7 ottobre, per non dimenticare: chi sventola la bandiera di Hamas è complice, nelle scuole mostriamo “We Will Dance Again”
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- 07 ottobre 2026
Il documentario sul massacro dei giovani del Nova Music Festival: immagini difficili da sostenere, ma necessarie. Ricordare ciò che Hamas fece il 7 ottobre 2023 non significa ignorare le sofferenze dei palestinesi, significa impedire che quella strage venga dimenticata o riscritta. E la memoria deve partire proprio dai più giovani
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Prima della guerra c'è stato il 7 ottobre
Ho visto We Will Dance Again, il documentario diretto da Yariv Mozer che ricostruisce il massacro compiuto da Hamas il 7 ottobre 2023 al Nova Music Festival, vicino al kibbutz Re’im, nel sud di Israele.
È un documento difficile da guardare. Ci sono immagini che fanno male, testimonianze che lasciano senza parole e momenti nei quali viene quasi spontaneo distogliere lo sguardo. Eppure credo che proprio per questo debba essere visto.
Non racconta tutta la storia del conflitto israelo-palestinese e non pretende di farlo. Racconta quelle ore e ciò che accadde a migliaia di ragazzi che erano andati a una festa per ballare e ascoltare musica.
Il documentario ricostruisce quelle ore attraverso le testimonianze dei sopravvissuti, i video registrati dai ragazzi e anche immagini realizzate dagli stessi assalitori.
Non è una fiction. Non servono ricostruzioni cinematografiche per rendere terribile ciò che appare sullo schermo.
Ci sono giovani che pochi minuti prima ballavano e che improvvisamente devono correre per salvarsi. Ci sono persone nascoste, ragazzi terrorizzati, uomini e donne braccati mentre cercano una via di fuga.
Il Nova Music Festival divenne uno dei luoghi simbolo dell'attacco del 7 ottobre: centinaia di persone furono uccise e decine di partecipanti vennero rapiti e portati nella Striscia di Gaza.
Guardando quelle immagini una domanda diventa inevitabile: quanto tempo deve trascorrere perché un massacro cominci a essere dimenticato?
Chi sventola la bandiera di Hamas è complice
Da quel giorno è iniziata una guerra che ha provocato una tragedia enorme anche tra la popolazione palestinese. Le sofferenze dei civili di Gaza non devono essere negate o cancellate. Ma neppure possono cancellare quello che è accaduto il 7 ottobre.
Per questo, per quanto mi riguarda, chi oggi sventola la bandiera di Hamas è complice.
È una presa di posizione netta, e me ne assumo la responsabilità.
Manifestare per il popolo palestinese è un'altra cosa. Chiedere la fine della guerra, criticare il governo israeliano, contestare le decisioni di Benjamin Netanyahu o sostenere la nascita di uno Stato palestinese sono posizioni politiche sulle quali è legittimo confrontarsi, anche duramente.
Ma Hamas non è sinonimo di Palestina.
Sventolare la sua bandiera significa scegliere il simbolo dell'organizzazione che guidò l'attacco del 7 ottobre. E chi decide di esibirlo non può cancellare da quel simbolo i ragazzi del Nova, le persone assassinate nei kibbutz e gli ostaggi trascinati a Gaza.
Prima di alzare quella bandiera bisognerebbe guardare We Will Dance Again.
Questo documentario dovrebbe entrare nelle scuole
Per questo penso che una delle prime iniziative per conservare la memoria del 7 ottobre dovrebbe essere portare questo documentario nelle scuole.
Naturalmente nelle classi di età adeguata, con la preparazione necessaria e spiegando agli studenti il contesto, perché alcune immagini sono estremamente dure.
Non per fare propaganda. Esattamente il contrario.
Mostriamolo e poi discutiamone. Raccontiamo cosa accadde il 7 ottobre e raccontiamo anche quello che è successo dopo. Spieghiamo chi è Hamas e perché Hamas non rappresenta automaticamente il popolo palestinese. Spieghiamo che si può difendere il diritto dei palestinesi a vivere in pace senza celebrare chi ha assassinato civili israeliani.
La scuola dovrebbe servire anche a questo: conoscere i fatti prima di costruirsi un'opinione.
Non permettiamo che la memoria venga cancellata
Si può discutere di Israele, di Gaza, del governo Netanyahu, dello Stato palestinese, della risposta militare israeliana e delle responsabilità politiche accumulate in decenni di conflitto.
Ma prima delle opinioni vengono i fatti.
Il 7 ottobre 2023 migliaia di ragazzi stavano ballando nel deserto. Poi la musica si fermò e cominciò l'orrore.
Quelle immagini esistono. Quelle testimonianze esistono. Quelle vittime sono esistite.
A tre anni di distanza abbiamo il dovere di ricordarlo, soprattutto quando qualcuno prova a trasformare Hamas in qualcosa che non è.
Facciamo vedere We Will Dance Again ai nostri ragazzi. Facciamogli conoscere quello che è successo. Poi lasciamoli discutere, confrontarsi e costruirsi liberamente la propria opinione.
Ma almeno sapranno cosa accadde quel 7 ottobre.
Perché la memoria non può dipendere dalla convenienza politica del momento. E un massacro non diventa meno terribile soltanto perché, nel frattempo, il mondo ha cominciato a guardare altrove.
Giulio Carnevale
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Redazione