati come scuola, ritenendo che mancassero i requisiti per l'esenzione. L'istituto ha impugnato tutti gli avvisi davanti alla giustizia tributaria e gli esiti sono stati alterni: in alcuni anni ha vinto il Comune, in altri le suore, in altri ancora i giudici hanno dato ragione in parte a entrambi.
La sentenza che ha fatto da bussola
Il punto fermo è arrivato con una sentenza della Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Lombardia depositata il 14 maggio 2024, sull'Imu 2018, poi seguita da tutte le pronunce successive. I giudici hanno stabilito che l'edificio scolastico di via Piave 12 paga l'Imu con la base imponibile ridotta della metà, perché ha valore storico-artistico. Il convento, sempre in via Piave 12, è esente e lo sono anche i locali di deposito considerati sue pertinenze. L'abitazione di via San Martino 22 paga invece l'aliquota ordinaria.
A febbraio la Giunta aveva rinunciato all'appello contro la sentenza su 2020 e 2021 e chiesto agli uffici di tentare una mediazione. Il 12 febbraio l'istituto, tramite i suoi commercialisti, ha manifestato la volontà di chiudere tutte le annualità.
I numeri dell'intesa
L'ufficio Tributi ha ricalcolato ogni anno sulla base di quella sentenza: per il periodo 2012-2021 l'imposta dovuta, tolto quanto già versato, più gli interessi maturati al 31 luglio 2026, porta al totale di 63.702,50 euro. Il singolo anno più pesante è il 2020, con 8.004,19 euro. Il Comune rinuncia alle sanzioni e ognuno si paga le proprie spese legali. L'istituto ha accettato la proposta il 3 settembre 2026 e il 10 settembre ha aderito a un piano di 24 rate.
L'accordo guarda anche avanti. Per gli anni dal 2022 al 2026 l'istituto pagherà da sé un'imposta di 7.162,19 euro l'anno, con le maggiorazioni del ravvedimento operoso, e le parti rinunciano a nuove cause sulla tassazione dell'immobile scolastico.
Secondo la Giunta l'operazione non comporta uscite per il Comune ma l'incasso di somme che, per via delle cause in corso, non erano ancora state iscritte a bilancio. A firmare l'atto transattivo sarà Lorenza Lubatti, responsabile dell'Area economico-finanziaria; la delibera resta all'albo fino al 21 ottobre 2026.
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Redazione