Segrate, intervista al sindaco Francesco Di Chio: dalle minacce a Novegro al Chilometro verde e alla Mozione sul data center di Redecesio
Il primo cittadino risponde sui temi al centro del dibattito cittadino. Spazio anche alla viabilità: apertura della Nuova Cassanese prevista per novembre e stop ai mezzi pesanti in via Morandi entro ottobre
Segrate, 7 ottobre 2026. Negli ultimi giorni Segrate è stata attraversata da vicende molto diverse tra loro, ma tutte destinate ad alimentare il confronto cittadino. Dalle due lettere minatorie ricevute da esponenti del Comitato Vivere Novegro, la prima indirizzata al presidente Claudio Gasparini, fino alle polemiche sul progetto del Chilometro verde. E ancora il futuro del data center di Redecesio, il monitoraggio ambientale, l’apertura della nuova viabilità e della Nuova Cassanese e la decisione di liberare via Morandi dal traffico pesante.
7giorni ha affrontato tutti questi temi direttamente con il sindaco di Segrate Francesco Di Chio, raccogliendo le sue risposte e chiedendogli di replicare alle osservazioni e alle critiche emerse nelle ultime settimane. Un confronto che parte da Novegro e arriva alle trasformazioni della viabilità destinate a cambiare nei prossimi mesi il modo di muoversi dentro e attraverso Segrate.
«Le minacce al Comitato Vivere Novegro sono un atto vile»
Sindaco, partiamo dalle lettere minatorie ricevute dal Comitato Vivere Novegro. Lei ha espresso immediatamente solidarietà. Come giudica quanto accaduto?
«È un fatto inusuale, oltre che di cattivo gusto, perché è un atteggiamento nei confronti di un Comitato composto da persone per bene che hanno l’interesse di migliorare la situazione del quartiere. Oggi non si sa ancora chi sia stato, se sia un atto goliardico o qualcosa di più grave. È un fatto assolutamente spiacevole, anche nei modi, perché è vile non firmarsi. È stato un atto che per Segrate è sicuramente grave».
Il caso era iniziato con la lettera minatoria indirizzata al presidente del Comitato Vivere Novegro Claudio Gasparini, ma pochi giorni dopo la vicenda ha assunto contorni ancora più preoccupanti: il 4 ottobre una seconda lettera dello stesso tenore è stata recapitata a un altro componente della presidenza.
Di Chio insiste soprattutto sul fatto che i rappresentanti del Comitato non portano avanti semplicemente battaglie personali, ma si espongono pubblicamente per dare voce alle richieste della frazione.
«Loro ci mettono la faccia, ma di fatto riportano delle riflessioni di tutto il quartiere. Quindi è ancora più spiacevole che questo tipo di messaggio venga recapitato personalmente a una persona. A parte che è spiacevole in ogni caso, oltre a essere grave, è proprio un atto vile che non merita alcun tipo di giustificazione».
Negli ultimi tempi avete anche lavorato insieme su diverse questioni di Novegro. Il Comitato sostiene di aver trovato maggiore ascolto. Come giudica questo rapporto?
«Sono un gruppo molto affiatato, con interessi trasversali, riescono anche a fare rete. Sicuramente ci chiedono anche tempi più rapidi perché hanno bisogno di mantenere alta l’attenzione su tanti temi. Uno di questi era, appunto, il tema del parcheggio. È un esempio interessante di Comitato e, come ho sempre raccontato, considero questi gruppi un valore aggiunto per la città, se davvero rappresentativi».
Lei già anni fa parlava positivamente della nascita dei comitati civici. Che valore attribuisce oggi a queste realtà nel rapporto con l’Amministrazione?
«È una cosa bella perché è uno dei primi passi per fare politica nel senso bello della parola. L’interesse, essendo civico ed essendo condiviso per quartiere, non è una bandiera, quindi è più limpido, più puro. È forse la parte più pura ed essenziale della politica. Quando un Comitato credibile, strutturato o anche plurale viene a raccontare un’esigenza, è evidente che un amministratore non può dire che è strumentalizzato o costruito per un’opportunità politica, perché di fatto è la voce del quartiere. Quindi deve avere massimo rispetto».
