San Donato Milanese News: cronaca, politica, eventi, cultura e sport

San Donato: il Policlinico primo in Italia per due interventi mini-invasivi sulle valvole cardiache

I dati GISE sull’attività 2025 registrano 402 impianti transcatetere della valvola aortica e 119 riparazioni della mitrale. L’ospedale figura anche tra i primi dieci centri nazionali per coronarografie e per una specifica categoria di angioplastiche

Due primati per il Policlinico San Donato nei dati 2025 della Società italiana di cardiologia interventistica (GISE). L’unità diretta da Francesco Bedogni è prima in Italia per numero di TAVI e TEER mitraliche, procedure mini-invasive dedicate alle valvole cardiache.

Gli interventi sulle valvole

Sono 402 le TAVI, sigla di Transcatheter Aortic Valve Implantation: l’impianto transcatetere della valvola aortica, utilizzato per sostituire una valvola compromessa dalla stenosi, che ostacola il passaggio del sangue.

Le TEER mitraliche sono invece 119. La sigla significa Transcatheter Edge-to-Edge Repair: una riparazione transcatetere che accosta i lembi della valvola mitrale, riducendo la perdita dovuta alla sua chiusura incompleta.

Bedogni evidenzia come l’evoluzione della disciplina renda disponibili «procedure sempre meno invasive». La scelta richiede comunque una valutazione specialistica delle condizioni del paziente.

I risultati sulle coronarie

L’ospedale è sesto per coronarografie, con 2.717 esami, e ottavo per angioplastiche nei pazienti con sindrome coronarica acuta NSTEMI, con 462 procedure. NSTEMI indica un infarto senza sopraslivellamento del tratto ST nell’elettrocardiogramma.

La coronarografia individua eventuali restringimenti nelle arterie del cuore; l’angioplastica permette di trattarli per ripristinare il flusso sanguigno.

L’équipe e la persona al centro

Per Bedogni resta essenziale «individuare, per ogni paziente, il percorso terapeutico più appropriato». Un lavoro che coinvolge cardiologi, cardiochirurghi, anestesisti e specialisti dell’imaging, soprattutto nelle situazioni più complesse.

«Dietro ogni intervento c’è soprattutto un percorso di cura», ricorda il responsabile: l’esperienza nelle procedure si accompagna al confronto tra professionisti e alla personalizzazione dell’assistenza.