Segrate, bannati dai social, oggi presenti lo stesso in sala stampa
La lista Segrate Nostra invita 7giorni alla conferenza stampa per la presentazione dei candidati che parteciperanno alle prossime elezioni. Peccato che il sindaco Micheli abbia bloccato la nostra redazione su Facebook
C'è qualcosa di paradossale nell'invito che abbiamo ricevuto in questi giorni. La lista civica Segrate Nostra — quella che porta nel simbolo il nome dell'attuale sindaco Paolo Micheli — ci ha convocati giovedì 16 aprile alle 17.30 al Golfo Agricolo di Segrate per la presentazione ufficiale della lista e dei candidati. Un appuntamento aperto alla stampa, con tanto di comunicato formale e saluti cordiali in chiusura.
Tutto bene, in teoria. Peccato che noi di 7giorni, da tempo, non riusciamo a vedere i post pubblicati sulla pagina Facebook di Segrate Nostra. Il motivo è semplice: il sindaco Paolo Micheli ha bannato 7giorni e parte dello staff della nostra redazione. Sia dalla sua pagina personale che, a quanto risulta, dalla pagina della lista civica.
Una stranezza difficile da ignorare
Intendiamoci: non siamo qui a lamentarci. Chiunque, sulla propria pagina social, può scegliere chi vedere e chi no. È una libertà che non si discute. Ma quando sei un sindaco in carica, quando stai chiedendo ai cittadini di rieleggerti, quando inviti la stampa a una conferenza per presentare il tuo progetto politico — beh, bloccare una testata giornalistica del territorio assume tutto un altro peso.
I social network, in campagna elettorale, non sono solo uno sfogo personale. Sono uno strumento di comunicazione politica, un canale attraverso cui un amministratore parla alla città. Escludere una redazione da quel canale significa, di fatto, scegliere quali giornalisti possono accedere alle informazioni e quali no. E questo, con la libertà di stampa, ha poco a che fare.
Nel frattempo, dalla pagina di Segrate Nostra continuano ad arrivare contenuti che non riusciamo a leggere direttamente. Come il post del 14 aprile — visibile solo attraverso altri account — in cui Paolo Micheli annunciava con soddisfazione l'arrivo dei bus elettrici di ATM sulle strade di Segrate: operativi sulle linee scolastiche, sulla 926 e per il servizio ChiamaBus. Una notizia che riguarda tutti i cittadini di Segrate, compresi i lettori di 7giorni. Eppure noi, per leggerla, dobbiamo fare un giro lungo.
Un segnale positivo che va riconosciuto
Prima di andare avanti, però, vogliamo dire una cosa. In queste elezioni c'è anche qualcosa di nuovo, e sarebbe scorretto non riconoscerlo. Segrate Nostra ci ha inviato una email di convocazione alla conferenza stampa, includendo 7giorni tra le testate invitate. Per noi non è scontato: non era mai successo prima. Ringraziamo la sensibilità di chi, all'interno della lista, ha scelto di includerci. È un gesto che apprezziamo e che registriamo volentieri.
Ci saremo lo stesso
Detto questo, giovedì saremo al Golfo Agricolo. Perché il nostro lavoro non lo facciamo contro qualcuno, e non è nostra abitudine disertare gli appuntamenti pubblici per una questione di principio personale. Andremo, ascolteremo, faremo le domande che riteniamo utili per i nostri lettori.
E una di queste domande la anticipiamo già: hanno intenzione di continuare a bannare 7giorni dai profili social della lista e del sindaco Micheli? È una domanda legittima, non una provocazione. In campagna elettorale, i social sono un asset strategico di comunicazione. Escludere una testata locale da quel flusso informativo è una scelta precisa, che merita una risposta precisa.
Non chiediamo favori. Capiamo bene che per qualcuno esistano giornali di serie A e giornali di serie B — testate gradite e testate scomode. È un meccanismo vecchio come il mondo, e non ci sorprende. Ma bloccare attivamente una redazione sui canali ufficiali di chi amministra una città non è una preferenza editoriale: è un ostacolo deliberato all'informazione.
I favori non ci interessano. Non li abbiamo mai chiesti e non inizieremo adesso. Chiediamo solo una cosa: poter fare il nostro mestiere alla pari degli altri. Niente di più. E crediamo che i cittadini di Segrate abbiano il diritto di sapere quale sia il concetto di libertà di stampa di chi li governa, proprio nel momento in cui sono chiamati alle urne.
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Redazione