Chilometro verde, Di Chio respinge l’ipotesi dei 51 milioni di euro
Passiamo al Chilometro verde. Massimiliano Rositano ha contestato il progetto sostenendo che si arriverebbe a spendere 51 milioni di euro per ottenere sei metri di verde in più e ha chiesto un referendum. È davvero questa la cifra che Segrate dovrebbe spendere?
La questione è stata sollevata dal portavoce di Nuove Prospettive Segrate Massimiliano Rositano, che ha contestato pubblicamente il progetto parlando di «51 milioni di euro per sei metri di verde in più» e chiedendo che siano i cittadini a esprimersi attraverso un referendum.
Di Chio contesta però alla radice l’utilizzo di quella cifra come costo effettivo dell’opera.
«Il progetto preliminare prevedeva una serie di voci, tra cui anche interventi sulle infrastrutture e una serie di elementi che facevano parte di un preliminare molto basico. Prevedeva la completa e integrale ricostruzione dei tre chilometri e mezzo per trenta metri di larghezza, rifacendo completamente l’asse stradale, perché non c’erano ancora analisi puntuali sulle infrastrutture e sulle direttrici. Era un calcolo sostanzialmente fatto per metri quadrati. Quello non è un riferimento credibile nella progettazione del Chilometro verde».
Nel progetto preliminare, spiega il sindaco, erano state considerate anche soluzioni utilizzate in altri Paesi europei, come infrastrutture nelle quali concentrare i sottoservizi per poter effettuare gli interventi senza dover continuamente aprire la carreggiata.
«Sono progetti che si fanno quando si realizzano nuove strade, non in una fase di ristrutturazione. Oggi abbiamo infrastrutture che non sono gestite direttamente dal Comune. Anche banalmente spostare il gas, l’elettricità o l’acqua coinvolge competenze e gestori diversi. Quel preliminare aveva quindi anche delle previsioni irrealizzabili per l’Italia, ma ci dava settore per settore un’indicazione dei lavori da realizzare».
Quindi quei 50-51 milioni non rappresentano il costo che il Comune intende sostenere?
«No, assolutamente. Non ha senso che un Comune come Segrate spenda 50 milioni di euro per una riqualificazione. Per me non è un dato significativo».
E sulla possibilità che il progetto possa effettivamente raggiungere quella cifra, Di Chio è ancora più netto: «Non si arriverà assolutamente a una cifra come quella indicata da Rositano, non esiste. Segrate dovrebbe vendere il Golfo Agricolo o progettare di costruire ovunque per fare un’opera a quei costi. Non avevamo intenzione di finanziare un’opera così importante a quelle cifre».
Prima bisognerà capire come cambierà il traffico
Quanto spenderà allora il Comune per il Chilometro verde?
Il sindaco chiarisce che oggi non è possibile indicare il costo definitivo perché il progetto sarà sviluppato per fasi e, soprattutto, dovrà partire dai dati reali sul traffico dopo l’apertura della nuova viabilità.
«È un progetto molto importante che avrà una fasizzazione complessa e che verrà fatto insieme ai cittadini. La prima fase, quella attuale, è di monitoraggio. Stiamo raccogliendo i dati per avere un quadro preciso di chi oggi utilizza la Cassanese e, in particolare, di chi usa Segrate soltanto per attraversarla».
Il secondo passaggio sarà verificare cosa accadrà quando entrerà in funzione il nuovo sistema viabilistico.
«Secondo gli studi di ingegneria trasportistica che abbiamo fatto, circa il 70-75% dei veicoli dovrebbe utilizzare le nuove direttrici. Però il traffico è un po’ come l’acqua: va dove trova la possibilità di andare».
Ed è proprio questo il punto sul quale il Comune intende intervenire con la cosiddetta “fase zero” del Chilometro verde.
«Una volta aperta la nuova viabilità interverremo con lavori puntuali all’ingresso della città, che condivideremo con la cittadinanza, per inibire il traffico di attraversamento. L’obiettivo è evitare che la strada venga utilizzata dagli esterni e favorire invece il traffico interno, quindi il segratese che deve entrare e uscire dal territorio».
