Edoardo Verduchi: il fotografo di moda che porta Milano in Europa, tra set, agenzie e nuovi mercati
Nel settore della moda, l'immagine è spesso la prima, vera carta d'identità di un brand. Dietro ogni campagna ADV, ogni editoriale o ogni shooting che accompagna il lancio di una collezione, c'è un lavoro fatto di scouting, organizzazione del set e capacità di tradurre in immagini la visione di un'azienda. Abbiamo incontrato Edoardo Verduchi, fotografo di moda che divide la propria attività tra Roma, Milano e diverse realtà europee, per farci raccontare il suo percorso, il tipo di fotografia che realizza e il modo in cui costruisce i rapporti con agenzie di modelle e imprenditori del settore.
Partiamo dall'inizio: come nasce il tuo percorso nella fotografia di moda?
Faccio fotografia dal 2020. In parallelo, per sei anni, ho lavorato nel marketing occupandomi anche di comunicazione e direzione creativa, seguendo oltre 80 aziende clienti. Più che una palestra professionale, per me è sempre stato un lavoro in cui portare risultati concreti: ho imparato a leggere un brand prima ancora di fotografarlo, a capire cosa deve comunicare un'immagine e a chi è rivolta.
Che tipo di fotografia fai oggi, e per che genere di clienti?
Mi occupo principalmente di fotografia di moda: campagne ADV, contenuti per l'identità visiva di brand e progetti editoriali. Lavoro con aziende di abbigliamento di diverse dimensioni, sia in Italia che all'estero, che hanno capito quanto l'immagine sia un investimento e non un costo accessorio. Non mi limito allo scatto in sé: curo anche lo scouting delle modelle e la costruzione del team di set, trucco, parrucco e styling, perché il risultato finale dipende da come tutti questi elementi lavorano insieme.
Perché Milano è così centrale nel tuo lavoro?
Milano resta il punto di riferimento per chi fa moda in Italia. È lì che si concentrano gran parte dei brand con cui collaboro, gli showroom, gli studi di posa e le occasioni di incontro con stylist e agenzie. Passo moltissimo tempo in città proprio per questo: più che una base operativa, è il luogo dove nascono la maggior parte delle nuove collaborazioni.
Hai lavorato anche fuori dall'Italia. Che tipo di progetti porti avanti in Europa?
Sì, negli ultimi tempi ho portato avanti diverse produzioni fuori dai confini italiani, sempre per brand di abbigliamento che cercano un'immagine coerente anche sui mercati esteri. Viaggiare per lavoro cambia il modo di affrontare uno shooting: location diverse, team spesso internazionali, tempi di produzione più stretti. È un contesto che mi piace, perché costringe a essere precisi e organizzati, e perché apre la strada a collaborazioni che in Italia probabilmente non incontrerei.
Come si costruisce un rapporto con agenzie di modelle e imprenditori del settore?
Con costanza e con la cura dei dettagli, più che con grandi strategie. Un'agenzia o un imprenditore del settore moda si fidano di chi dimostra affidabilità sul set, puntualità nella consegna e capacità di ascoltare le esigenze del brand senza perdere la propria visione fotografica. Molte delle collaborazioni che porto avanti oggi sono nate da un primo lavoro andato bene, che ha portato alla presentazione ad altri contatti dello stesso ambiente. È un settore in cui la reputazione si costruisce shooting dopo shooting.
Cosa significa per te crescere professionalmente, oggi?
Per me la crescita non si ferma mai, non è legata a un singolo momento. Continuo a studiare, a guardare cosa succede ai vertici della moda e cosa chiedono davvero i brand, perché le esigenze cambiano in fretta e un fotografo che smette di aggiornarsi resta indietro. Il lavoro vero sta nel trovare un compromesso tra visione artistica e mercato: un'immagine può essere bellissima, ma se non risponde a quello che serve al brand non ha fatto il suo compito. Cerco sempre quell'equilibrio.
Cosa rappresenta per te la fotografia, oltre al lavoro commerciale?
Resta prima di tutto un gesto artistico, non solo un servizio che vendo a un brand. Mi piace mettermi in sfida scattando sempre volti e soggetti diversi, perché ogni viso racconta qualcosa di nuovo e mi costringe a non ripetermi mai. Dietro ogni collaborazione commerciale c'è anche la volontà di far conoscere la mia arte e di consolidare una firma fotografica riconoscibile, qualcosa che si vede anche dentro un progetto ADV. Sono obiettivi professionali che ho ben chiari in testa, e ogni scatto è un passo per arrivarci.
Dove ti vedi tra qualche anno, e cosa stai costruendo adesso?
L'obiettivo è potenziare e far crescere quello che ho costruito finora, con più collaborazioni a Milano e in Europa nei prossimi anni.
Per chi volesse approfondire il lavoro di Edoardo Verduchi, Fotografo di Milano, il portfolio completo con i progetti realizzati tra Italia ed Europa è consultabile online.
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Redazione