Paullo, nuovo Iper Tosano a San Pedrino: 284 cittadini chiedono risposte su traffico, rumore e ambiente. La Giunta Gianolli in difficoltà |Video|
L'assemblea del 5 novembre, convocata dopo la mobilitazione dei residenti del quartiere San Pedrino, si svolge tra contestazioni e richieste di chiarimento. Ancora criticità nel dialogo con i cittadini.
Paullo, 7 novembre 2026. Duecentottantaquattro firme per ottenere un confronto pubblico sul futuro del quartiere. È stata la mobilitazione dei residenti di San Pedrino a precedere la convocazione dell'assemblea di giovedì 5 novembre all'auditorium Frassati, organizzata dall'amministrazione comunale guidata dal sindaco Luigi Gianolli. Al centro della discussione il nuovo Iper Tosano, la cui apertura è prevista per il 25 febbraio 2027.
L'incontro si è svolto in un clima di tensione, tra contestazioni, interruzioni e richieste di chiarimento. Le preoccupazioni riguardano soprattutto l'aumento del traffico, il rumore e le conseguenze ambientali dell'insediamento commerciale. Ma dalla serata è emersa anche una questione politica più ampia: la difficoltà della Giunta Gianolli a gestire il confronto diretto con i cittadini, soprattutto quando questi contestano decisioni già assunte.
Quindici Tir al giorno, ma quanti saranno i furgoni?
Uno degli aspetti più rilevanti emersi durante l'assemblea riguarda i rifornimenti. Tosano ha dichiarato che saranno circa 15 i Tir che quotidianamente raggiungeranno il punto vendita, con operazioni previste fin dalle prime ore del mattino.
Un dato che, tuttavia, non descrive necessariamente l'intero movimento dei mezzi commerciali. Durante l'incontro, infatti, non è stato quantificato il numero dei furgoni e degli altri veicoli destinati alle consegne delle diverse categorie merceologiche, in particolare prodotti freschi e deperibili, che richiedono approvvigionamenti frequenti.
Si tratta di un elemento importante per valutare l'effettivo impatto sulla viabilità e sul quartiere. Ai 15 Tir dichiarati potrebbero quindi aggiungersi ulteriori mezzi per le forniture, il cui numero e la cui frequenza non sono stati precisati.
L'azienda ha spiegato che le prime operazioni inizieranno alle 5 del mattino, mentre il personale arriverà dalle 6. Ogni Tir trasporterà 33 bancali e gli arrivi saranno graduali. Sul rumore delle operazioni di scarico, i rappresentanti hanno affermato: «I muletti sono elettrici, non fanno rumore».
Rimane dunque aperta una domanda fondamentale: quanti saranno complessivamente i mezzi commerciali che raggiungeranno ogni giorno il supermercato, considerando anche i rifornimenti non effettuati con i Tir?
Ben oltre mille automobili al giorno e nuove strade per il quartiere
Alle consegne si aggiungerà il traffico dei clienti. Durante l'assemblea, i rappresentanti di Tosano hanno chiarito che l'afflusso previsto sarà ben superiore alle mille automobili al giorno, senza tuttavia fornire una quantificazione complessiva precisa.
Non si tratta quindi di una previsione limitata a mille veicoli quotidiani, ma di un volume di traffico potenzialmente molto più elevato, destinato a incidere sulla viabilità di San Pedrino e sulle strade di accesso al nuovo insediamento commerciale.
Nicola Moschetti, tecnico incaricato da Tosano, ha illustrato un nuovo accesso, il prolungamento della strada fino a via Mazzarello e la realizzazione di una rotatoria.
I mezzi pesanti dovrebbero arrivare dalla rotatoria di Number One, evitando la viabilità urbana. Prevista anche una pista ciclopedonale larga quattro metri.
Il comandante della Polizia locale, Walter Cioni, ha prospettato una nuova uscita dal quartiere al termine di via Marcherpa e la possibile valutazione di un semaforo a chiamata.
