La Lombardia apre alla caccia degli ibis sacri
La Giunta regionale autorizza il prelievo in deroga dal 15 novembre 2026 al 31 gennaio 2027. Beduschi: «Specie alloctona invasiva e dannosa per agricoltura ed ecosistemi»
Autorizzato il prelievo in deroga
Milano, 7 settembre 2026 – La Lombardia apre al prelievo venatorio dell’ibis sacro. La Giunta regionale, su proposta dell’assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste Alessandro Beduschi, ha autorizzato il prelievo in deroga della specie per la stagione venatoria 2026/2027. Una decisione motivata dalla presenza sempre più rilevante di un animale classificato come specie esotica invasiva e ritenuto potenzialmente dannoso per l’agricoltura e per gli equilibri degli ecosistemi.
Una specie esotica invasiva
Alla base della decisione c’è la classificazione dell’ibis sacro come specie esotica invasiva di rilevanza unionale. Il suo nome scientifico è Threskiornis aethiopicus e, proprio per la sua natura alloctona, non è prevista una gestione finalizzata alla conservazione della specie.
Secondo Regione Lombardia, la sua presenza può rappresentare un problema non soltanto per le attività agricole, ma anche per gli equilibri degli ecosistemi e per la fauna autoctona.
«Siamo di fronte a una specie particolarmente dannosa non soltanto per l’agricoltura, ma anche per gli ecosistemi territoriali – spiega l’assessore Alessandro Beduschi – ed è necessario intervenire per prevenire eventi dannosi alle colture, alla pesca, alle acque e per la protezione della flora e della fauna, autorizzando il controllo attraverso il prelievo venatorio da parte dei cacciatori autorizzati».
Prelievo dal 15 novembre al 31 gennaio
La delibera approvata dalla Giunta regionale stabilisce regole e limiti precisi. Il prelievo dell’ibis sacro sarà consentito dal 15 novembre 2026 al 31 gennaio 2027 in tutti gli Atc, gli Ambiti territoriali di caccia, e negli istituti venatori privati della Lombardia.
Potranno partecipare esclusivamente i cacciatori residenti in Lombardia che avranno ottenuto la specifica autorizzazione regionale. Il limite stabilito è di 30 ibis sacri per ciascuna giornata di caccia e per ogni cacciatore autorizzato.
Ogni esemplare prelevato dovrà essere regolarmente annotato sul tesserino venatorio. Il provvedimento regionale stabilisce inoltre le modalità consentite: il prelievo potrà avvenire da appostamento fisso, da appostamento temporaneo e alla posta.
Come richiedere l’autorizzazione
Non sarà quindi sufficiente essere in possesso della normale licenza di caccia. I cacciatori interessati dovranno presentare una specifica domanda di autorizzazione al prelievo in deroga.
Le richieste potranno essere inoltrate alle strutture regionali competenti in materia di Agricoltura, Foreste, Caccia e Pesca, individuate sulla base della residenza anagrafica del richiedente.
La finestra temporale sarà relativamente breve: le domande dovranno essere presentate dal 21 settembre al 9 ottobre 2026, utilizzando l’apposita modulistica predisposta dalla Regione.
Con il provvedimento approvato dalla Giunta, la Lombardia sceglie dunque di utilizzare anche il prelievo venatorio come strumento di controllo di una specie non autoctona considerata invasiva, con l’obiettivo dichiarato di limitarne l’impatto sull’agricoltura, sulle acque, sulla pesca e sulla biodiversità del territorio regionale.
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Redazione