Il rischio, spiega Di Chio, è che una Cassanese improvvisamente più libera possa diventare nuovamente attrattiva per chi arriva da altre direttrici: «Se la Cassanese viene ridotta del 75% del traffico, la Padana potrebbe vedere nella nuova Cassanese libera un’opportunità più veloce per arrivare a Milano. Dobbiamo quindi creare un sistema di difesa affinché Segrate non venga nuovamente gravata dal traffico di attraversamento».
«Per la fase zero parliamo di circa 150mila euro»
È stato però previsto un milione di euro. A cosa servirà?
Di Chio chiarisce che il milione rappresenta una disponibilità economica complessiva, ma la prima sperimentazione avrà dimensioni decisamente inferiori.
«Oggi stiamo parlando in realtà di 150mila euro. Ci permetteranno di monitorare il traffico e di capire se il sistema di riduzione delle corsie in alcuni punti viene verificato secondo gli studi e se diventa effettivamente un sistema di protezione. A quel punto potremo investire davvero sul progetto, che non potrà più essere un preliminare ma dovrà diventare definitivo e poi esecutivo, per realizzare tratto per tratto il Chilometro verde».
La sperimentazione, inoltre, sarà reversibile.
«Se invece non viene verificata, perché vediamo che gli studi preliminari hanno dato un riscontro diverso, rismontiamo tutto e riportiamo le condizioni attuali».
Data center di Redecesio, le centraline e la richiesta delle opposizioni
Veniamo al data center di Redecesio. Le opposizioni hanno presentato una mozione chiedendo centraline di misurazione vicino alle scuole e che i dati vengano resi pubblici. Ci sono già centraline in quelle zone?
La domanda nasce dalla mozione presentata dalle forze di minoranza sul futuro data center di Redecesio, con la quale viene chiesto di garantire un monitoraggio ambientale vicino agli edifici scolastici e di mettere a disposizione della cittadinanza i risultati.
«Sì. Ci sono centraline di fronte alla prima scuola del comparto e ce n’è una anche verso Lavanderie. Rilevano non soltanto l’inquinamento acustico, ma anche quello atmosferico», spiega Di Chio.
Secondo il sindaco, queste apparecchiature consentiranno di costruire una serie storica utile a confrontare la situazione precedente e successiva alle grandi trasformazioni in programma sul territorio, compreso il data center.
Questi dati saranno pubblicati e consultabili dai cittadini?
«Stiamo creando una piattaforma che permetta una lettura anche da parte di un cittadino. La stiamo integrando in un’interfaccia che sia accessibile e pubblica».
L’obiettivo è poter confrontare nel tempo i valori registrati prima e dopo gli interventi. Di Chio cita, ad esempio, le modifiche alla viabilità, la riduzione delle corsie e le nuove piantumazioni: i dati dovrebbero permettere di verificare concretamente se gli interventi abbiano prodotto un miglioramento della qualità ambientale.
Il sistema di monitoraggio, aggiunge il sindaco, è molto più ampio: «Abbiamo installato quaranta centraline su Segrate».
Queste misurazioni hanno però valore ufficiale per certificare un eventuale inquinamento?
Di Chio distingue il monitoraggio comunale dalla certificazione scientifica e istituzionale.
«Il problema è che la centralina, per avere consistenza scientifica di verifica e anche di denuncia, deve comunque essere posta da ARPA. ARPA è l’ente che certifica l’inquinamento. Le nostre sono centraline professionali e interessanti, però l’ente che certifica quel dato non può essere il Comune di Segrate: deve essere ARPA».
Nuova Cassanese, apertura della nuova viabilità prevista per novembre
Guardando invece ai prossimi mesi, qual è uno dei passaggi più importanti che attende Segrate?
È nella parte finale dell’intervista che Di Chio affronta uno dei dossier destinati ad avere gli effetti più immediati sulla vita quotidiana dei segratesi: l’apertura della nuova viabilità e della Nuova Cassanese.
Secondo quanto riferito dal sindaco, l’apertura è prevista per il 9-10 novembre, data ancora da confermare, e dovrebbe rappresentare una vera svolta nella distribuzione del traffico che oggi attraversa il territorio.
«I primi di novembre dovrebbero aprire a Pioltello, sarà una rivoluzione del traffico», spiega Di Chio introducendo il tema delle nuove infrastrutture e degli effetti che avranno sull’intero quadrante. Successivamente, parlando dell’entrata in funzione complessiva della nuova viabilità, conferma l’orizzonte del mese di novembre per l’apertura della Nuova Cassanese.
