Peschiera, i comitati contro il Data Center hanno fatto ricorso al Tar: l’annuncio del sindaco Coden. Ancora assente l'Assessora di AVS |Video|
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- 24 ottobre 2026
Durante il «Caffè con il sindaco» a Bettola confronto serrato sul progetto Microsoft di San Bovio. L’incontro, previsto dalle 9 alle 10, è proseguito fino alle 11 passate. I comitati chiedono al primo cittadino di schierarsi politicamente al loro fianco per fermare l’intervento.
La rivolta contro il Data center Microsoft: il caffè con il sindaco è "amaro" per i peschieresi
Il confronto sul Data Center arriva anche davanti al Tar
PESCHIERA BORROMEO, 24 ottobre 2026 – Il confronto sul Data Center Microsoft di San Bovio si sposta anche davanti al Tar. A rivelare che i comitati hanno presentato ricorso è stato direttamente il sindaco Andrea Coden, venerdì 23 ottobre, durante il «Caffè con il sindaco», l’iniziativa organizzata dall’Amministrazione per incontrare informalmente i cittadini fuori dal municipio.
L’appuntamento, alla Pasticceria Pera & Cioccolato di via Liberazione, a Bettola, era previsto dalle 9 alle 10, ma il confronto è proseguito per oltre un’ora in più, fino alle 11 passate, concentrandosi soprattutto sul progetto nell’area dell’ex Postalmarket.
Coden rivela il ricorso al Tar dei comitati
È stato lo stesso sindaco, parlando direttamente ai rappresentanti dei comitati, a rendere pubblica la novità: «Io spero che adesso avete fatto ricorso al Tar, capisco avete fatto bene, che nel momento in cui arrivi al responso del Tar comunque ci sia possibilità, lo valutate tutti, anche la possibilità di tirarlo fuori da San Bovio».
Coden ha ribadito che l’iter autorizzativo ha ottenuto i pareri positivi degli enti sovracomunali e che, secondo l’Amministrazione, una volta concluso quel percorso non esistevano più gli strumenti formali per fermare l’intervento.
I comitati: «Non vogliamo migliorie, vogliamo bloccarlo»
La distanza tra le posizioni è emersa con forza. I rappresentanti dei comitati non vogliono discutere di semplici mitigazioni, recupero del calore o modifiche progettuali: chiedono di tentare ogni strada per bloccare il Data Center a San Bovio.
«Io voglio un incontro politico, perché qui non si tratta di trovare un’alternativa, una miglioria. Noi ci stiamo muovendo per un blocco», ha affermato uno degli intervenuti.
La richiesta rivolta a Coden è precisa: i comitati vogliono che il sindaco si schieri politicamente al loro fianco e promuova un’iniziativa istituzionale. «Qui non c’è da dare una tinteggiata al datacenter», è stato ribadito, chiedendo al primo cittadino di guidare una «riunione programmatica politica».
Tra le richieste avanzate figurano anche una valutazione affidata a tecnici indipendenti, un’assemblea cittadina e il blocco dei lavori durante il confronto. Secondo i comitati non sarebbe possibile aprire una vera trattativa mentre il progetto continua ad avanzare.
Le domande di 7giorni sulla procedura
Al termine dell’incontro 7giorni ha rivolto a Coden alcune domande sull’iter amministrativo e sui passaggi avvenuti tra l’adozione e l’approvazione del Piano Attuativo.
Un primo quesito ha riguardato la Valutazione Ambientale Strategica. Alla domanda se il Comune, tra l’adozione e l’approvazione, avrebbe potuto richiedere una VAS, Coden ha inizialmente risposto «teoricamente no», abbozzando poi una spiegazione legata al fatto che il Ministero aveva dichiarato l’esclusione dalla procedura. Il sindaco ha però evitato di dare una risposta definitiva su un passaggio amministrativo particolarmente tecnico, precisando: «È una questione molto tecnica alla quale non so rispondere». Coden ha quindi concluso richiamando nuovamente il ruolo del Ministero e spiegando che l’esclusione era derivata da un giudizio di merito dello stesso Ministero.
