Assago, due serate con lo psicoterapeuta Matteo Lancini per capire il disagio dei ragazzi
Il 20 e il 27 ottobre all'oratorio gli incontri promossi da Comune e Parrocchia per genitori, insegnanti ed educatori: social, noia e bisogno di appartenenza al centro del confronto
Due appuntamenti all'oratorio
Che cosa sta succedendo ai ragazzi? Come si riconoscono le loro difficoltà, anche quando non riescono a raccontarle? Sono le domande da cui partono i due incontri in programma ad Assago martedì 20 e martedì 27 ottobre, alle 20.45, all'oratorio con ingresso da via Matteotti. Li promuovono insieme l'Amministrazione comunale e la Parrocchia.
Ospite delle serate sarà Matteo Lancini, psicologo e psicoterapeuta, presidente della Fondazione Minotauro, docente universitario e saggista, da anni impegnato nello studio dell'adolescenza e delle trasformazioni del mondo giovanile.
Social, noia e bisogno di appartenenza
Al centro del confronto ci saranno le fragilità dei ragazzi e le domande che pongono agli adulti: il rapporto con smartphone e social network, l'esposizione continua ai contenuti digitali, la noia, il bisogno di sentirsi parte di un gruppo. Aspetti della vita quotidiana che non si possono liquidare come mode o cattive abitudini, ma che chiedono attenzione e capacità di lettura.
La difficoltà non riguarda solo i giovani. Spesso genitori, insegnanti ed educatori si sentono impreparati davanti a un disagio che fatica a trovare parole chiare e che può manifestarsi con il silenzio, il ritiro o comportamenti difficili da interpretare.
Il Comune: nessuno deve sentirsi solo
«Il disagio giovanile è una realtà che non possiamo permetterci di ignorare né di affrontare con risposte semplici. Dietro le difficoltà dei ragazzi ci sono domande, fragilità e bisogni che spesso faticano a trovare ascolto. Come adulti, abbiamo il dovere di provare a comprenderli, senza giudicare troppo in fretta e senza lasciare sole le famiglie – dicono il sindaco Graziano Musella e l'assessore all'Istruzione Giuseppe Di Noia –. Crediamo che un Comune debba esserci anche in questo: favorire occasioni di incontro, sostenere le famiglie e rafforzare il legame tra le diverse realtà educative del territorio. Perché nessun ragazzo dovrebbe sentirsi solo nelle proprie difficoltà e nessun adulto dovrebbe sentirsi lasciato solo nel compito, spesso complesso, di accompagnarlo».
Una comunità che fa rete
All'iniziativa partecipa la comunità educativa del territorio, con il parroco don Matteo e la parrocchia, nella convinzione che il disagio giovanile non si affronti da soli. Famiglie, scuola, oratorio e istituzioni sono chiamati a confrontarsi e a trovare un linguaggio comune. Durante le serate è garantita l'animazione per i bambini fino a 6 anni e la prenotazione è obbligatoria.
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Redazione