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Peschiera Borromeo, data center e partecipazione: l’assessore Alessandro Amenta risponde alla lettera di Edoardo Musci

Alessandro Amenta risponde a Edoardo Musci sul data center e sul PGT
Alessandro Amenta risponde a Edoardo Musci sul data center e sul PGT L’assessore alla Partecipazione Alessandro Amenta interviene sul dibattito relativo al futuro di Peschiera Borromeo

L’assessore alla Partecipazione interviene sul nuovo PGT, sul confronto con i cittadini e sul progetto del data center Microsoft a San Bovio.

Data center e partecipazione, la risposta di Alessandro Amenta

Peschiera Borromeo, 6 novembre 2026. Riceviamo e pubblichiamo integralmente la lettera dell’assessore alla Partecipazione Alessandro Amenta, in risposta all’intervento di Edoardo Musci sul futuro della città, la tutela del territorio e il coinvolgimento dei cittadini nelle decisioni urbanistiche.

La lettera di Musci, pubblicata da 7giorni con il titolo «Data center e futuro di Peschiera Borromeo: la lettera di Edoardo Musci», aveva preso spunto dalla vicenda del data center Microsoft a San Bovio per riflettere sul rapporto tra istituzioni e cittadinanza.

Amenta rivendica il percorso di ascolto avviato dall’Amministrazione per il nuovo Piano di Governo del Territorio e richiama gli incontri dedicati al progetto del data center. Di seguito la sua risposta integrale.

Il testo integrale della lettera di Alessandro Amenta

«Gentile signor Musci,

ho letto con attenzione la sua lettera e desidero innanzitutto ringraziarla per aver sollevato un tema che considero fondamentale per il futuro della nostra città: il rapporto tra cittadini, territorio e istituzioni.

Condivido molte delle sue riflessioni. La tutela dell'ambiente, la salvaguardia del territorio e la necessità di coinvolgere i cittadini nelle scelte che riguardano il futuro della comunità sono questioni che meritano attenzione, sensibilità e responsabilità. Condivido soprattutto un principio: la partecipazione non può essere un esercizio formale, né un'occasione di confronto quando le decisioni sono già state prese. Deve essere parte del processo attraverso il quale quelle decisioni maturano.

È proprio partendo da questa prospettiva che, come Amministrazione, abbiamo scelto di impostare il percorso del nuovo Piano di Governo del Territorio in maniera profondamente diversa dal passato.

Su questo punto, quindi, vorrei condividere alcune riflessioni e raccontare il percorso che stiamo portando avanti, perché credo sia importante dare conto di un metodo di lavoro che mette al centro proprio l'ascolto e il coinvolgimento dei cittadini.

Da oltre un anno sono disponibili online i questionari aperti alla cittadinanza per raccogliere idee, esigenze e aspettative. Abbiamo esteso significativamente i tempi dedicati alla presentazione dei contributi e organizzato un primo incontro pubblico per spiegare cosa sia il PGT, quali strumenti abbiano i cittadini per partecipare e come si sarebbe sviluppato il percorso partecipativo che abbiamo impostato.

Sono seguiti incontri con le associazioni di categoria e con le associazioni del territorio, laboratori territoriali dedicati alle diverse frazioni della città, una serata di approfondimento sui temi ambientali e un importante incontro intergenerazionale dedicato alla visione futura di Peschiera Borromeo tra cittadini in diverse fasi della loro vita.

Non semplici presentazioni di decisioni già assunte, ma occasioni strutturate di ascolto, nelle quali la politica ha scelto consapevolmente di fare un passo indietro, lasciando spazio alle idee, alle preoccupazioni e alle proposte dei cittadini, prima di entrare nel merito delle scelte politiche.

Vorrei condividere anche un elemento meno visibile del lavoro che stiamo portando avanti, ma che ritengo particolarmente significativo: a oltre un anno dall'avvio del procedimento, la maggioranza non ha ancora assunto decisioni sulle scelte urbanistiche che caratterizzeranno il nuovo PGT.

Non perché manchino idee o una visione politica, ma perché abbiamo voluto dare priorità all'ascolto. Anche il confronto interno alla maggioranza si è concentrato prevalentemente sulla preparazione del percorso partecipativo e sull'analisi delle istanze emerse, prima di entrare nel merito delle scelte che saremo chiamati ad assumere. Naturalmente arriverà il momento delle decisioni, delle quali la politica dovrà assumersi pienamente la responsabilità. Ma vogliamo che siano maturate anche attraverso la conoscenza dei bisogni, delle sensibilità e delle aspettative della nostra comunità.

Abbiamo inoltre scelto di affidarci a professionisti esterni specializzati nella progettazione e conduzione dei processi partecipativi. Nella convinzione che la partecipazione, per essere autentica ed efficace, non si improvvisi, ma richieda competenze, esperienza e metodologie specifiche. Avvalerci di un soggetto terzo ha significato investire nella qualità del confronto, favorendo una conduzione professionale ed equilibrata tra cittadini, tecnici e rappresentanti politici.

