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Melegnano, oltre cento esperti al Castello Mediceo per il convegno di Fondazione Castellini sulle cure palliative

Il convegno «Costruire ponti di cura» al Castello Mediceo di Melegnano
Il convegno «Costruire ponti di cura» al Castello Mediceo di Melegnano Il convegno «Costruire ponti di cura» al Castello Mediceo di Melegnano

«Costruire ponti di cura» ha riunito medici, infermieri, operatori e volontari. Il presidente Davide Reati: il futuro passa dal mettere in relazione RSA, hospice, famiglie e territorio

Una giornata per il futuro delle cure palliative

MELEGNANO – Più di cento persone tra medici, infermieri, personale sanitario e volontari. È la partecipazione registrata venerdì 30 ottobre al Castello Mediceo di Melegnano per «Costruire ponti di cura. L'evoluzione delle cure palliative tra esperienza, innovazione e qualità della vita», il convegno promosso da Fondazione Castellini Ets.

L'incontro è uno dei momenti centrali del percorso che la Fondazione ha dedicato nel 2026 alle cure palliative. Nasce da un bisogno preciso: confrontarsi con bisogni assistenziali sempre più complessi e con il modo in cui sta cambiando la presa in carico delle persone fragili.

Il senso del titolo secondo il presidente Reati

Ad aprire i lavori è stato il presidente Davide Reati, che ha spiegato la scelta del titolo: «Abbiamo scelto di chiamare questo convegno “Costruire ponti di cura” perché crediamo che il futuro della cura passi sempre di più dalla capacità di mettere in relazione mondi diversi: competenze e sensibilità, RSA e Hospice, professionisti e famiglie, servizi e territorio».

E ha aggiunto: «Per farlo bene servono conoscenza, professionalità e competenze sempre più solide e integrate».

Al mattino la rete, la geriatria e i nuovi modelli

La mattinata ha visto gli interventi di Luca Moroni di Uneba Lombardia, Lorenzo Chiesa di Fondazione Castellini, Giuseppe Bellelli dell'Università di Milano-Bicocca, Cristina Cornali della Società italiana cure palliative, Matteo Crippa di Fondazione Floriani e Antonio Sebastiano della Liuc.

Al centro l'evoluzione della rete delle cure palliative, il rapporto con la geriatria, lo sviluppo delle competenze e la necessità di una maggiore integrazione tra servizi e professionalità.

Nel pomeriggio bioetica, équipe e caregiver

Nel pomeriggio il confronto è proseguito con le psicologhe Silvia Donato e Marica Mulè, la palliativista ed esperta di bioetica Arianna Cozzolino, don Paolo Fontana della Diocesi di Milano ed Emanuela Lucchi di Vidas. Si è parlato di longevità, lavoro di squadra, bioetica e della dimensione esistenziale della cura.

Spazio anche al Diario di bordo dei caregiver, con alcuni testi interpretati dalla compagnia Il Vuoto Pieno: un modo per portare nel confronto la voce di chi vive la cura in prima persona, accanto a un familiare malato. La giornata è stata moderata dal giornalista Fabio Pizzul.

Oltre un secolo di storia al servizio delle fragilità

Fondazione Castellini è da generazioni un punto di riferimento per l'assistenza agli anziani e alle persone fragili a Melegnano e nel Sud Est Milano. In chiusura Reati ha ricordato proprio questa eredità: «Abbiamo oltre un secolo di storia nella cura delle fragilità. Questa storia rappresenta un patrimonio importante, ma per noi rappresenta soprattutto una responsabilità: continuare a innovare, far crescere competenze, mettere in relazione servizi e professionalità per rispondere a bisogni che stanno cambiando».

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Il convegno «Costruire ponti di cura» al Castello Mediceo di Melegnano
Il convegno «Costruire ponti di cura» al Castello Mediceo di Melegnano Il convegno «Costruire ponti di cura» al Castello Mediceo di Melegnano