Segrate, data center di Redecesio, la minoranza chiede centraline di misurazione vicino alle scuole e che i dati siano resi pubblici
Una mozione di AmiAmo Segrate, firmata anche da Fratelli d'Italia e Forza Italia, chiede di rivedere il piano di monitoraggio dell'impianto CyrusOne nell'area ex Cise
Dove verranno misurati i fumi del data center di Redecesio? E chi potrà leggere i dati? Sono le domande al centro di una mozione depositata in Consiglio comunale a Segrate dal gruppo AmiAmo Segrate della capogruppo Manuela Mongili. L'hanno firmata anche i capigruppo di Fratelli d'Italia, Simone Martelli, e di Forza Italia, Marco Yuri Trebino, e il consigliere Adriano Alessandrini. Se approvata, impegnerebbe sindaco e giunta a chiedere modifiche al piano di monitoraggio ambientale del data center MIL1, in costruzione nell'area ex Cise di via Reggio Emilia.
L'impianto e i suoi 22 camini
Il progetto è di CyrusOne Italy: un centro dati da 27 megawatt di potenza informatica, realizzato in tre fasi da 9 MW. Per avere corrente anche in caso di blackout avrà 22 generatori diesel, per 132 MW di potenza termica, e 22 camini alti circa 30 metri. I generatori si accendono quando manca la rete elettrica e, periodicamente, per i test di manutenzione.
Secondo Amiamo Segrate che ha diffuso una nota stampa dedicata, lo studio sulla qualità dell'aria presentato dall'azienda individua 38 punti sensibili. I più vicini sono le case del PII Redecesio, a 167 metri, una futura area residenziale a 187 metri e tre scuole tra 282 e 333 metri. Secondo la mozione, i valori più alti sono stimati proprio presso una scuola, a 282 metri, perché i fumi ricadono a una certa distanza dai camini.
I numeri dello studio
Per il biossido di azoto ci sono due soglie: il limite di legge di 200 microgrammi per metro cubo in un'ora e una soglia di significatività dieci volte più bassa, oltre la quale una nuova fonte non è più trascurabile. In caso di blackout, ricorda la mozione, lo studio stima il superamento della seconda soglia presso tutti i punti sensibili anche con i sistemi di abbattimento accesi; senza, il limite di legge potrebbe essere superato in 27 punti su 36. Per i firmatari il giudizio di impatto trascurabile si regge su due ipotesi: un solo blackout l'anno di circa due ore, dato attribuito a Terna senza citare la fonte, e il corretto funzionamento dei sistemi di abbattimento.
Le critiche al piano di monitoraggio
Il piano prevede due sole centraline, entrambe sul confine del lotto, nessuna vicino a scuole o case, mentre Regione Lombardia aveva chiesto misure presso i punti più esposti. A impianto avviato si misurerebbero solo biossido di azoto e PM10, senza PM2.5 né ammoniaca, e per due anni: prima che il data center arrivi a piena potenza. Manca il controllo della falda, a circa cinque metri di profondità, nonostante i serbatoi interrati di gasolio e la richiesta del ministero dell'Ambiente. Il rumore è stato misurato in un solo giorno, l'8 novembre 2023. E i risultati vengono forniti alle autorità solo se richiesti.
Le richieste in 11 punti
La mozione chiede di acquisire la nuova versione del piano, depositata a febbraio 2026 e mai arrivata al Comune; di coinvolgere Regione e Arpa per valutare una stazione fissa a carico dell'azienda; centraline presso scuole e case; PM2.5 e ammoniaca; controlli più lunghi e il monitoraggio della falda; misure del rumore in più stagioni; il calendario pubblico dei test dei generatori. Soprattutto chiede che tutti i dati arrivino al Comune entro 30 giorni e siano pubblicati in Amministrazione trasparente, con una relazione al Consiglio entro 60 giorni.
Per preparare il testo il gruppo si è avvalso del supporto tecnico del blog Segrate Libera di Daniele Lantieri. Ora la parola passa al Consiglio comunale.
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Redazione