Le spiegazioni non hanno eliminato i dubbi. Una cittadina ha chiesto: «Più di mille macchine su un’unica via. E l’aria?». Altri residenti hanno segnalato la carenza di parcheggi e il timore che la nuova viabilità possa aggravare le difficoltà di accesso alle abitazioni.
Il problema non riguarda soltanto il numero complessivo dei veicoli, ma anche la loro distribuzione durante la giornata, soprattutto nelle fasce orarie di maggiore affluenza e in coincidenza con le attività di carico e scarico.
Verde, cantiere e proteste dei residenti: contestato anche il numero degli alberi abbattuti
L'agronomo Salvatore Agliata ha assicurato che «l’area verde rimarrà e sarà riqualificata». Le piante rimosse saranno sostituite con nuove essenze, tra cui carpini al posto dei tigli.
Durante il suo intervento, il professionista ha parlato di 10 tigli abbattuti, un dato immediatamente contestato da alcuni cittadini presenti in sala, secondo i quali gli alberi eliminati sarebbero stati invece 18. Una discrepanza che ha alimentato ulteriori richieste di chiarimento sull'effettiva entità degli abbattimenti e sulle compensazioni ambientali previste.
Agliata ha inoltre dichiarato: «La superficie verde rimane tale e quale, ma viene incrementata in larghezza». Resta da verificare l'efficacia delle mitigazioni previste e se le nuove piantumazioni potranno compensare adeguatamente la perdita delle alberature esistenti.
Durante l'assemblea sono arrivate anche segnalazioni di polveri nelle abitazioni e proteste per il comportamento di alcuni lavoratori del cantiere. I rappresentanti di Tosano hanno promesso verifiche, dichiarando: «È inaccettabile l’uso di un linguaggio non consono. Lo segnaleremo ai fornitori».
Il responsabile del personale di Tosano evoca un data center e un aumento della temperatura di 7 gradi
Nel corso dell'incontro è emersa anche una dichiarazione che ha sollevato interrogativi. Il responsabile del personale di Tosano intervenuto durante l'assemblea, oltre ad aver dipinto quanto è bello avere la possibilità di risparmiare sul carrello medio della spesa ogni giorno come fa la sua famiglia abitando accanto a un IperTosano, ha sostenuto che, se nell'area di San Pedrino non fosse stato realizzato l'ipermercato, sarebbe potuto arrivare magari un data center, aggiungendo che una struttura di quel tipo avrebbe comportato un aumento della temperatura ambientale di 7 gradi.
Un'affermazione sulla quale 7giorni ha cercato di ottenere un riscontro direttamente dall'interessato, chiedendogli quale fosse la fonte scientifica o documentale del dato citato. Il rappresentante dell'azienda, tuttavia, non ha voluto rispondere alla domanda né indicare da dove provenisse quella cifra.
Un piano urbanistico nato prima delle elezioni del 2024: le responsabilità della continuità amministrativa
C'è poi un aspetto politico che non può essere trascurato. La trasformazione di San Pedrino non nasce con l'apertura del supermercato e nemmeno con l'attuale fase dei lavori. È il risultato di un percorso urbanistico avviato negli anni precedenti, durante l'amministrazione dell'ex sindaco Federico Lorenzini, e proseguito con quella di Luigi Gianolli, in continuità politica con la precedente esperienza amministrativa.
Già nel marzo 2024, a poche settimane dalle elezioni comunali dell'8 e 9 giugno, la trasformazione dell'area era al centro di una controversia politica. La lista Cittadini di Paullo chiedeva un confronto pubblico e contestava quella che riteneva un'accelerazione delle procedure edilizie. Lorenzini respingeva l'accusa, sostenendo che non vi fosse stata alcuna accelerazione da parte del Comune.
È importante distinguere le diverse tappe amministrative. La definitiva approvazione del piano attuativo DD1 – Santa Maria Mazzarello risulta avvenuta il 30 gennaio 2025, con la deliberazione di Giunta n. 11, quindi dopo le elezioni del 2024, mentre il percorso urbanistico e le contestazioni erano già in corso prima del voto.
