Paullo, la partecipazione resta fuori dal Consiglio comunale: alle 19 cinque consiglieri assenti, dieci cittadini in aula e nessuna commissione
Siamo andati in Consiglio comunale dopo le criticità dei giorni scorsi. Visto che le commissioni consiliari non esistono, le opposizioni chiedono approfondimenti in aula che non arrivano. L’assessore alla Partecipazione Badinjki illustra il provvedimento, poi non replica alle domande della minoranza
Alle 19 cinque consiglieri assenti e appena dieci cittadini in aula
Paullo (Mi), 6 ottobre 2026.
Dopo il nostro precedente articolo sul modo in cui viene organizzato il confronto politico a Paullo, siamo andati personalmente al Consiglio comunale del 6 ottobre. Volevamo verificare sul campo se le criticità segnalate dalle opposizioni fossero soltanto materia di scontro politico oppure avessero conseguenze concrete sulla partecipazione dei consiglieri e dei cittadini.
Quello che abbiamo visto non ha fugato i dubbi. Anzi.
Il primo dato è arrivato ancora prima di iniziare a discutere. All’appello risultavano 12 consiglieri presenti e 5 assenti. La seduta era regolarmente costituita, ma quasi un terzo del Consiglio mancava all’inizio dei lavori. Un dato che inevitabilmente riporta alla discussione sull’orario delle 19, già contestato dalle opposizioni.
Tra il pubblico abbiamo contato appena una decina di persone. Non possiamo sapere quante sarebbero state presenti con una convocazione alle 21, ma è difficile sostenere che le 19 rappresentino l’orario più favorevole per consentire a chi lavora di assistere alla principale assemblea democratica cittadina.
Badinjki introduce il primo punto: «Non ho moltissimo da dire»
Il primo punto riguardava la revisione dello Statuto sociale e del regolamento di CEM Ambiente. Dopo una breve introduzione del sindaco, la parola è passata all’assessore competente Abdullah Badinjki, che ha presentato il provvedimento come prevalentemente tecnico.
Il suo intervento è iniziato così: «Io non ho moltissimo da dire rispetto a questa delibera», spiegando poi che si trattava di una revisione tecnica finalizzata ad adeguare Statuto e regolamento alla normativa vigente sulle società in house e sul controllo analogo.
Terminata l’introduzione sono però cominciate le domande dei consiglieri. Ed è proprio allora che è emersa una complessità ben diversa da quella lasciata intendere inizialmente.
Castelli: «È una scelta politica, non sia fatta passare come un atto dovuto»
Nel dibattito è intervenuta anche Roberta Castelli, che ha contestato la rappresentazione della revisione come un semplice adeguamento tecnico. Secondo la consigliera, proprio le spiegazioni fornite durante la seduta dimostrerebbero che alcune delle modifiche introdotte vanno oltre il recepimento della normativa sulle società in house e sul controllo analogo. «È chiaro quindi che si tratta di una scelta politica, quindi che non sia passata come un atto dovuto. È una scelta politica», ha affermato Castelli. La consigliera ha quindi chiesto se, prima delle modifiche, ci sia stato un confronto con CEM, quali siano stati gli organi coinvolti e soprattutto quali proposte abbia avanzato nel merito il Comune di Paullo. Domande che hanno ulteriormente allargato il confronto su un provvedimento inizialmente presentato come prevalentemente tecnico.
Gatti: «Il Consiglio comunale non è un passacarte»
Massimo Roberto Gatti ha posto numerose questioni sulla durata della società, sul controllo analogo, sul ruolo dei Comuni, sulla piattaforma ecologica e sulle modalità di recesso, contestando soprattutto l’assenza di un confronto preventivo.
Gatti ha ricordato che il regolamento prevede il coinvolgimento della Conferenza dei capigruppo per gli argomenti di particolare complessità. La sua conclusione è stata netta: «Non è un passacarte il Consiglio comunale».
Il consigliere ha inoltre sottolineato che una materia preparata a lungo viene poi sottoposta ai consiglieri nei tempi minimi previsti, con il risultato che «qualsiasi possibilità non di convergenza ma di conoscenza viene meno».
Liberati: «Le domande tecniche a chi le facciamo?»
