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Data center, Pieve Emanuele chiede lo stop. A Peschiera si va avanti sul progetto di San Bovio

Il capogruppo regionale del M5S Nicola Di Marco sostiene la richiesta di sospensione del Comune pievese. A Peschiera Borromeo il consigliere pentastellato Antonio Buono conferma di aver contribuito a migliorare l'impatto del data center nell’ area ex Postalmarket

Data center, la richiesta del Comune di Pieve Emanuele

PIEVE EMANUELE – È il Movimento 5 Stelle a portare all’attenzione il tema dei data center nel Sud Milano. Lo fa sapere Nicola Di Marco, capogruppo del M5s in Regione Lombardia, che annuncia il sostegno del partito alla richiesta del Comune di Pieve Emanuele. Nella seduta del 28 ottobre il Consiglio comunale pievese ha approvato un ordine del giorno che chiede una sospensione temporanea delle nuove autorizzazioni e dell’approvazione dei relativi piani attuativi, comprese le pratiche già in esame al 19 ottobre 2026. L’obiettivo è una disciplina coordinata a tutela della salute, dell’ambiente e dei territori.

A Peschiera Borromeo, invece, il progetto di San Bovio va avanti. Nella serata di giovedì 29 ottobre, durante l’assemblea cittadina, sollecitato da Forza Italia, il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle Antonio Buono in un intervento ha confermato che il data center previsto nell’area dell’ex Postalmarket é stato oggetto di un'azione politica che attraverso un lungo lavoro ha portato mitigazioni e miglioramenti al progetto. Sul progetto, quindi nessun ripensamento.

Di Marco: «Una moratoria è l’unica soluzione»

«Appoggiamo e sosteniamo la richiesta del Comune di Pieve Emanuele di una sospensiva temporanea del rilascio delle nuove autorizzazioni per i Data Center», dichiara Di Marco. Il capogruppo pentastellato punta il dito contro la maggioranza che guida il Pirellone. «Con leggi spot, commissariamenti e mancato ascolto dei territori, il centrodestra ha generato il caos. Al momento una moratoria è l’unica soluzione possibile, in attesa sia fatta chiarezza sul piano normativo».

L’appello dei sindaci lombardi

Di Marco collega la scelta pievese a una richiesta più ampia. «Regione Lombardia ascolti l’appello dei sindaci. Recentemente, cinquantaquattro primi cittadini lombardi hanno sottoscritto un documento per chiedere di avere maggior voce in capitolo, nell’ambito della realizzazione di data center sul territorio comunale».

Il consigliere regionale ricorda anche il percorso della legge regionale, oggi in revisione. «Durante l’iter che ha portato all’approvazione della legge regionale sui data center, oggetto di revisione da parte della stessa Giunta, come Movimento Cinque Stelle abbiamo più volte chiesto a Regione Lombardia di coinvolgere maggiormente gli enti locali nei processi decisionali. Un appello caduto nel vuoto, coi disastrosi risultati che oggi sono sotto gli occhi di tutti».

Due Comuni, due strade

Pieve Emanuele e Peschiera Borromeo mostrano quanto il tema resti aperto nel Sud Milano. Da una parte un Comune che chiede di fermarsi in attesa di regole più chiare, dall’altra un progetto che prosegue con la promessa di miglioramenti. Ora la palla passa a Regione Lombardia, chiamata a decidere se accogliere la richiesta di moratoria o portare avanti la revisione della norma senza fermare le pratiche in corso.

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