Truffe agli anziani, cambiano alcuni particolari ma il copione è sempre lo stesso: allarme dopo il caso di Peschiera Borromeo
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- 06 ottobre 2026
Carta d’identità clonata, finte rapine, falsi appartenenti alle forze dell’ordine e familiari allontanati da casa: il tentativo denunciato da una coppia di pensionati peschieresi presenta forti analogie con numerosi episodi avvenuti negli ultimi mesi in Italia e nel Milanese.
Cambiano i particolari, ma il meccanismo resta lo stesso
Cambiano i particolari della storia raccontata al telefono, ma il copione sembra essere sempre lo stesso. Una telefonata allarmante, un falso appartenente alle forze dell’ordine, la necessità di agire immediatamente e, alla fine, la richiesta di preparare oro, denaro e gioielli che un incaricato passerà a ritirare.
Il tentativo di truffa raccontato a 7giorni da una coppia di pensionati di Peschiera Borromeo, avvenuto lunedì 5 ottobre, non sembra essere un episodio isolato. Una ricerca sui casi avvenuti negli ultimi mesi mostra modalità molto simili, in alcuni casi quasi sovrapponibili.
A Palermo la carta d’identità clonata e il marito mandato in caserma
Ad aprile a Palermo un anziano venne contattato da un uomo che si presentò come tenente dei Carabinieri. Gli disse che la sua carta d’identità era stata clonata e utilizzata per acquistare un’automobile impiegata per commettere reati. L’uomo fu convinto a raggiungere una caserma e a rimanere al telefono durante il tragitto.
Mentre il marito era lontano, la moglie ricevette un’altra telefonata e venne invitata a raccogliere l’oro presente in casa. Alla porta si presentò poi un complice, che riuscì a impossessarsi di gioielli per circa 40mila euro. L’uomo incaricato del ritiro venne successivamente individuato dalla Guardia di Finanza. Il caso è stato riportato dall’ANSA.
La somiglianza con quanto raccontato dalla coppia di Peschiera è evidente: anche al pensionato peschierese sarebbe stato riferito che la sua carta d’identità era stata clonata e l’uomo sarebbe stato convinto a raggiungere Malpensa, mentre un secondo interlocutore telefonava alla moglie.
In agosto un 84enne mandato alla Guardia di Finanza di Bologna
Un caso ancora più simile è stato ricostruito nell’agosto scorso. Secondo quanto riferito dall’ANSA, due anziani furono convinti che la carta d’identità dell’uomo fosse stata clonata e utilizzata per commettere reati.
Il marito, 84 anni, venne fatto uscire di casa con l’invito a presentarsi alla Guardia di Finanza di Bologna. Nel frattempo la moglie, 76 anni, preparò monili e contanti. Un uomo arrivò nell’abitazione per ritirare oro e denaro. La coppia sospettata del raggiro venne successivamente fermata e la refurtiva recuperata. La vicenda è stata raccontata dall’ANSA.
A Milano la falsa rapina e la seconda telefonata alla moglie
Il primo settembre la Questura di Milano ha reso noto un altro episodio. Una coppia di 80 e 84 anni venne contattata da un falso poliziotto: la carta d’identità del marito, secondo la storia inventata, sarebbe stata utilizzata per noleggiare a Linate un’automobile successivamente impiegata in una rapina in gioielleria.
Il truffatore si fece dare il numero di cellulare della moglie e avviò una seconda comunicazione. Alla donna venne chiesto di preparare e pesare i preziosi in attesa dell’arrivo di un presunto poliziotto. La Polizia arrestò poi un uomo di 42 anni e recuperò i beni della vittima. Il caso è stato reso noto dalla Questura di Milano.
Non si tratta di episodi sporadici. La Polizia di Stato ha documentato nel Milanese diversi casi nei quali falsi appartenenti alle forze dell’ordine contattano anziani con storie legate a rapine o indagini giudiziarie e chiedono di raccogliere gioielli in attesa dell’arrivo di un incaricato. In alcuni casi gli investigatori parlano espressamente dell’utilizzo della tecnica dello spoofing, che consente di manipolare l’identificativo visualizzato durante una telefonata.
A Peschiera il piano è fallito grazie ai sospetti della pensionata
Nel caso di Peschiera Borromeo il piano non è arrivato alla fase conclusiva. Mentre il marito veniva tenuto al telefono durante il viaggio verso Malpensa, un secondo truffatore avrebbe cercato di convincere la moglie a preparare oro e preziosi. Secondo la ricostruzione fornita dalla coppia, successivamente qualcuno avrebbe dovuto presentarsi alla porta per ritirarli.
La donna, però, si è insospettita e ha minacciato di chiamare il figlio. A quel punto il raggiro si è interrotto.
La raccomandazione davanti a telefonate di questo tipo è di interrompere la conversazione, non consegnare denaro o preziosi e contattare direttamente il 112 o una persona di fiducia.
La lezione che emerge dai diversi episodi è semplice: può cambiare la storia utilizzata per spaventare la vittima, ma il meccanismo resta sostanzialmente lo stesso. Creare paura e urgenza, impedire alla persona di ragionare o confrontarsi con i familiari e preparare il terreno per l’arrivo di qualcuno incaricato di portare via denaro e gioielli.
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Redazione