Mediglia, la lezione di Giuseppe Costanza agli studenti: «La mafia teme la scuola»
L’autista sopravvissuto alla strage di Capaci incontra i ragazzi di Mediglia e Pantigliate in una giornata dedicata a legalità, memoria e impegno civile
Una mattinata all’insegna della memoria e della legalità quella vissuta dagli studenti degli istituti comprensivi “Emanuela Loi” di Mediglia e di Pantigliate, che al Teatro Polifunzionale di Bettolino hanno incontrato Giuseppe Costanza, l’autista del giudice Giovanni Falcone sopravvissuto alla strage di Capaci del 23 maggio 1992. L’evento si è aperto all’esterno del teatro con un momento commemorativo: gli agenti della Polizia di Stato hanno legato agli “alberi di Falcone e Borsellino” i nomi dei componenti delle scorte dei due magistrati. Dopo la deposizione di una corona d’alloro, le note dell’Inno di Mameli hanno accompagnato la cerimonia. Nel corso dell’incontro Costanza ha ripercorso i drammatici istanti dell’attentato mafioso, raccontando l’esplosione e il successivo risveglio in ospedale. Ai ragazzi ha però affidato soprattutto un messaggio di speranza e responsabilità: «Falcone e Borsellino non sono figure del passato, ma idee che continuano a vivere nelle nuove generazioni». Particolarmente apprezzato anche il richiamo al valore dell’istruzione. «La cultura è un’arma - ha spiegato Costanza -. La mafia teme la scuola perché un popolo istruito è più libero e consapevole». Alla giornata hanno partecipato anche Candida Livatino, cugina del giudice Rosario Livatino, e Pasquale Padovano, sopravvissuto alla tragedia di Linate. Presenti inoltre numerose autorità civili e militari, insieme agli amministratori locali. L’iniziativa si è conclusa con un momento musicale e con l’invito rivolto agli studenti a diventare protagonisti di una cultura fondata su legalità, memoria e cittadinanza attiva.
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Redazione