Agguato nel cortile di una casa di ringhiera a San Giuliano: tre arresti dopo mesi di indagini
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- 01 giugno 2026
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La vittima, un marocchino 27enne, fu ridotta in fin di vita nell’ottobre 2025. Gli investigatori collegano il pestaggio a contrasti maturati nell’ambiente dello spaccio
A distanza di oltre sette mesi dall’aggressione che sconvolse San Giuliano Milanese, a conclusione di un’indagine complessa e meticolosa, i carabinieri hanno eseguito tre misure cautelari in carcere nei confronti di altrettanti nordafricani accusati, a vario titolo, di lesioni personali aggravate. Una donna residente in città risulta invece indagata in stato di libertà e sarebbe ritenuta dagli investigatori la presunta ideatrice dell’azione punitiva. I fatti risalgono al pomeriggio del 6 ottobre 2025, quando un giovane marocchino di 27 anni venne brutalmente aggredito nel cortile di una casa di ringhiera in via Fratelli Rizzi. L’uomo fu colpito ripetutamente agli arti e alle mani, riportando ferite gravissime che gli hanno lasciato conseguenze permanenti. Trasportato d’urgenza all’ospedale San Gerardo di Monza, riuscì a sopravvivere dopo un delicato percorso di cure. Secondo la ricostruzione dei carabinieri della Compagnia di San Donato Milanese e della Tenenza di San Giuliano, coordinati dalla Procura di Lodi, il pestaggio sarebbe maturato nell’ambito di un regolamento di conti legato al traffico di droga. Alla base della violenta spedizione punitiva vi sarebbe stata la decisione della vittima di interrompere la propria collaborazione con un gruppo attivo nello spaccio. Le indagini hanno permesso di ricostruire anche gli spostamenti di un’auto notata sia nei pressi dell’abitazione della donna indagata sia nella zona dell’agguato. Da quel veicolo sarebbero scese diverse persone che avrebbero preso parte all’assalto. L’ordinanza cautelare rappresenta il risultato di mesi di accertamenti investigativi. Per gli inquirenti, l’episodio si inserisce in un contesto caratterizzato da forti tensioni tra gruppi dediti allo spaccio e da metodi intimidatori particolarmente violenti. Le indagini proseguono per identificare eventuali altri partecipanti all’aggressione e definire le rispettive responsabilità.
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Redazione