Questo chiarimento cronologico non riduce la questione delle responsabilità politiche. Al contrario, evidenzia come il progetto abbia attraversato due amministrazioni politicamente collegate, senza che il passaggio elettorale interrompesse il percorso di trasformazione dell'area.
La Giunta Gianolli non può presentare le conseguenze dell'intervento come un problema ereditato sul quale non avrebbe avuto possibilità di incidere. Le decisioni assunte dall'attuale amministrazione, comprese quelle sulle osservazioni urbanistiche, meritano una spiegazione puntuale, così come le scelte compiute dalla precedente Giunta Lorenzini.
San Pedrino e SPM: due vicende diverse, un problema comune di trasparenza
Il parallelo con la situazione di SPM, la società partecipata comunale oggi in liquidazione, appare inevitabile sul piano politico.
C'è infatti una circostanza fondamentale per comprendere la continuità amministrativa tra Lorenzini e Gianolli: prima di diventare sindaco, Luigi Gianolli aveva guidato direttamente SPM durante l'amministrazione Lorenzini, ricoprendo l'incarico di amministratore unico della società fino a maggio 2024, poche settimane prima delle elezioni comunali. Non si tratta quindi soltanto di una continuità politica tra due amministrazioni, ma anche di una responsabilità gestionale diretta dell'attuale primo cittadino nella storia recente della partecipata.
Già nell'ottobre 2024 le opposizioni avevano richiamato l'attenzione sulle perdite accumulate dalla società tra il 2020 e il 2023, pari complessivamente a oltre 815mila euro. Particolarmente contestata era stata l'approvazione del bilancio 2023 soltanto dopo le elezioni comunali, una circostanza sulla quale i gruppi di minoranza avevano chiesto chiarimenti.
Le difficoltà economiche e gestionali di SPM hanno dunque attraversato il passaggio dall'amministrazione Lorenzini a quella Gianolli, con una particolarità che rende ancora più difficile separare nettamente le responsabilità: l'attuale sindaco conosceva direttamente la situazione della società, avendola amministrata personalmente fino alla vigilia della campagna elettorale.
La questione è tornata al centro del Consiglio comunale del 28 ottobre 2026, quando la maggioranza ha approvato l'affitto del ramo sportivo di SPM al Comune, nell'ambito del percorso verso una nuova gestione degli impianti. Quattro consiglieri di opposizione non hanno partecipato alle votazioni, contestando le condizioni nelle quali erano stati chiamati a esaminare una decisione così complessa.
Come raccontato da 7giorni nell'articolo sulla liquidazione di SPM e sul voto del Consiglio comunale, il consigliere Simone Liberati ha denunciato l'assenza delle commissioni consiliari, i tempi insufficienti per approfondire la documentazione e la mancata presenza dei tecnici autori delle perizie.
San Pedrino e SPM sono vicende profondamente differenti, ma presentano un elemento politico comune: la difficoltà di ricostruire con chiarezza le scelte compiute, le responsabilità delle amministrazioni succedutesi e le conseguenze che ricadono oggi sulla comunità.
La domanda riguarda anche la campagna elettorale del 2024. Quanto spazio è stato realmente dedicato alle prospettive di San Pedrino e alle difficoltà di SPM? Quanto chiaramente sono state illustrate agli elettori le conseguenze delle decisioni già assunte e i problemi che la futura amministrazione avrebbe dovuto affrontare?
Il fatto che entrambe le vicende fossero già note, almeno nei loro aspetti essenziali, rende legittimo chiedersi se il confronto elettorale sia stato sufficientemente approfondito e trasparente.
La continuità politica tra le amministrazioni Lorenzini e Gianolli comporta anche una continuità nella necessità di rendere conto delle scelte. E nel caso di SPM questa continuità è ancora più evidente, considerando il precedente ruolo gestionale dell'attuale sindaco.
Non basta richiamare le decisioni del passato o le difficoltà ereditate: occorre spiegare quali responsabilità appartengano a ciascuna fase amministrativa e quali interventi siano stati adottati per affrontare i problemi.
Un'assemblea preceduta dalle polemiche sulla partecipazione
L'incontro del 5 novembre non è nato in un clima sereno. La mobilitazione popolare e la richiesta di presentare anticipatamente le domande avevano già alimentato le contestazioni, come raccontato nei precedenti articoli di 7giorni.
