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Paullo, fumata nera per Mario: niente di fatto, tutto rimandato a venerdì. «Non mi sono sentito compreso». Il 61enne dormirà ancora in tenda

Mario, il 61 enne invalido sul lavoro passerà almeno altre due notti in tenda prima di sapere il suo destino
Mario, il 61 enne invalido sul lavoro passerà almeno altre due notti in tenda prima di sapere il suo destino

L'incontro con i servizi sociali non porta alla soluzione sperata. All'invalido sul lavoro sarebbe stato proposto un ostello al costo di 260 euro per dieci giorni: «È una spesa che non posso permettermi, altrimenti non campo. Voglio pagarmi un affitto e avere la mia autonomia».

"Tra l'incontro di oggi e quello di venerdì ci sono due giorni e, soprattutto, due notti"

PAULLO, 19 agosto 2026 – Fumata nera per Mario. L'incontro di questo pomeriggio con i servizi sociali del Comune di Paullo, atteso con grande speranza dal 61enne invalido sul lavoro che da settimane vive in una tenda a Peschiera Borromeo, non ha portato alla soluzione che si augurava. Tutto è stato rimandato a venerdì mattina, quando alle 9.30 Mario avrà un nuovo appuntamento.

Nel frattempo, però, la vita reale corre più velocemente dei tempi della macchina burocratica: questa sera Mario tornerà nella sua tenda e lì trascorrerà almeno altre due notti, aspettando che gli uffici possano individuare una strada percorribile. Due notti ancora all'aperto, nella piazzola improvvisata sotto gli alberi di via Liberazione, con tutto ciò che questo comporta in termini di sicurezza e precarietà.

È lui stesso, al termine dell'incontro, a raccontare a 7giorni quanto accaduto e soprattutto la propria amarezza. La sensazione con cui è uscito dagli uffici comunali è quella di non essere riuscito a far comprendere fino in fondo ciò che sta chiedendo.

«Un ostello per dieci giorni a 260 euro, ma poi come campo?»

Secondo quanto raccontato da Mario, durante il colloquio gli sarebbe stata prospettata come soluzione temporanea la possibilità di soggiornare in un ostello, sostenendone però personalmente il costo.

«L'assistente sociale mi ha offerto di andare in un ostello e spendere 260 euro per 10 giorni, ma è una spesa che non mi posso permettere, altrimenti non campo».

Una soluzione che Mario considera economicamente insostenibile. Il 61enne percepisce una rendita di circa mille euro al mese per l'incidente sul lavoro che 44 anni fa gli costò una mano e parte dell'avambraccio. Con quei soldi deve sostenere tutte le proprie necessità e sta cercando soprattutto di conservare quanto possibile per riuscire ad affrontare l'affitto di una vera abitazione.

Spendere 260 euro per dieci giorni significherebbe destinare oltre un quarto della propria entrata mensile a una sistemazione destinata comunque a terminare dopo pochi giorni, senza risolvere il problema abitativo.

Il riferimento alla disponibilità della sorella

Nel corso dell'incontro sarebbe stata affrontata anche la situazione familiare di Mario. «Mi hanno detto che mia sorella è disposta ad aiutarmi, secondo quanto raccontato dai Vigili di Paullo», riferisce.

È però proprio su questo punto che Mario ribadisce ciò che sta cercando di spiegare fin dall'inizio. Non vuole dipendere dai familiari e non chiede che qualcuno si faccia carico economicamente della sua vita. Vuole recuperare la propria indipendenza e trovare una sistemazione sostenibile con la rendita che già percepisce.

«Io voglio vivere la mia vita tranquillo, pagarmi l'affitto di un luogo dove vivere e non dare fastidio a nessuno. Voglio la mia autonomia».

«Non mi sono sentito ascoltato, ma giudicato per le mie scelte»

Sono soprattutto le parole con cui Mario descrive le sensazioni provate durante il colloquio a raccontare la delusione di questo pomeriggio.

«Oggi non mi sono sentito ascoltato, ma solo giudicato per le mie scelte».

Si tratta naturalmente della percezione personale del 61enne rispetto all'incontro con i servizi sociali. La vicenda è ancora aperta e il nuovo appuntamento fissato per venerdì potrebbe consentire di approfondire la situazione e valutare altre possibilità.

Resta però la delusione di una giornata iniziata con aspettative molto diverse.

Dalla speranza del mattino alla delusione del pomeriggio

Soltanto questa mattina Mario aveva raccontato davanti alla telecamera di 7giorni di aspettare con fiducia l'appuntamento con il Comune: «Mi hanno detto che mi vogliono parlare di questa storia qua. Spero che riusciamo a sistemare qualcosa».

Nelle ultime giornate qualcosa si era effettivamente mosso. La Polizia Locale di Peschiera Borromeo aveva raggiunto la sua piazzola, ascoltandolo e lasciandogli anche i numeri del Comando e quelli da utilizzare in caso di emergenza o qualora qualcuno dovesse arrecargli disturbo. Nei giorni precedenti anche i Carabinieri erano passati a verificare le sue condizioni, mentre quattro volontari della Croce Rossa gli avevano portato del cibo e si erano fermati con lui per circa mezz'ora.

Segnali che avevano fatto sperare Mario che la lunga permanenza sotto una tenda potesse avvicinarsi alla conclusione.

La burocrazia si muove, Mario intanto continua a dormire in tenda

Per il momento, invece, la tenda resta la sua casa. Venerdì alle 9.30 Mario tornerà a confrontarsi con i servizi sociali e quella sarà un'altra occasione per cercare una soluzione realmente percorribile.

Ma tra l'incontro di oggi e quello di venerdì ci sono due giorni e, soprattutto, due notti. Mentre telefonate, verifiche, competenze e possibili soluzioni seguono inevitabilmente i loro tempi, Mario questa sera stenderà ancora il materassino, entrerà nel sacco a pelo e dormirà sotto gli alberi. Domani sera farà la stessa cosa.

La richiesta del 61enne continua a essere la stessa dal primo giorno in cui 7giorni ha raccontato la sua storia: non vuole vivere gratuitamente a carico di qualcuno. Vuole utilizzare la propria rendita per pagarsi un piccolo appartamento e riconquistare quell'autonomia che considera fondamentale per la propria dignità.

Dopo settimane trascorse sotto gli alberi, Mario non è più invisibile. Ma essere finalmente visto non basta. La macchina burocratica ha iniziato a muoversi; per Mario, invece, il tempo si misura ancora in notti trascorse dentro una tenda. Almeno altre due, prima di sapere se venerdì arriverà finalmente una risposta capace di trasformare l'attenzione di questi giorni in una soluzione concreta.

Giulio Carnevale