Milano, Viale Brenta, via libera a due nuovi edifici residenziali: previsti 63 appartamenti

Viale Brenta, via libera a due nuovi edifici residenziali
Viale Brenta, via libera a due nuovi edifici residenziali Il progetto in viale Brenta 24 prevede 63 appartamenti in due fabbricati di sei piani.

La Giunta approva lo schema di convenzione per la demolizione e ricostruzione degli immobili al civico 24. Dal progetto circa 3,5 milioni di euro tra oneri di urbanizzazione e monetizzazioni. L’intervento era finito davanti al Tar per il silenzio-inadempimento del Comune.

Due nuovi edifici residenziali in viale Brenta

Milano, 23 ottobre 2026 – Via libera alla riqualificazione dell’area di viale Brenta 24, dove potranno essere realizzati due nuovi edifici residenziali per complessivi 63 appartamenti. La Giunta comunale ha approvato lo schema di Convenzione necessario all’intervento, che sarà attuato attraverso un Permesso di costruire convenzionato.

Il progetto prevede la demolizione degli immobili attualmente presenti e la successiva ricostruzione di due fabbricati di sei piani fuori terra, destinati alla residenza libera. La superficie lorda complessiva sarà di circa 3mila metri quadrati, recuperando quella già esistente.

Due edifici sotto i 25 metri di altezza

Secondo quanto comunicato dall’Amministrazione comunale, entrambi gli edifici saranno ampiamente al di sotto dei 25 metri di altezza e rispetteranno le norme morfologiche previste. L’operazione viene realizzata attraverso una demolizione e ricostruzione ed è classificata urbanisticamente come nuova costruzione.

Il Comune sottolinea inoltre come il progetto sia coerente con le nuove linee di indirizzo adottate dall’Amministrazione milanese in materia di trasformazione e rigenerazione urbana.

L’operazione avrà anche un impatto significativo sulle casse comunali. Sono previsti quasi un milione di euro di oneri di urbanizzazione, ai quali si aggiungono circa 2,5 milioni di euro di monetizzazioni. Complessivamente, dunque, l’intervento porterà al Comune circa 3,5 milioni di euro.

Scavuzzo: «Gli uffici stanno lavorando con determinazione»

Sull’approvazione è intervenuta la vicesindaca di Milano con delega alla Rigenerazione urbana, Anna Scavuzzo, che ha posto l’accento anche sul lavoro svolto dagli uffici comunali per chiudere il procedimento.

«Ringrazio gli uffici per aver completato questo iter, anticipando anche i termini rispetto alle richieste del Tar. Questo è la riprova che le istruttorie sono in corso e che è volontà dell’Amministrazione affrontare e portare a compimento tutti i procedimenti aperti – commenta la Vicesindaca con delega alla Rigenerazione urbana Anna Scavuzzo –. Gli uffici stanno lavorando con determinazione per affrontare tutte le pratiche, arretrati compresi, e migliorare l’efficienza e l’efficacia amministrativa è un impegno quotidiano».

Il ricorso al Tar per il silenzio del Comune

La vicenda di viale Brenta era infatti arrivata davanti alla giustizia amministrativa. Lo scorso maggio era stato presentato un ricorso al Tar Lombardia relativo al silenzio-inadempimento del Comune di Milano sul procedimento.

Il Tribunale amministrativo aveva accolto il ricorso nel mese di agosto, stabilendo dei termini entro i quali l’Amministrazione avrebbe dovuto procedere. Con la delibera approvata dalla Giunta, Palazzo Marino ha concluso l’iter prima della scadenza dei 60 giorni dalla notifica della sentenza, autorizzando così il progetto a proseguire.

Il caso assume particolare rilievo nel quadro delle pratiche urbanistiche ancora aperte a Milano. L’Amministrazione punta infatti a smaltire progressivamente anche i procedimenti arretrati, mentre la rigenerazione urbana continua a rappresentare uno dei dossier più delicati per Palazzo Marino, sia per il numero degli interventi in corso sia per la necessità di garantire tempi amministrativi definiti agli operatori e ai cittadini.

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