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"8 marzo", Stefania Accosa porta in aula la vicenda "SicuraMente Donna", a Peschiera coinvolta «una cerchia ristretta di associazioni»

L'ultima inziativa di SicuraMente Donna fatta a Paullo
L'ultima inziativa di SicuraMente Donna fatta a Paullo

L’interpellanza della capogruppo di Fratelli d'Italia a è condivisa da tutte le forze del centrodestra: chiesti chiarimenti sul mancato rilancio del progetto di autodifesa e prevenzione contro la violenza di genere

Un’interpellanza condivisa dal centrodestra
Approda nel prossimo Consiglio comunale di Peschiera Borromeo l’interpellanza depositata da Stefania Accosa, capogruppo di Fratelli d’Italia, con cui viene chiesto conto all’amministrazione guidata dal sindaco Andrea Coden del mancato prosieguo del progetto “SicuraMente Donna”. Un atto che non resta isolato sul piano politico: l’iniziativa, infatti, è stata condivisa da tutte le forze del centrodestra, che fanno fronte comune nel chiedere chiarimenti su una progettualità ritenuta rilevante per il territorio. Al centro dell’atto politico-amministrativo c’è la richiesta di fare piena luce sul perché un’iniziativa dedicata all’autodifesa femminile, alla prevenzione delle aggressioni e alla sensibilizzazione sul tema della violenza contro le donne non sia stata riproposta, nonostante il precedente riscontro ottenuto in città.

Il precedente del 2024
Nell’interpellanza si ricorda che “SicuraMente Donna” si era già svolto a Peschiera Borromeo tra febbraio e marzo 2024, con ulteriori appuntamenti tra aprile e maggio dello stesso anno. Il progetto, gratuito, aveva l’obiettivo di educare al rispetto di genere, offrire strumenti pratici di difesa personale e approfondire le dinamiche che caratterizzano il rapporto tra vittima e aggressore, con particolare attenzione alla gestione del pericolo e alla consapevolezza dei contesti di rischio. Secondo quanto ricostruito da Accosa, l’edizione peschierese era stata seguita dagli assessori competenti della passata amministrazione e aveva visto un confronto diretto con l’associazione organizzatrice, la Naikan - Do Shotokan Academy, oltre al coinvolgimento della Polizia Locale in alcune dimostrazioni pratiche e del Centro Commerciale di Peschiera come sede di alcune lezioni, anche con l’intento di raggiungere un pubblico più ampio.

La serata finale e la partecipazione
Nella ricostruzione contenuta nell’atto si sottolinea anche il forte impatto dell’evento conclusivo, ospitato all’Auditorium della Biblioteca in occasione dell’8 marzo 2024. In quella serata erano intervenuti esperti e professionisti del settore, rappresentanti delle forze dell’ordine, testimoni diretti e figure impegnate nella tutela delle vittime di violenza. Tra i nomi richiamati figurano la giudice onoraria del Tribunale di Milano e criminologa Eleonora Curtarelli, Beatrice Paola Fraschini, la presidente dell’Unione Nazionale Vittime Paola Redaelli, il medico chirurgo odontoiatra Michele Chiesa, l’avvocata Tiziana Perotta e la responsabile dei centri antiviolenza della Fondazione Somaschi Chiara Sainaghi. Sempre secondo il testo dell’interpellanza, la partecipazione dei cittadini fu molto elevata, al punto che una parte del pubblico seguì gli interventi in piedi, segnale di un interesse forte e diffuso attorno a un tema tanto delicato quanto attuale.

Il nodo del mancato rilancio
Uno dei passaggi più politici dell’interpellanza riguarda ciò che sarebbe accaduto dopo. Accosa sostiene che a settembre 2025, appresa la volontà degli organizzatori di avviare una nuova edizione del progetto a Peschiera Borromeo, abbia accompagnato l’associazione in Municipio per un incontro con il sindaco e con la vicesindaca, titolare della delega alle Pari Opportunità. In quell’occasione, viene evidenziato, sarebbe stata ribadita la natura completamente apolitica dell’iniziativa, già realizzata in Comuni amministrati da forze politiche differenti. Da allora però, e più precisamente dal 17 settembre 2025, non sarebbero più arrivati aggiornamenti sulla nuova edizione del progetto, che secondo quanto riportato risulterebbe rinviato a data indeterminata.

