Femminicidio di Jhoanna Quintanilla, ergastolo al compagno: il corpo fu trovato nell’Adda a Zelo Buon Persico
- /
- 22 ottobre 2026
La Corte d’assise di Milano ha condannato Pablo Gonzalez Rivas per omicidio volontario aggravato e occultamento di cadavere. Il ritrovamento della valigia risale al 2 marzo 2025. Disposte provvisionali di 50mila euro per ciascuna parte civile
La sentenza e il legame con Zelo Buon Persico
È arrivata la condanna all’ergastolo per l’omicidio di Jhoanna Nataly Quintanilla, la quarantenne il cui corpo venne recuperato il 2 marzo 2025 nelle acque dell’Adda, nel territorio di Zelo Buon Persico. La Corte d’assise di Milano ha riconosciuto il compagno Pablo Gonzalez Rivas responsabile di omicidio volontario aggravato e occultamento di cadavere.
La sentenza di primo grado è stata pronunciata mercoledì 21 ottobre. In aula le amiche di Nataly l’hanno accolta tra lacrime e applausi, dopo mesi di attesa segnati prima dalle ricerche e poi dal processo. L’imputato, detenuto dal febbraio 2025, non era presente alla lettura del dispositivo.
Dalla scomparsa al ritrovamento nell’Adda
Quintanilla lavorava come babysitter e viveva con Rivas in un monolocale di piazza dei Daini, nel quartiere milanese della Bicocca. Fu uccisa nella notte tra il 24 e il 25 gennaio 2025. Il compagno denunciò la scomparsa soltanto una settimana dopo.
Il corpo, nascosto in una valigia e abbandonato nel fiume, venne ritrovato oltre un mese più tardi a Zelo Buon Persico.
La versione dell’imputato e la ricostruzione dell’accusa
Rivas aveva ammesso di aver provocato la morte della compagna, sostenendo che fosse avvenuta accidentalmente durante un rapporto sessuale. La Procura ha contestato questa ricostruzione, sulla base degli esiti dell’autopsia: secondo l’accusa, Nataly era stata aggredita e successivamente soffocata.
Le indagini avevano inoltre fatto emergere, anche attraverso l’esame delle chat, una relazione parallela dell’imputato. Per le pm Alessia Menegazzo e Letizia Mannella, il delitto era legato al progetto dell’uomo di iniziare una nuova vita con un’altra donna, che intendeva far arrivare in Italia da Sud America.
Il risarcimento e l’emozione delle amiche
Oltre alla pena dell’ergastolo, i giudici hanno disposto una provvisionale di 50mila euro per ciascuna delle parti civili costituite. Le motivazioni della decisione saranno depositate entro sessanta giorni.
All’esterno dell’aula le amiche di Nataly si sono strette in un abbraccio, mostrando cartelli con la sua fotografia e la scritta «Stop femminicidio». Un gesto per ricordare la donna al termine dell’udienza che ha stabilito la responsabilità del compagno per la sua uccisione.
Annunci gratuiti
Lavora con noi
Telegram News
Pubblicità
Redazione