La redazione aveva infatti affrontato la vicenda nell'articolo dedicato alla richiesta di consegnare anticipatamente le domande dei cittadini, una modalità che aveva suscitato critiche tra i promotori della petizione.
Il Comune aveva motivato questa scelta con la necessità di raccogliere i quesiti per argomento, preparare risposte accurate e organizzare i tempi della serata. I promotori della petizione, invece, ritenevano fondamentale poter formulare domande spontanee dopo aver ascoltato le spiegazioni dei tecnici.
La stessa convocazione dell'assemblea era arrivata dopo la mobilitazione degli abitanti, che chiedevano un confronto diretto sulle trasformazioni dell'area.
Tensioni all'incontro pubblico sull'Ipermercato
La Giunta Gianolli e le difficoltà di confronto con i cittadini
Quanto accaduto durante l'assemblea del 5 novembre solleva una questione che va oltre il nuovo Iper Tosano: la difficoltà dell'amministrazione Gianolli a gestire il confronto diretto con i cittadini, soprattutto quando emergono contestazioni alle scelte già compiute.
In un passaggio dell'incontro, documentato anche nel video a corredo di questo articolo, l'assessore Badinjki ha preso il microfono per cercare di placare le proteste di alcuni residenti. I cittadini chiedevano maggiore spazio per le domande, lamentando che le lunghe spiegazioni dei tecnici non affrontassero concretamente le loro preoccupazioni.
È proprio in questi momenti che un'amministrazione dovrebbe dimostrare capacità di ascolto e vicinanza ai propri cittadini. Invece, durante la serata, è emersa una evidente difficoltà a gestire un dialogo non programmato, con la sensazione, manifestata da diversi presenti, che le contestazioni fossero considerate un ostacolo allo svolgimento dell'incontro anziché una parte fondamentale del confronto pubblico.
La vicenda si aggiunge a una serie di criticità già documentate da 7giorni: commissioni consiliari mai attivate, richieste di approfondimento delle opposizioni rimaste senza risposta, difficoltà di confronto durante le sedute consiliari e domande della redazione alle quali il sindaco non ha ancora risposto.
Si delinea così un metodo amministrativo che merita una riflessione: le decisioni vengono assunte e illustrate, ma il coinvolgimento dei cittadini sembra trovare spazio soprattutto quando le proteste rendono inevitabile un incontro pubblico.
Per una Giunta a guida Partito Democratico, il tema della partecipazione dovrebbe rappresentare un elemento centrale dell'azione amministrativa. Le difficoltà emerse a San Pedrino, insieme ai precedenti rapporti con opposizioni e stampa, pongono invece interrogativi concreti sulla disponibilità della maggioranza ad accettare un confronto anche critico.
Non rispondere ai consiglieri comunali, lasciare senza riscontro le domande dei giornalisti e mostrare insofferenza verso i cittadini che chiedono spiegazioni rischia di trasformare la partecipazione in un semplice adempimento formale. Una deriva decisionista che contrasta con il principio di un'amministrazione aperta al dialogo.
La questione non riguarda il diritto della Giunta di assumere decisioni, ma il dovere politico di spiegarle, ascoltare le obiezioni e rispondere nel merito. Soprattutto quando a chiedere chiarimenti sono 284 cittadini che hanno dovuto sottoscrivere una petizione per ottenere un confronto pubblico.
Le venti domande di 7giorni al sindaco Gianolli ancora senza risposta
La difficoltà di dialogo riguarda anche i rapporti con la stampa. Come già documentato da 7giorni, il 23 luglio 2026 il sindaco Gianolli aveva manifestato la disponibilità a concedere un'intervista alla testata.
Dopo successive richieste telefoniche ed email alla Segreteria, il 25 settembre la redazione aveva deciso di pubblicare le venti domande che avrebbe voluto rivolgere al primo cittadino.
