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Peschiera Borromeo, il caso del data center Microsoft di San Bovio conquista ampio spazio sul Corriere della Sera

Il data center Microsoft di San Bovio sulle pagine del Corriere della Sera
Il data center Microsoft di San Bovio sulle pagine del Corriere della Sera Il servizio di Elisabetta Andreis pubblicato nella Cronaca di Milano del Corriere della Sera il 5 novembre 2026, a pagina 4.

Oggi, giovedì 5 novembre 2026, le pagine milanesi del quotidiano dedicano un ampio servizio alla vicenda dell’ex Postalmarket. L’articolo di Elisabetta Andreis raccoglie le preoccupazioni dei residenti e le risposte della multinazionale su rumore, calore e consumo d’acqua.

Il data center Microsoft di San Bovio sul Corriere della Sera

Peschiera Borromeo, 5 novembre 2026. La vicenda del data center Microsoft a San Bovio conquista un posto di rilievo sulle pagine milanesi del Corriere della Sera, il più importante quotidiano italiano. Oggi, nella sezione Cronaca di Milano, un ampio articolo firmato da Elisabetta Andreis porta all’attenzione dei lettori il confronto sul futuro dell’area ex Postalmarket, tra le preoccupazioni di chi abita nelle vicinanze e le rassicurazioni dell’azienda. Il titolo, «Datacenter Microsoft a San Bovio. Scontro sull’area ex Postalmarket», mette subito al centro il contrasto. Il servizio occupa gran parte della pagina 4, con una mappa del territorio, fotografie dei residenti e riquadri dedicati alle principali questioni sollevate. Un’attenzione significativa per una vicenda che coinvolge il quartiere e che trova così spazio sulle pagine di una testata di riferimento nazionale.

Le abitazioni, le scuole e le oltre 13mila firme

Il racconto del Corriere parte dalla collocazione del progetto: 77mila metri quadrati di area dismessa, all’interno di un contesto residenziale, vicino alle scuole e al fontanile Gambarone. Le case, sottolinea il servizio, sono già presenti intorno all’ex Postalmarket. È questa vicinanza a rendere concreto, per i residenti, il timore di un cambiamento della qualità della vita. L’articolo ricorda le oltre 13mila firme raccolte contro il progetto e inquadra la questione nella crescita dei data center nell’area milanese. Sono infrastrutture che rispondono alla necessità di rendere disponibili ininterrottamente dati e servizi, ma richiedono impianti in funzione e sistemi di raffreddamento attivi giorno e notte. Secondo il censimento del Politecnico richiamato dal quotidiano, nell’area metropolitana risultano già attivi più di trenta impianti. A San Bovio, però, il confronto riguarda soprattutto le conseguenze della loro presenza a ridosso delle abitazioni.

Il recupero dell’area e i timori per il paesaggio

Microsoft rivendica la bonifica del sito, compresa la rimozione dell’amianto. Un intervento di cui anche i residenti intervistati riconoscono il valore, distinguendolo però dalle caratteristiche del nuovo insediamento. Nell'articolo ci sono numerose dichiarazioni di cittadini di San Bovio.

Le case, i ricorsi e la paura del rumore

Il tema del rumore emerge anche dalle paroledegli intervistati, che temono un impatto sul riposo. Su questo punto Microsoft risponde che «Ventilazione e raffreddamento seguiranno l’attività continua dei server». L’azienda afferma inoltre che le proprie «simulazioni acustiche prevedono il rispetto dei limiti». Il Corriere riferisce che l’elettricità arriverà dalla rete nazionale e che i generatori saranno impiegati soltanto per emergenze e prove. Microsoft dichiara anche l’intenzione di «sostituire il gasolio inizialmente previsto con il combustibile Hvo per ridurre l’impronta carbonica».

Il calore e l’acqua del fontanile Gambarone

Il Corriere spiega che Microsoft indica l’impiego di tetti e pavimentazioni chiare per mitigare l’effetto isola di calore e richiama il «necessario dialogo con la comunità». Sul funzionamento dell’impianto, precisa che «il raffreddamento dei server avverrà principalmente ad aria» e che l’acqua di falda sarà utilizzata «solo in particolari condizioni climatiche estive». I residenti temono comunque che i prelievi possano ridurre l’acqua che alimenta il fontanile Gambarone e interferire con gli impianti geotermici delle abitazioni. La multinazionale richiama le verifiche previste: «Il piano approvato nel gennaio 2025 prevede controlli sui fontanili e misurazioni del rumore».

La richiesta dei cittadini: risposte precise sui controlli

Nella parte conclusiva, il Corriere riferisce dell’avvio di tavoli tecnici tra l’azienda e le amministrazioni comunali. Richiama inoltre la nuova legge lombarda e la dimensione sovracomunale dei grandi centri, i cui consumi si sommano a quelli degli altri impianti. L’ampio spazio riservato oggi dal Corriere della Sera alla vicenda porta dunque davanti a un pubblico più vasto le domande sollevate a San Bovio. Al centro restano la compatibilità del progetto con il quartiere, le garanzie sul funzionamento dell’impianto e le modalità con cui saranno verificati gli impegni dichiarati.