Peschiera Borromeo, tentata truffa a una coppia di pensionati: marito mandato a Malpensa mentre la moglie veniva raggirata al telefono
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- 06 ottobre 2026
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L’episodio lunedì 5 ottobre tra le 13 e le 16. Una banda avrebbe tenuto contemporaneamente sotto controllo telefonico i due coniugi: l’uomo convinto a raggiungere la Guardia di Finanza a Malpensa, mentre un complice cercava di farsi consegnare dalla moglie oro e preziosi.
Una coppia di pensionati nel mirino dei truffatori
Una truffa studiata nei dettagli, con più persone impegnate contemporaneamente al telefono per tenere separati due coniugi e impedire loro di confrontarsi. È quanto accaduto nel primo pomeriggio di lunedì 5 ottobre a Peschiera Borromeo, dove una coppia di pensionati è finita nel mirino di una presunta banda di truffatori.
La vicenda, raccontata oggi alla redazione di 7giorni dai diretti interessati, si sarebbe svolta indicativamente tra le 13 e le 16. Fortunatamente il piano è fallito grazie ai sospetti della donna, che a un certo punto ha minacciato di chiamare il figlio.
La storia dell’uomo armato e della carta d’identità clonata
Tutto è iniziato con una telefonata al marito. Dall’altra parte della linea, il truffatore gli avrebbe raccontato una storia costruita per spaventarlo: un individuo armato sarebbe stato trovato in possesso di una copia clonata della sua carta d’identità e sarebbe stato coinvolto nell’uccisione di un finanziere a Malpensa.
Il pensionato sarebbe quindi stato convinto che fosse necessario recarsi immediatamente presso la Guardia di Finanza a Malpensa per chiarire la propria posizione.
Preoccupato dalle possibili conseguenze di quanto gli era stato raccontato, l’uomo è partito da Peschiera Borromeo diretto verso Malpensa.
Due telefonate per tenere separati i coniugi
È durante il viaggio che il meccanismo della truffa sarebbe entrato nella fase decisiva. Un componente della banda avrebbe continuato a mantenere il contatto telefonico con il pensionato, richiamandolo periodicamente e chiedendogli dove si trovasse e a che punto fosse del tragitto.
In questo modo i malviventi avrebbero potuto verificare che l’uomo fosse effettivamente lontano da casa e continuasse il viaggio verso Malpensa.
Contemporaneamente un secondo componente della banda avrebbe mantenuto il contatto telefonico con la moglie, presentandosi come un militare della Guardia di Finanza. Attraverso una serie di pretesti collegati alla vicenda raccontata al marito avrebbe cercato di convincerla a raccogliere l’oro e gli altri oggetti preziosi custoditi nell’abitazione.
Il piano, secondo quanto ricostruito dalla coppia, prevedeva che successivamente uno dei truffatori si presentasse alla porta della signora per ritirare personalmente l’oro e i preziosi.
La donna si insospettisce e minaccia di chiamare il figlio
La pensionata, però, non si è lasciata convincere. Più la conversazione proseguiva, più il racconto dell’interlocutore le è apparso sospetto. Alla fine ha annunciato che avrebbe chiamato il figlio per raccontargli quanto stava succedendo e chiedergli di intervenire.
È stato questo passaggio a mandare all’aria il piano. Di fronte alla possibilità che venisse coinvolto un familiare e che la storia potesse essere immediatamente verificata, il tentativo di raggiro si è interrotto. Nessuno è arrivato alla porta e la coppia non ha consegnato denaro, oro o altri beni.
Il particolare dei telefoni ancora da chiarire
C’è poi un aspetto della vicenda che resta da comprendere. I pensionati hanno raccontato alla redazione di aver avuto la netta impressione che i truffatori riuscissero a inserirsi nelle loro comunicazioni e a gestire le telefonate in maniera anomala, tanto da parlare di telefoni «clonati».
Senza verifiche tecniche non è possibile stabilire cosa sia realmente accaduto né quale sistema sia stato eventualmente utilizzato. Quello che emerge dal racconto dei due coniugi è però un coordinamento molto preciso: mentre un truffatore seguiva telefonicamente gli spostamenti del marito verso Malpensa, un altro teneva impegnata la moglie e cercava di convincerla a preparare i preziosi che, nelle intenzioni della banda, sarebbero poi stati ritirati direttamente a casa.
Questa mattina il pensionato dai Carabinieri
Questa mattina, martedì 6 ottobre, l’uomo si è recato dai Carabinieri di Peschiera Borromeo per riferire quanto accaduto.
Secondo quanto raccontato dal pensionato a 7giorni, gli sarebbe stato spiegato che, non essendo stato sottratto nulla, non sarebbe stata raccolta una denuncia. Una circostanza che la redazione riporta come testimonianza del diretto interessato e sulla quale, al momento, non è stato possibile acquisire una versione dell’Arma.
L’episodio rappresenta comunque un campanello d’allarme per le modalità utilizzate: creare paura attraverso una storia particolarmente grave, allontanare uno dei coniugi dall’abitazione, mantenere entrambi impegnati al telefono e controllare gli spostamenti del marito mentre si cerca di convincere la moglie a consegnare i beni di valore.
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Redazione