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Il caso di Mario scuote la politica di Paullo: «Non può essere lasciato solo, servono risposte concrete»

Mario residente di Paullo,
Mario residente di Paullo, l'uomo invalido sul lavoro, che vive da tre settimane in tenda sul piazzale del centro commerciale di Peschiera Borromeo

Dopo l'articolo di 7giorni sulla vicenda del 61enne invalido costretto a vivere in una tenda a Peschiera Borromeo intervengono tre consiglieri comunali di Paullo. Gatti richiama il tema degli alloggi pubblici vuoti, Castelli accusa l'Amministrazione di incapacità, Liberati chiede una rete tra Comuni, Regione ed enti competenti

PAULLO, 18 agosto 2026 – La storia di Mario, il 61enne residente a Paullo, invalido sul lavoro e costretto da settimane a vivere in una tenda nei pressi del centro commerciale di Peschiera Borromeo, comincia a provocare reazioni anche nella politica della sua città. Dopo l'articolo pubblicato da 7giorni intervengono Massimo Gatti, consigliere comunale di Cittadini di Paullo, Roberta Castelli, consigliera di Insieme per Paullo ed esponente di Fratelli d'Italia, e Simone Liberati, capogruppo di Insieme per Paullo ed esponente della Lega.

Tre interventi con accenti differenti, ma accomunati dalla richiesta che le istituzioni non considerino la vicenda di Mario semplicemente come il problema individuale di una persona rimasta senza casa.

Gatti: «Siamo sempre all'anno zero»

Massimo Gatti ricorda di aver sollevato già durante l'inverno il problema delle persone che possono trovarsi improvvisamente senza un luogo nel quale dormire. In quell'occasione aveva chiesto all'assessora ai Servizi sociali quali misure fossero previste per affrontare le emergenze legate al freddo e se, nei Comuni del Distretto sociale, fossero disponibili strutture o sistemazioni temporanee.

«Avevo chiesto se nei Comuni fossero previste attività o luoghi di emergenza. Sul tema, da parte del Distretto sociale, mi è stato risposto con un rimando alle questioni dell'edilizia. Siamo sempre all'anno zero», afferma Gatti, richiamando una questione che coinvolge Paullo, Tribiano, Peschiera Borromeo, Mediglia e Pantigliate.

Per il consigliere di Cittadini di Paullo il problema non riguarda soltanto la gestione delle singole emergenze, ma nasce anche dalla progressiva mancanza di una programmazione dell'edilizia residenziale pubblica. «Per me era normale che, nell'arco di ogni mandato amministrativo, si programmasse almeno un nuovo insediamento di edilizia residenziale popolare. Oggi questo non succede più». Una situazione che, secondo Gatti, ha ridotto nel tempo gli strumenti a disposizione dei Comuni proprio mentre cresce il numero delle persone che faticano ad accedere al mercato privato.

A questo si aggiunge il tema degli appartamenti pubblici attualmente inutilizzati. Secondo i dati riportati dal consigliere, nel patrimonio comunale di Paullo vi sarebbero almeno quattro alloggi vuoti sui 18 della Moncucco e un altro appartamento libero nella palazzina comunale di via Verdi. A questi si aggiungerebbe il patrimonio Aler: 131 alloggi complessivi, dei quali, secondo Gatti, sette o otto sarebbero attualmente vuoti.

«Non dico di non osservare i regolamenti e le graduatorie, ma non si possono lasciare gli alloggi vuoti», sottolinea Gatti. Ed è proprio la vicenda di Mario a rendere concreta una domanda che il consigliere sostiene di aver posto già mesi fa: quali strumenti hanno realmente a disposizione i Comuni quando una persona si trova improvvisamente senza un tetto? Per Gatti, senza una programmazione di nuovi alloggi e con una parte del patrimonio pubblico inutilizzata, il rischio è di arrivare impreparati proprio davanti alle situazioni più urgenti.

Castelli: «Una situazione inaccettabile»

Molto duro il giudizio di Roberta Castelli nei confronti dell'Amministrazione comunale di Paullo.

«Ho letto l'articolo di 7giorni su Mario e concordo sul fatto che la situazione che sta vivendo sia inaccettabile. Non è la prima situazione che l'Amministrazione di Paullo non è in grado di gestire e questo è segno di indifferenza per le persone in seria difficoltà».

Per Castelli, davanti a una condizione come quella del 61enne non sarebbe sufficiente attendere i normali tempi amministrativi: «Un caso emergenziale come questo deve trovare una prima pronta soluzione dal Comune. E Paullo, se non interviene, dimostra la propria incapacità».

Liberati: «Mario non è soltanto un numero in graduatoria»

Simone Liberati allarga invece lo sguardo all'emergenza abitativa che interessa sempre più persone, comprese quelle che dispongono di un reddito.

«Questa vicenda merita attenzione perché purtroppo racconta un fenomeno che, anche sul nostro territorio, sta diventando sempre più frequente: pochi alloggi disponibili e tante persone che, pur avendo un reddito, non riescono a trovare una casa a un prezzo sostenibile».

Liberati racconta di aver ricevuto, da quando è stato eletto consigliere, numerose segnalazioni di situazioni analoghe e sottolinea di essere rimasto particolarmente colpito dal fatto che questa volta riguardi un cittadino di Paullo.

La risposta, secondo il capogruppo, deve partire dai Comuni ma andare oltre i loro confini: «Credo sia doveroso che i Comuni si attivino in primis, facendo rete tra loro e coinvolgendo Regione e altri enti competenti, per trovare soluzioni concrete a fronte di una domanda abitativa sempre più numerosa».

Per Liberati la vicenda rappresenta un campanello d'allarme: «Servono più collaborazione, programmazione e risposte concrete. È chiaro che i Comuni, da soli, non possono risolvere un problema di queste dimensioni, ma possono e devono essere protagonisti».

E conclude riportando la discussione alla dimensione umana: «Dietro ogni richiesta di una casa non c'è soltanto un numero in una graduatoria, ma una persona e una storia che meritano di essere ascoltate e alle quali le istituzioni devono provare a dare una risposta. Mi auguro che qualcuno che disponga di un'abitazione compatibile con le possibilità economiche di Mario possa farsi avanti e che possa trovare nel più breve tempo possibile una sistemazione dignitosa e stabile».

Da una tenda nasce una domanda che la politica non può ignorare

Mario percepisce circa mille euro al mese di rendita, ma non riesce a trovare un proprietario disposto ad affittargli un piccolo appartamento. Nel frattempo continua a dormire sotto una tenda. Questa mattina la Polizia Locale di Peschiera Borromeo lo ha incontrato e ha avviato un percorso che dovrebbe coinvolgere i servizi sociali del Comune e quelli di Paullo.

Il caso, però, ormai supera la singola vicenda. Le parole dei tre consiglieri riportano al centro il tema degli alloggi pubblici disponibili, delle graduatorie, delle risposte alle emergenze e soprattutto della capacità delle istituzioni di intervenire prima che una persona diventi invisibile.

Mario, dopo quasi due mesi trascorsi senza una vera casa, invisibile non lo è più. Adesso alla politica e alle istituzioni spetta il compito più difficile: trasformare l'attenzione di questi giorni in una risposta concreta.