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San Donato Milanese, il campo Alberto Sala resta al Cavallino Bianco per altri tre anni

Il campo di Poasco
Il campo di Poasco

La società di Poasco era l'unica candidata: canone da 711,28 euro l'anno IVA compresa e manutenzioni ordinarie a suo carico. Il Comune può riprendersi l'area se parte il recupero di Cascina Ronco.

Il campo sportivo «Alberto Sala» di San Donato Milanese resterà all'Asd F.C. Cavallino Bianco. Con una determinazione dell'ufficio Sport del 6 ottobre 2026, il Comune ha affidato all'associazione la concessione in uso dell'impianto per tre anni, dal 1° ottobre 2026 al 30 settembre 2029, con la possibilità di proroga per altri due.

Una sola squadra si è fatta avanti

A maggio il Comune aveva pubblicato un avviso per raccogliere le manifestazioni di interesse. Potevano partecipare associazioni e società sportive senza scopo di lucro iscritte all'albo comunale e al registro nazionale delle società dilettantistiche, in regola con il Comune e con almeno tre anni di esperienza nella gestione di attività e impianti sportivi.

Ha risposto solo il Cavallino Bianco, che ha sede in via Unica Poasco 13 e già gestiva il campo con una concessione prorogata fino al 30 settembre 2026. Con un unico candidato idoneo l'avviso consentiva l'affidamento diretto. Per non interrompere l'attività, la società può usare l'impianto già dal 1° ottobre, in attesa della firma del contratto.

Quanto paga la società

Il canone annuo è di 583,02 euro più IVA, cioè 711,28 euro. La cifra era stata stimata a maggio 2024 in 580 euro e poi aggiornata con l'indice Istat. Nei tre anni il Comune incasserà 2.133,84 euro, che cresceranno con gli adeguamenti Istat successivi.

Il Cavallino Bianco si fa carico delle manutenzioni ordinarie, secondo un piano allegato al contratto, e versa una cauzione di 200 euro. Quella già pagata per la vecchia concessione potrà essere trattenuta a garanzia della nuova, dopo un controllo sullo stato dell'impianto.

Un campo per i soci

L'atto chiarisce che la società non gestisce un servizio sportivo aperto a tutti: le attività sono rivolte ai propri associati. Per questo il rapporto è inquadrato come concessione di un bene pubblico in cambio di un canone e l'impianto resta classificato senza rilevanza economica.

L'incognita Cascina Ronco

Il campo sorge in un'area compresa nel piano di recupero di Cascina Ronco, regolato da una convenzione firmata nel marzo 2022 e non ancora partito. Se i lavori cominciassero prima della scadenza, o se cambiassero le esigenze di interesse pubblico, il Comune potrà recedere in anticipo dal contratto.

Responsabile del procedimento è l'ingegnera Rossella Enrica Tolomei. La prima annualità di canone copre il periodo fino al 30 settembre 2027.

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