Il passaggio è strettamente collegato alla fase zero del Chilometro verde: soltanto dopo l’apertura sarà infatti possibile verificare quanti automobilisti abbandoneranno l’attuale Cassanese per utilizzare la nuova direttrice e quanto traffico continuerà invece a gravitare sulle strade di Segrate.
Il nodo del Ponte degli Specchietti
Con la nuova viabilità verranno risolti tutti i problemi oppure restano ancora dei nodi aperti?
Uno dei punti sui quali l’Amministrazione sta lavorando è il Ponte degli Specchietti. Di Chio spiega che sono in corso riflessioni insieme a Città Metropolitana per individuare una soluzione alternativa.
«Stiamo facendo riflessioni sull’alternativa al Ponte degli Specchietti, anche insieme a Città Metropolitana. Stiamo cercando di capire, ai tavoli sovralocali, come risolvere il problema del Ponte degli Specchietti che, a quanto pare, anche messo a sistema con l’ultima progettazione, non dovrebbe risolvere i nostri problemi, tutt’altro».
Il sindaco parla di confronti istituzionali già avviati: «Abbiamo tavoli istituzionali dove si sta dialogando ormai da settimane per trovare una soluzione alternativa. È vero che avrà tempi molto lunghi, però se uno non ci pensa oggi non verrà mai realizzata».
Secondo Di Chio è necessario arrivare preparati anche all’eventualità che in futuro si aprano nuove possibilità di finanziamento.
«Queste sono cose che vanno programmate perché al primo finanziamento che si trova, dalla Regione o magari con un nuovo PNRR, se c’è il progetto pronto forse riesci anche a farlo».
E rivendica il ruolo che un sindaco deve avere nel mantenere alta l’attenzione degli enti sovracomunali: «Ho imparato in questi pochi mesi che se non rompo le scatole io, anche per la metropolitana, gli altri stanno seduti. È vero che la spinta dal basso magari fa poco, però a volte serve. Se non c’è l’amministratore locale che pungola e che ha intenzione di fare, le priorità si muovono».
Via Morandi, entro ottobre stop al traffico pesante
C’è poi un’altra novità importante che riguarda via Morandi. Quando scatterà la chiusura ai mezzi pesanti?
Di Chio annuncia che il provvedimento dovrebbe diventare operativo entro il mese di ottobre.
«Penso che entro questo mese dovremmo chiudere al traffico pesante via Morandi. Lo avevamo detto già un po’ di tempo fa, però abbiamo rimandato per la chiusura del ponte e per gli altri cantieri. Adesso abbiamo deciso che i cantieri sono finiti e quindi possiamo concentrarci su questo».
La misura cambierà il percorso dei camion diretti alle attività logistiche presenti nella zona. I mezzi pesanti dovranno essere indirizzati sulle direttrici alternative e sulla nuova viabilità, evitando così il passaggio lungo via Morandi.
«Entro il mese di ottobre attiveremo il divieto al traffico dei mezzi pesanti su via Morandi», ribadisce il sindaco.
Per i residenti si tratta di un provvedimento atteso da tempo, che secondo Di Chio avrebbe potuto essere adottato prima ma che è stato volutamente posticipato per evitare di sovrapporre ulteriori limitazioni a una rete stradale già interessata da numerosi cantieri.
«Per chi vive in via Morandi è una bella riduzione. È una cosa che avevamo promesso e abbiamo solo atteso qualche mese per evitare che la somma di cantieri e di divieti potesse creare ancora maggiori problemi a un traffico che già oggi è in sofferenza».
L’apertura della Nuova Cassanese, la sperimentazione della fase zero del Chilometro verde e lo stop ai camion in via Morandi diventano così parti dello stesso disegno. Saranno soprattutto i dati raccolti dopo l’entrata in funzione della nuova viabilità a dire quanto cambieranno davvero i flussi di traffico e quali interventi potranno essere realizzati successivamente. Su questo, come sugli altri temi affrontati nell’intervista, il confronto politico e con i cittadini è destinato a proseguire nei prossimi mesi.
Giulio Carnevale
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