Le domande rivolte alla Giunta
L’interpellanza chiede quindi di chiarire per quale motivo la vicesindaca con delega alle Pari Opportunità, indicata come referente dei contatti con gli organizzatori e come figura incaricata di promuovere iniziative collegate all’8 marzo, non abbia fornito nei mesi successivi aggiornamenti sull’eventuale riproposizione di “SicuraMente Donna”. Un secondo quesito riguarda la scelta di privilegiare altre collaborazioni e altre tipologie di eventi rispetto a un progetto definito istituzionale, strutturato e caratterizzato dalla presenza di professionisti, forze dell’ordine, operatori specializzati e testimoni diretti. Infine, Accosa domanda per quale motivo la vicesindaca stia collaborando prevalentemente con una cerchia ristretta di associazioni e se intenda oppure no prendere in considerazione progetti come “SicuraMente Donna”, presentati come aperti, apolitici e ad alto valore sociale.

La posizione degli organizzatori
Sul tema è intervenuta anche la redazione di 7giorni, che ha contattato direttamente Fabrizio Villanacci, ideatore del progetto e presidente della Naikan-Dô Shotokan Academy, per comprendere le ragioni del mancato sviluppo della collaborazione con il Comune di Peschiera Borromeo. Il responsabile dell’iniziativa ha spiegato: «Ho avuto un incontro con la vicesindaca Claudia Bianchi, che mi ha riferito che l’iniziativa sarebbe stata realizzata più avanti. Siamo rimasti d’accordo che ci saremmo aggiornati in vista dell’8 marzo, ma a quanto ho compreso l’amministrazione aveva altre priorità e altri progetti da portare avanti. Da parte nostra siamo rimasti in attesa di un riscontro. Rinnoviamo la nostra disponibilità: quando il Comune di Peschiera Borromeo vorrà, noi siamo pronti a collaborare e a riprendere il progetto».

Otto anni di storia: un progetto che attraversa il territorio
C’è un filo che dal 2017 attraversa il Sud Est di Milano e tiene insieme Peschiera Borromeo, Melegnano, Paullo e le loro comunità. Si chiama “Sicuramente Donna” ed è un progetto di autodifesa gratuita pensato per tutte le donne, ideato da Fabrizio Villanacci, professore e presidente dell’Associazione Naikan-Dô Shotokan Academy. «Il nostro progetto "Sicuramente Donna" è nato da una mia idea nel 2017. Si tratta di un corso gratuito di autodifesa per donne, aperto a tutte le donne. Vogliamo offrire uno strumento contro la violenza di genere e la violenza assistita».
Da allora le edizioni non si sono mai fermate: nove in tutto fino al 2025, con un’evoluzione costante del format che unisce lezioni teoriche e pratiche, tecniche di prevenzione, strategie antiaggressione e approfondimenti sulla psicologia del confronto e della gestione dello stress. Le attività sono rivolte a donne dai 14 anni e si sviluppano in percorsi strutturati che integrano aspetti tecnici e consapevolezza personale.

Dalla rete istituzionale alle scuole
Con il tempo il progetto si è trasformato in una vera rete territoriale. Nel 2021 è stato sottoscritto il protocollo “Fuori dal Silenzio”, che coinvolge Prefettura, Questura di Milano, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza, Fondazione Somaschi, Assemi e numerosi Comuni del Sud Est milanese, oltre a strutture sanitarie e realtà di supporto alle vittime. Non solo formazione, dunque, ma un sistema integrato capace di mettere in relazione istituzioni, forze dell’ordine e professionisti.
Nel 2025 la nona edizione ha segnato un ulteriore salto, con un percorso organizzato contemporaneamente tra Melegnano e Paullo e un evento conclusivo alla Sala delle Battaglie, dedicato a temi come difesa legittima, Codice Rosso e strumenti di tutela. Nel 2026 il progetto è entrato anche nelle scuole: il 10 febbraio, all’Istituto Sigmund Freud di Milano, è stato affrontato il tema della violenza economica con il coinvolgimento di studenti, esperti e rappresentanti della Questura di Milano.

Un progetto che non si ferma
Otto anni di attività, nove edizioni sul territorio e una presenza sempre più ampia anche in ambito educativo: “Sicuramente Donna” si è affermato come un punto di riferimento per molte donne del Sud Est milanese, capace di attraversare amministrazioni e stagioni politiche mantenendo una forte identità. Un percorso costruito nel tempo dall’associazione guidata da Villanacci, che ha trasformato un corso di autodifesa in una comunità attiva e consapevole.

Un tema destinato al confronto politico
L’atto depositato da Fratelli d’Italia, condiviso dall’intero centrodestra cittadino, apre ora un confronto che tocca insieme pari opportunità, prevenzione, politiche sociali e metodo amministrativo. La richiesta dell’opposizione è quella di capire se il progetto sia stato accantonato, rinviato o semplicemente lasciato senza una decisione definitiva. Sarà dunque la risposta dell’amministrazione comunale a chiarire se esistano ragioni organizzative, politiche o di altra natura dietro lo stop a un’iniziativa che aveva saputo intercettare una domanda reale proveniente dalla cittadinanza.