Un’altra domanda, distinta dalla questione della VAS, ha riguardato invece le valutazioni compiute dall’Amministrazione sul progetto nel periodo trascorso tra l’adozione e l’approvazione del Piano Attuativo. 7giorni ha chiesto, in sostanza, se davanti a un intervento di questa portata la Giunta si fosse mai posta il problema dell’opportunità di acquisire ulteriori pareri, chiedere altre valutazioni o approfondire maggiormente alcuni aspetti prima dell’approvazione definitiva.
«Ma voi ve la siete fatta questa domanda?», ha chiesto 7giorni. «In modo molto sincero, non ce la siamo fatta», ha risposto Coden. Il sindaco ha quindi riconosciuto che quella domanda, all’epoca, l’Amministrazione non se la pose, spiegando che nel 2024 non esisteva ancora la sensibilità che oggi si è sviluppata intorno ai Data Center. Coden ha inoltre richiamato il «vuoto normativo» esistente in quel periodo.
Le «pressioni» del MASE, Coden conferma e chiarisce
Nel corso dell’intervista 7giorni è tornato anche sulle dichiarazioni rilasciate dal sindaco durante l’incontro pubblico dell’8 ottobre, quando Coden aveva fatto riferimento alle pressioni del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) nell’ambito dell’iter del Data Center.
Alla richiesta di chiarire quelle parole, il sindaco ha confermato quanto affermato, precisando però il significato attribuito al termine «pressioni». Coden ha spiegato che si trattava di interlocuzioni «previste dalla Costituzione», inserite quindi, secondo la sua ricostruzione, nel normale rapporto istituzionale tra i diversi livelli dello Stato. Il sindaco ha inoltre ricordato che il MASE aveva partecipato alla Conferenza dei Servizi come uditore.
L’ennesima assenza di Baratelli, 7giorni incalza il sindaco
È invece sulla posizione dell’assessora Paola Baratelli, esponente di AVS con deleghe all’Ambiente e all’Ecologia, che 7giorni ha incalzato e insistito con il sindaco, chiedendo una spiegazione sulle sue ripetute assenze dagli appuntamenti pubblici dedicati proprio al Data Center e al suo impatto sul territorio.
Alla domanda se queste assenze fossero il segnale di difficoltà all’interno della maggioranza, Coden ha inizialmente richiamato l’unità della Giunta pur nella diversità delle posizioni, parlando però anche di «momenti di difficoltà».
7giorni ha insistito proprio sull’assenza dell’assessora, facendo presente che il dato non poteva passare inosservato, anche alla luce delle deleghe all’Ambiente e all’Ecologia affidate a Baratelli.
Coden è quindi entrato maggiormente nel merito: «Più una mancanza di tipo politico, mi viene da dire, personologico». Il sindaco ha spiegato di comprendere la difficoltà di AVS nel trovarsi a gestire, come componente della maggioranza, una vicenda dal forte impatto ambientale: non tanto, nelle sue parole, una questione di «condividere», quanto di «stare dentro a questa situazione e doverla gestire».
7giorni ha incalzato ancora, osservando che chi ricopre un incarico in Giunta è chiamato ad affrontare anche le questioni politicamente più difficili. A quel punto Coden, con un fare apparso a metà tra il sorpreso e il rassegnato, ha risposto: «Stamattina doveva esserci».
Ma anche questa volta l’assessora all’Ambiente e all’Ecologia Paola Baratelli non è intervenuta al «Caffè con il sindaco» di Bettola.
Il lungo confronto, protrattosi fino alle 11 passate, conferma una distanza ancora profonda. L’Amministrazione continua a richiamare l’iter autorizzativo già compiuto e la possibilità di ottenere mitigazioni e miglioramenti. I comitati non vogliono invece discutere di come rendere più accettabile il progetto: chiedono che venga fermato e sollecitano Coden a trasformare questa richiesta in un’iniziativa politica. Nel frattempo, come rivelato proprio dal sindaco, la battaglia contro il Data Center di San Bovio è arrivata anche davanti al Tar, e l'esecutivo fa intravedere un certa insofferenza della componente di Alleanza Verdi Sinistra: i suoi componenti politici stanno disertando tutti gli incontri pubblici sull'argomento. Non accettano il confronto con la cittadinanza.
Giulio Carnevale
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