I quesiti riguardavano temi di interesse pubblico: le commissioni consiliari, la liquidazione di SPM, i cantieri PNRR, la Paullese, la manutenzione del patrimonio comunale, la sanità, la sicurezza, gli spazi per i giovani e il bilancio dell'attività amministrativa.
Al 5 novembre, come già riferito nell'articolo dedicato alle modalità di partecipazione all'assemblea, l'intervista non era ancora stata concessa.
Un episodio che si inserisce nel quadro delle difficoltà di comunicazione già denunciate dalle opposizioni e che rende ancora più importante garantire occasioni di confronto aperto, nelle quali le domande possano ricevere risposte nel merito.
Anche Massimo Gatti critica le scelte urbanistiche della Giunta
Sull'assemblea è intervenuto anche Massimo Gatti, consigliere comunale di opposizione, che ha ricordato le osservazioni urbanistiche presentate nel 2025 e respinte dalla Giunta. Secondo Gatti, spostare la viabilità di accesso verso la Paullese avrebbe consentito di allontanare il traffico dalle abitazioni.
Il consigliere ha inoltre criticato le soluzioni previste per il verde e l'ipotesi di un futuro collegamento stradale. Le sue valutazioni sono approfondite nell'intervista pubblicata da 7giorni il 6 novembre.
Venticinque milioni di investimento e 280 posti di lavoro
Accanto alle criticità sollevate dai residenti, Tosano ha presentato i benefici economici dell'operazione.
L'azienda ha annunciato un investimento complessivo di 25 milioni di euro, oltre a tre milioni destinati alla Paullese attraverso Città metropolitana.
Sul piano occupazionale, il nuovo punto vendita impiegherà complessivamente 280 lavoratori. Dei primi 250 assunti, il 41% risiede a Paullo.
L'azienda ha inoltre spiegato che il traffico potrebbe essere particolarmente intenso nelle prime settimane di apertura, per poi stabilizzarsi.
Si tratta di ricadute economiche e occupazionali significative, che tuttavia non eliminano la necessità di affrontare le conseguenze dell'insediamento per chi vive nelle immediate vicinanze.
San Pedrino, la prova dei fatti arriverà dopo l'apertura
L'assemblea del 5 novembre ha evidenziato quanto sia ancora difficile ricomporre la distanza tra le rassicurazioni dei progettisti e le preoccupazioni dei residenti.
Il 25 febbraio 2027 inizierà la verifica concreta delle soluzioni annunciate. Per la Giunta Gianolli la sfida sarà dimostrare che l'investimento commerciale e le opportunità occupazionali possono convivere con la tutela della qualità della vita.
Resta però una domanda fondamentale: quale sarà il traffico complessivo generato dall'attività, considerando non soltanto i clienti e i 15 Tir dichiarati, ma anche tutti gli altri veicoli commerciali?
A questa si aggiungono altri interrogativi: quanti alberi sono stati effettivamente abbattuti? Quale sarà l'efficacia delle mitigazioni ambientali? Come saranno gestiti i flussi nelle ore di maggiore affluenza? E quali strumenti avranno i residenti per segnalare eventuali criticità dopo l'apertura?
Per i cittadini che hanno sottoscritto la petizione, il confronto non può considerarsi concluso con una sola assemblea. Serviranno dati completi e verifiche sull'effettivo impatto della struttura.
Ma soprattutto servirà un'amministrazione capace di ascoltare le preoccupazioni della cittadinanza senza vivere ogni contestazione come un problema da contenere.
Perché amministrare non significa soltanto decidere e realizzare opere, ma anche confrontarsi con chi ne subirà quotidianamente le conseguenze. Il caso di San Pedrino pone dunque una questione che va oltre il nuovo supermercato: quale spazio intende riconoscere la Giunta Gianolli al dissenso, alle domande e alla partecipazione dei cittadini?
Una domanda alla quale non bastano presentazioni tecniche o assemblee convocate dopo una mobilitazione popolare. Occorrono risposte, disponibilità al confronto e la capacità di riconoscere che le preoccupazioni di chi vive sul territorio meritano attenzione anche quando mettono in discussione le scelte dell'amministrazione.
Giulio Carnevale
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