Successivamente è intervenuto Simone Liberati, mettendo in discussione l’idea che si fosse davanti a un passaggio quasi formale: «Io credo che invece le cose da dire sono parecchie».
Liberati ha ricordato che la documentazione era stata ricevuta meno di una settimana prima e che si trattava di materiale «molto articolato, molto complesso», elaborato anche attraverso il lavoro di legali.
Poi la domanda che riassume uno dei problemi emersi durante la serata: «Le domande tecniche a chi le facciamo?».
Il punto è proprio questo. A Paullo le commissioni consiliari non sono state attivate e manca quindi quella sede nella quale materie tecniche e articolate potrebbero essere approfondite prima di arrivare al voto del Consiglio comunale. Le domande finiscono inevitabilmente tutte in aula.
Le domande arrivano, Badinjki non prende più la parola
Ed è qui che si registra un altro elemento significativo della serata. Dopo avere illustrato il provvedimento, Abdullah Badinjki non è più intervenuto per replicare alle numerose questioni poste dai consiglieri di minoranza. I chiarimenti sono arrivati da altri rappresentanti dell’Amministrazione e dalla segretaria comunale.
Una circostanza che assume anche un significato politico: Badinjki non è soltanto l’assessore competente sulla materia, ma ha tra le proprie deleghe proprio la Partecipazione ed è anche un dirigente locale del Partito Democratico.
Il paradosso è evidente: l’assessore alla Partecipazione presenta il provvedimento, ma quando il confronto entra nel vivo e dai banchi della minoranza arrivano richieste di approfondimento non interviene più.
Alla luce di quanto osservato in aula viene spontaneo chiedersi quale significato venga attribuito a parole come confronto e partecipazione e, sul piano politico, quanto sia rimasto di “democratico”, oltre al nome, nel modo in cui un dirigente del Partito Democratico interpreta il confronto nella principale assemblea elettiva cittadina.
Bellavita: «È importante avere delle commissioni»
A riportare esplicitamente la discussione sul nodo delle commissioni è stata Alice Bellavita: «È importante avere delle commissioni».
Bellavita ha spiegato che non si tratta soltanto di anticipare la consegna dei documenti, ma di poter disporre di uno spazio nel quale discutere e approfondire le questioni prima del Consiglio. Ha inoltre ricordato che l’aggiornamento del regolamento era stato votato il 25 marzo 2025, lamentando la mancanza di risposte sulla successiva attivazione delle commissioni.
Nella dichiarazione di voto Liberati ha infine sintetizzato così il metodo contestato: «Poche informazioni, pronti via, votate documenti che ci arrivano».
Il provvedimento è stato approvato con 8 voti favorevoli e 4 contrari, senza astenuti.
Il problema è quanto spazio resta alla partecipazione
Una maggioranza ha il diritto e i numeri per approvare i propri provvedimenti. Il problema non è chi vince una votazione. Il problema è capire quali possibilità concrete vengano garantite ai consiglieri per conoscere e approfondire gli atti prima di essere chiamati a votarli e ai cittadini per assistere al confronto.
Le commissioni dovrebbero servire proprio a questo: studiare gli atti, ascoltare spiegazioni, formulare domande e arrivare in Consiglio con un confronto già maturato. A Paullo, però, questo passaggio non esiste perché le commissioni consiliari non sono state attivate.
Poi ci sono le sedute alle 19, i cinque consiglieri assenti all’appello e appena dieci cittadini presenti tra il pubblico. Senza parlare poi della documentazione inviata in tempi ristretti ai Consiglieri comunali; e la novità della doppia convocazione dell'assemblea che impone ai Consiglieri comunali di organizzare la propria vita e i propri impegni in due serate consecutive.
Presi singolarmente possono sembrare dettagli. Messi insieme raccontano un modello nel quale gli spazi della partecipazione e della dialettica istituzionale sembrano progressivamente restringersi.
Nel precedente articolo avevamo raccolto le contestazioni e posto delle domande. Questa volta siamo andati direttamente in Consiglio comunale per vedere cosa accade.
E quello che abbiamo visto non ha smentito quelle preoccupazioni.
Giulio Carnevale
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Redazione
raffaele :
abdullah badinjki, per la precisione, non è solo un rappresentante locale, ma responsabile della zona sud est nonchè membro dell'assemblea nazionale del PD.mercoledì 07 ottobre 2026 12:18