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Pioltello, Irene Vella e il suo «Era mia figlia»: il 17 novembre l'incontro contro la violenza sulle donne

Il manifesto delle iniziative di Pioltello contro la violenza sulle donne
Il manifesto delle iniziative di Pioltello contro la violenza sulle donne Il manifesto delle iniziative di Pioltello contro la violenza sulle donne

In sala consiliare la giornalista dialoga con i ragazzi del giornalino scolastico La Macchia. In città tornano le sagome con le parole di Noemi Durini

Oltre la cronaca

Restituire un nome, una storia e una voce alle donne uccise. È lo spirito dell'incontro che l'Assessorato alle Pari Opportunità di Pioltello organizza per la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne del 25 novembre. Martedì 17 novembre alle 20.30, in sala consiliare, arriva la giornalista e scrittrice Irene Vella, direttrice della testata online DiLei, con il suo libro «Era mia figlia».

Le vite dietro i nomi

Il libro racconta le donne vittime di femminicidio non come nomi in un fatto di cronaca, ma attraverso le loro vite, i loro sogni e le famiglie che ne custodiscono la memoria, alle prese con un dolore che non finisce quando l'attenzione dei media si sposta altrove.

A fare le domande sono i ragazzi

Non sarà una presentazione tradizionale. A intervistare l'autrice saranno le ragazze e i ragazzi del giornalino scolastico La Macchia: le loro domande guideranno il dialogo. Le associazioni teatrali del territorio Conteatrovivo e Terabithia leggeranno alcuni brani del libro.

Le parole dell'assessora

«Il libro di Irene Vella è un pretesto importante per fermarci a riflettere e sensibilizzare su un tema che ci riguarda tutti, come comunità», dichiara Jessica D'Adamo, assessora alle Pari Opportunità. «Donne che, prima di diventare una notizia, erano persone con sogni, affetti, famiglie e amori». E sui giovani aggiunge: «Crediamo che coinvolgere le nuove generazioni sia fondamentale per promuovere una cultura del rispetto, riconoscere i segnali della violenza e costruire relazioni libere da stereotipi e sopraffazione».

Le sagome in città

Come ogni anno, nella settimana che precede il 25 novembre, in vari punti della città saranno collocate le sagome di donne con alcuni pensieri sul «non amore» scritti da Noemi Durini, la ragazza di Lecce uccisa dal fidanzato. Tra queste la frase «Non è amore se ti fa male», che l'Amministrazione ha adottato come simbolo. L'incontro del 17 novembre è aperto a tutta la cittadinanza.

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