Per rendere questo percorso trasparente e verificabile, sul sito istituzionale del Comune è disponibile una sezione dedicata al PGT partecipato, nella quale vengono pubblicati i resoconti degli incontri e i contributi emersi. Sono inoltre previsti momenti pubblici di restituzione, perché l'ascolto deve trovare continuità nella possibilità di comprendere come le istanze raccolte concorrano alla costruzione del Piano.

Lei stesso, se ben ricordo, ha partecipato ad almeno due di questi incontri, offrendo anche contributi pertinenti e di valore, dei quali la ringrazio. È esattamente questo lo spirito che desideriamo incoraggiare.

Anche sulla vicenda del data center, abbiamo attivamente cercato il confronto con la cittadinanza. Prima dell'approvazione del Piano attuativo abbiamo infatti organizzato un incontro pubblico, ampiamente pubblicizzato e partecipato, non solo per illustrare il progetto di riqualificazione dell'area ma per dare spazio alla voce dei cittadini e spiegare le modalità con cui presentare osservazioni. I contributi pervenuti sono stati poi attentamente esaminati e diverse osservazioni hanno trovato accoglimento. Il dialogo è proseguito anche successivamente, pur nella complessità e nelle legittime divergenze di opinione, attraverso il confronto con i cittadini e, più recentemente, con l'organizzazione di tavoli tecnici tra rappresentanti dei comitati e ingegneri di Microsoft, per approfondire direttamente le questioni sollevate. Due di questi incontri si sono già svolti.

Questo non significa che ogni preoccupazione sia stata risolta o che ogni posizione possa trovare accoglimento. Significa però che il confronto e il coinvolgimento sono al centro e continuano anche laddove esistono divergenze e contestazioni, perché ascoltare non vuol dire necessariamente condividere, ma riconoscere la dignità delle istanze e la necessità di affrontarle nel merito.

Non sostengo che tutto sia perfetto o che non si possa fare meglio. Ma credo sia altrettanto importante riconoscere quanto è stato concretamente realizzato. Il cambiamento di metodo che lei auspica non è soltanto un'intenzione dichiarata: è un processo tangibile che abbiamo già avviato e sul quale stiamo investendo energie e risorse.

Un processo che vorremmo diventasse progressivamente parte del modo di amministrare e vivere la nostra città, e che fosse riconosciuto dai cittadini come strumento concreto per contribuire alle scelte che li riguardano. C'è però un'altra riflessione che vorrei condividere, e che nasce proprio dalla lettura della sua lettera.

Le istituzioni hanno il dovere di creare opportunità di partecipazione accessibili, concrete e capaci di incidere sulle scelte.

È qui che condivido una delle sue considerazioni più importanti: il rischio di mobilitarci soltanto quando un problema diventa urgente, visibile o particolarmente vicino a noi, quando ormai la capacità di incidere è significativamente ridotta. Il futuro del territorio si costruisce attraverso decisioni che maturano nel tempo e che producono i loro risultati nel medio-lungo termine.

Abbiamo bisogno di far crescere una vera cultura della partecipazione, che non si esaurisca nella protesta, per quanto legittima, ma sappia esprimersi anche nella proposta, nell'ascolto reciproco e nella disponibilità a confrontarsi su visioni differenti.

È un cambiamento culturale che richiede tempo, continuità e fiducia, e che può contribuire a ricostruire il rapporto tra cittadini e istituzioni, indebolito nel corso degli anni. Un cambiamento che coinvolge tutti, amministratori e cittadini. Perché la partecipazione non può essere soltanto qualcosa che si chiede alle istituzioni: è anche una responsabilità che ciascuno di noi può scegliere di esercitare.

Condivido quindi il suo auspicio che l'attenzione suscitata dalla vicenda del data center non si esaurisca quando i riflettori si saranno spenti, ma diventi occasione per sviluppare un interesse e quindi un dialogo più ampio e duraturo verso la tutela del territorio, dell'ambiente e della qualità della vita nella nostra città.

Per questo considero prezioso anche il suo intervento, pur non condividendone alcune conclusioni. Una cittadinanza attenta, esigente e capace di avanzare proposte rappresenta una risorsa, non un ostacolo, per chi amministra.

Da parte nostra, l'impegno è quello di continuare su questa strada, cercando sempre di migliorarci e mantenendo apertura, trasparenza e disponibilità all'ascolto, consapevoli che la qualità della partecipazione non si misura soltanto dalle occasioni offerte, ma anche dalla capacità di dare valore ai contributi ricevuti.

Perché la città che vogliamo costruire non può essere il progetto di pochi. Ma, per diventare davvero il progetto di tutti, ha bisogno anche della partecipazione di ciascuno.»

Alessandro Amenta Assessore alla Partecipazione Città di Peschiera Borromeo

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